Ogni poster MonoQuote nasce da una frase. Questa volta la frase è «True friends stab you in the front», attribuita a Oscar Wilde: i veri amici ti pugnalano davanti. Dietro ogni frase c’è una stanza intera che non si vede — una vita che si è fermata un attimo prima dell’inquadratura. In «L’ultima riga di una storia mai scritta» (MonoStories, Vol. I) abbiamo scritto cinquanta di quelle stanze, una per ogni poster della collezione. Ecco un assaggio di una di loro: un racconto sull’amicizia e sul prezzo della verità detta in faccia.
Il Fronte
Ispirata al poster Compass Divider Poster — Minimalist Oscar Wilde Quote Wall Art
“True friends stab you in the front.” — Oscar Wilde
Undici ore prima delle sue nozze, Filip viene affrontato in un corridoio d’albergo dal suo testimone, Anton, con una frase che quest’ultimo porta con sé da sei mesi: «Vede ancora Marek. Lo so da Marek stesso.» Il matrimonio muore quella notte. L’amicizia — vent’anni — muore con esso.
Anton torna a casa e pensa al compasso a punte di suo padre: uno strumento con due punte d’ago, fatto per misurare distanze esatte. Una punta resta ferma sulla verità. L’altra oscilla con tutto il resto.
«Il dolore ha bisogno di personale […] il posto andò al messaggero.»
«Tenne i due anelli del matrimonio mai avvenuto nel cassetto della scrivania […] sulla teoria che un uomo torna, prima o poi, a riprendersi ciò che era suo.»
Sette anni dopo, una sera di febbraio, qualcuno bussa alla sua porta con due birre in mano. Quello che Filip è venuto a dire — e perché comincia con «sono venuto a ringraziarti per la cicatrice» — lo trovate nella storia completa.
True friends stab you in the front: cosa significa la frase
«True friends stab you in the front» — i veri amici ti pugnalano davanti, non alle spalle. La frase circola da decenni con la firma di Oscar Wilde, anche se nessuno è mai riuscito a indicare con certezza in quale opera l’abbia scritta. Il paradosso, però, è suo nello spirito: rovescia il luogo comune del tradimento «alle spalle» per dire che l’amicizia vera non ti risparmia la ferita. Te la infligge guardandoti negli occhi.
È esattamente la posizione di Anton. Tacere avrebbe salvato una cena, un matrimonio, forse vent’anni di serate insieme. Parlare avrebbe salvato Filip, ma al prezzo di diventare per sempre il volto della notizia. Il racconto non sceglie per voi: misura la distanza tra le due punte del compasso e vi lascia lì, con lo strumento in mano.
Ed è la domanda che quasi tutti ci siamo fatti almeno una volta: un amico che ti dice la verità che non vuoi sentire ti sta tradendo o ti sta proteggendo? Wilde, o chi parlava con la sua voce, aveva già risposto. Anton ci mette sette anni a scoprire se aveva ragione.
Altre storie da «L’ultima riga di una storia mai scritta»
Se Il Fronte è un racconto sull’amicizia e sulla sincerità, le altre storie della raccolta girano attorno alle stesse domande da angoli diversi: La Rosa, su cosa resta quando l’amore finisce e la responsabilità no; Il Guardiano, quarantun anni ad accendere un faro che nessuno guardava più; Giorno Dopo Giorno, il vedovo che rema ogni mattina voltato all’indietro. E se cercate un regalo per l’amico che ha sempre avuto il coraggio di dirvi le cose in faccia, partite dalle nostre idee regalo con poster di frasi che emozionano.
Questa è solo l’apertura di una delle cinquanta storie di «L’ultima riga di una storia mai scritta» (MonoStories, Vol. I) — un racconto per ogni poster MonoQuote. Tutta la collezione la trovate su monoquote.com. Se prima di comprare il libro volete un parere più disteso del nostro, la recensione completa è qui su Urban Mood Magazine. E se questa immagine vi è rimasta in testa, il poster che l’ha ispirata è qui sotto.
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