Daniela Diana presenta Lenù: un viaggio illustrato per scoprire la diversità

Un libro che unisce narrazione, fantasia e accessibilità

Scrivere per i bambini significa seminare futuro.
Con questo spirito nasce Lenù, il nuovo progetto editoriale firmato dalla bibliotecaria e psicologa Daniela Diana, che ha deciso di dedicare la sua esperienza professionale e la sua sensibilità a un tema di grande attualità: l’inclusione e la valorizzazione della diversità.

Il libro, arricchito dalle illustrazioni di Leonardo Chiarandà, accompagna i piccoli lettori in un mondo magico dove ogni pagina diventa un’occasione di scoperta, insegnando ai bambini – ma anche a genitori ed educatori – che le differenze non sono limiti, ma risorse preziose per crescere insieme.

Il primo volume della collana, in uscita nel 2025, ha già attirato l’interesse di realtà che operano nel campo dell’inclusione, come IERFOP, impegnato da anni nella promozione della cultura accessibile.

Abbiamo intervistato l’autrice per conoscere meglio il progetto.


Intervista a Daniela Diana

1. Daniela, come nasce la collana Lenù e qual è la missione che la guida?
La collana Lenù nasce dal desiderio di raccontare storie che divertano, ma che allo stesso tempo educano.
Il mio obiettivo è dare ai bambini strumenti semplici e accessibili per comprendere valori come la diversità, l’inclusione e la responsabilità.
Ogni storia è costruita per permettere ai giovani lettori di identificarsi nei personaggi, sviluppare empatia e affrontare con più sicurezza le sfide della vita reale.
Credo che la lettura sia uno strumento potentissimo di crescita, che migliora l’attenzione, stimola la memoria e rafforza la capacità di risolvere problemi, aiutando a vedere il mondo con occhi più aperti e consapevoli.


2. Nel primo volume incontriamo i “folletti non vedenti”. Come hai scelto di affrontare questo tema delicato?
Ho voluto dare voce a personaggi che trasformano la loro diversità in forza.
I folletti non vedenti del libro insegnano a Lenù – e ai lettori – che la vera ricchezza non sta nella vista, ma nella capacità di percepire con il cuore e con gli altri sensi.
Sono simboli di resilienza e coraggio, dimostrano che ciò che spesso viene visto come limite può diventare un talento, un dono.
Attraverso la magia della storia, i bambini imparano che ogni persona ha qualcosa di unico da offrire e che la diversità è un’opportunità di crescita, non un ostacolo.


3. Nel libro parli di giochi di ruolo e attività pratiche. Come aiutano i bambini a comprendere la diversità?
Il role-playing è uno strumento educativo molto potente.
Permette ai bambini di immedesimarsi in personaggi diversi, vivendo situazioni che stimolano empatia e comprensione.
Attraverso il gioco, imparano a mettersi nei panni degli altri, a vedere il mondo da prospettive diverse, superando stereotipi e pregiudizi.
Con Lenù voglio che la lettura sia attiva e coinvolgente, non solo un momento di ascolto ma anche di partecipazione e scoperta condivisa, insieme a genitori ed educatori.


4. L’accessibilità è un aspetto centrale di questo progetto. Come sarà garantita?
Fin dall’inizio ho pensato a Lenù come a una collana accessibile a tutti.
Grazie alla collaborazione con IERFOP, sarà disponibile una versione in Braille, testi in rilievo, audiolibri e formati digitali compatibili con screen reader e tecnologie assistive.
Il linguaggio scelto è semplice e chiaro, per permettere a tutti i bambini, indipendentemente dalle loro capacità sensoriali o cognitive, di godere delle storie e delle attività proposte.
La mia speranza è che Lenù diventi un libro che abbatte barriere e costruisca ponti tra mondi diversi.


5. Quali sono le prospettive future della collana?
Il primo volume è solo l’inizio.
La collana crescerà nel tempo affrontando temi sempre nuovi legati alla pluralità delle esperienze umane, con storie che coinvolgano comunità diverse: sensoriali, cognitive e culturali.
Il mio sogno è creare un laboratorio vivo, in cui le storie non solo parlano di inclusione, ma nascono dall’inclusione, grazie alla partecipazione diretta di bambini, famiglie e associazioni.
Credo che la vera forza di questo progetto stia nel suo essere condiviso e partecipativo.


L’interesse di IERFOP: le parole di Roberto Pili

Il progetto Lenù ha già catturato l’attenzione di enti e organizzazioni che operano nel campo dell’inclusione.
In particolare, IERFOP, storica realtà impegnata nella formazione e nella promozione di strumenti accessibili, ha espresso grande apprezzamento per l’iniziativa.

Il Direttore Roberto Pili ha commentato:

«L’impegno di Daniela e Leonardo merita grande attenzione da parte di Ierfop, perché l’accessibilità è uno dei pilastri fondamentali della nostra filosofia.
Ogni strumento che favorisce la diffusione della cultura ci trova naturalmente pronti a sostenerlo.
Lenù è un titolo che si presta perfettamente a una versione accessibile, come il Braille, così come abbiamo fatto con il progetto Brucamilla, che ha dimostrato l’esistenza di un forte interesse per iniziative di questo tipo.»


Un libro che parla a tutti

Con Lenù, Daniela Diana e Leonardo Chiarandà offrono molto più di un libro per bambini: creano un ponte tra mondi diversi, unendo fantasia e realtà, educazione e gioco, sensibilità e creatività.
Un progetto che non solo racconta l’inclusione, ma la rende concreta, grazie al sostegno di enti come IERFOP e alla collaborazione di chi crede che la cultura sia un diritto di tutti.

Due persone sedute su divani bianchi durante un evento, con un microfono in uso. Sullo sfondo, uno striscione che promuove un festival della cultura creativa.
Leonardo Chiarandà e Daniela Diana


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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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