Analfabetismo Funzionale: Perché Un Terzo degli Italiani Non Capisce (e Non Vuole Capire)

Analfabetismo funzionale: l’arte perduta di capire le cose (e votare di conseguenza)

C’è un problema in Italia, Serio! Non voglio parlare del traffico o della pizza con l’ananas o della musica che domina le classifiche nazionali.

Ma sul fatto che, secondo l’OCSE, un terzo degli adulti italiani è affetto da analfabetismo funzionale

Per chi non lo sapesse (o non lo volesse sapere), significa che un adulto su tre riesce a leggere le istruzioni di un tostapane senza riuscire a capire dove infilare il pane.

E no, non è che gli altri due terzi se la cavino tanto meglio: metà della popolazione ha gravi difficoltà nel problem solving, il che spiega perché il campionato di Sudoku non sia un evento nazionale nel Bel Paese. 

Ma aspettate, c’è di peggio! Le capacità di lettura e calcolo sono in calo. È quasi come se ci stessimo allenando per diventare… peggiori.

Numeri che fanno male (e ridere amaramente)

L’indagine OCSE ha testato 160.000 persone adulte in 31 Paesi, chiedendo loro di risolvere problemi basilari, leggere un testo e fare due conti. Gli italiani? Hanno preso voti che fanno sembrare un 4 in matematica un traguardo olimpico.

In Europa, peggio di noi solo Lituania e Portogallo. Complimenti, ragazzi, siamo sul podio… al contrario.

Il dato più inquietante riguarda i giovani tra i 25 e i 34 anni, quelli che dovrebbero essere il futuro della nazione. Le loro abilità sono così scarse che verrebbe da chiedersi se il futuro dell’Italia sarà scritto con le emoji.

“È colpa dell’istruzione, degli altri e del destino cinico e baro!”

I tagli decennali all’istruzione non hanno aiutato, certo. Ma qui non si tratta solo di scuole malmesse o insegnanti sottopagati. C’è un anti-intellettualismo che serpeggia nella società: essere ignoranti non è più una vergogna, è quasi un distintivo d’onore. 

Se ci aggiungiamo l’effetto Dunning-Kruger – quello per cui meno sai, più credi di sapere – otteniamo un cocktail esplosivo di incompetenza e arroganza.

E non serve andare lontano per trovare esempi. Basta ascoltare una discussione da bar: c’è sempre qualcuno che, con zero competenze e mille certezze, è pronto a spiegarti come si risolve il cambiamento climatico in tre mosse.

“Ho visto l’articolo…”

Un altro segnale inquietante? La gente non dice più “ho letto” un articolo, ma “l’ho visto”. Sì, perché leggere implica comprendere, mentre guardare è più facile. Ecco spiegato il successo di certi leader politici: il messaggio visivo diretto vince su quello scritto. (anche perche’, avete mai letto come scrive Salvini?)

Ah, a proposito: quella percentuale di analfabetismo funzionale somiglia un po’ troppo ai risultati elettorali di certi leader politici inquietanti, non trovate? Una coincidenza curiosa, ma probabilmente casuale (o forse no?).

L’ironia del progresso

L’OCSE ha ragione: senza cittadini competenti, l’innovazione e la crescita economica rallentano. Ma non è solo questione di soldi o tecnologia. Qui si tratta di democrazia. Come puoi partecipare attivamente alla vita politica se non capisci nemmeno la metà di ciò che ti viene detto?

In fondo, forse non serve l’OCSE per capire che siamo in guai seri. Basta una passeggiata in strada. O un commento su Facebook. Perché se la situazione è quella che è, la colpa non è solo di chi non sa, ma anche di chi sa e tace.

E voi? L’avete letto, o l’avete solo visto questo articolo?


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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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2 comments

[…] Tuttavia, è un dato di fatto che la sfida che abbiamo di fronte non è solo politica o economica, ma esistenziale. Come possiamo agire? Come possiamo, metaforicamente, accendere collettivamente fuochi di conoscenza e consapevolezza? Come possiamo opporci all’ignoranza arrogante che minaccia di soffocarci? Una possibile risposta è quella di rifiutare la passività e impegnarci attivamente nella difesa della democrazia, della verità e della giustizia sociale. Dobbiamo abbracciare l’idea che l’orrore che ci troviamo davanti non sia una sconfitta, ma un passo verso una comprensione più profonda dei problemi e delle ragioni che ci hanno portato a questo punto. Da lì possiamo ripartire. […]

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