Vivere a lungo, vivere bene: Roberto Pili ospite dei Lions Club di Cagliari Villanova disegna il futuro della longevità

Cagliari, 20 maggio 2025 — Urban Mood Magazine

C’è una parola che ieri pomeriggio ha risuonato più di ogni altra nella sala di IERFOP a Cagliari, dove nell’evento organizzato dall‘Lions Club Cagliari Villanova: possibile. Possibile che l’invecchiamento non sia condanna ma opportunità. Possibile che la Sardegna, terra di centenari, continui a insegnare al mondo come si vive davvero a lungo. Possibile, infine, che la scienza e la tradizione parlino — finalmente — la stessa lingua.

Vivere a Lungo e vivere bene sono la vera meta per ogni persona su questo pianeta.

A tenere il filo di questo ragionamento è stato il dottor Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità (CMdL) e di IERFOP-ETS, ospite della serata nell’ambito dell’Anno Sociale 2025–2026 del Distretto 108L I.T.A.L.Y., sotto la guida della Governatrice Graziella Puddu Loddo e della Presidente Maria Gabriella Pirisi e la giornalista Giosi Moccia.

Il tema era stimolante: “Longevità Attiva: Contributo al Futuro Sostenibile”.

Una questione aperta — e urgente

Pili ha aperto con numeri che non lasciano spazio all’indifferenza. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, entro il 2050 una persona su sei nel mondo avrà più di 65 anni. In Italia siamo già al 24% di over 65, con un’età mediana di 48,4 anni — la più alta d’Europa. Gli over 80 raddoppieranno, passando da 27 a 64 milioni nell’Unione Europea.

“La longevità — ha spiegato — non è semplicemente l’allungamento della vita. È il risultato di straordinari progressi in sanità, alimentazione e condizioni socioeconomiche. Ma pone sfide che non possiamo ignorare.” Il rischio, senza interventi adeguati, ha un nome preciso: Longevity Shock, ovvero il collasso dei sistemi socioeconomici sotto il peso di una popolazione anziana sempre più numerosa e spesso non autosufficiente.

Come Giano bifronte: sfida e opportunità

L’invecchiamento della popolazione, ha sottolineato Pili, ha una doppia faccia. Da un lato, i costi: la spesa sanitaria europea per gli over 65 assorbe oltre i due terzi del totale, e le proiezioni indicano trend insostenibili. Dall’altro, la Silver Economy — quell’insieme di consumi, produzioni e attività economiche generate dagli anziani — che nel 2025 in Europa ha superato i 5,7 trilioni di euro.

“Gli anziani europei over 65 hanno un consumo pro-capite medio annuo di 15.700 euro, contro i 12.500 degli under 35. Hanno redditi più alti, patrimoni più solidi, meno debiti. La sfida è trasformare questo potenziale in risorsa collettiva.”

Il paradosso delle Blue Zones

La longevità naturale più autentica, però, non viene dai laboratori né dai fondi di investimento. Viene dai pascoli dell’Ogliastra, dalle strade di Okinawa, dalle colline di Icaria. Le cosiddette Blue Zones — le aree del mondo dove si vive più a lungo e meglio — condividono caratteristiche sorprendentemente semplici: ambienti salubri, alimentazione prevalentemente vegetale, movimento quotidiano, legami sociali forti e una dimensione spirituale pervasiva.

Pili ha presentato i dati dello Studio P.E.R.D.A.S. (People with Extreme Resources During Ageing in Sardinia), condotto a Perdas de Fogu — paese che detiene il record mondiale di centenari per abitante — in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia Clinica dell’Invecchiamento dell’Università di Cagliari. Lo studio ha individuato un vero e proprio “psicotipo longevo”: persone caratterizzate da estroversione, apertura mentale, coscienziosità, amabilità e basso nevroticismo. Un profilo in cui la resilienza non è una parola d’ordine, ma una postura esistenziale.

La dieta sardo-mediterranea: un caso unico

Tra tutte le Blue Zones, la Sardegna presenta una caratteristica distintiva: la longevità maschile più alta al mondo. E la dieta sardo-mediterranea ha la sua parte. A differenza del modello mediterraneo classico, include una quota più elevata di proteine animali — latte e formaggi di pecora e capra, ricchi di acidi grassi a catena corta e media — e un consumo moderato di vino rosso ricco di resveratrolo. Una combinazione che, unita alla struttura sociale e alle pratiche culturali locali, produce risultati scientificamente misurabili.

La medicina dell’Aging e i programmi geragogici

La parte più tecnica dell’intervento ha riguardato le strategie terapeutiche emergenti: dalla senoterapia — che mira a eliminare le cellule senescenti responsabili dell’infiammazione cronica — ai modulatori del metabolismo cellulare come metformina e resveratrolo, fino alle frontiere della riprogrammazione epigenetica e della biostampa 3D di organi e tessuti.

Ma la scienza da sola non basta. Pili ha insistito sull’importanza dei programmi geragogici — percorsi educativi strutturati su tre livelli: biologico, psicologico e sociale — capaci di preparare individui e comunità ad affrontare l’invecchiamento come un processo di continua realizzazione, non di inevitabile declino.

Un ponte tra passato e futuro

Ha chiuso la serata una riflessione che vale la pena riportare per intero nel suo senso: i centenari delle Blue Zones ci insegnano un modo di abitare il mondo che la modernità ha quasi dimenticato. Non è replicabile alla lettera. Ma può essere tradotto, con gli strumenti della scienza contemporanea, in politiche pubbliche, programmi di salute, modelli educativi.

“Spetta a noi — ha concluso Pili — gettare un ponte tra la cultura millenaria delle Blue Zones e le più recenti conquiste della scienza moderna. È la sfida del nostro tempo. Ed è una sfida che possiamo vincere.”


Vivere a Lungo e vivere bene, Roberto Pili incontra i Lions Club di Cagliari Villanova. Con Bachiso Zolo di Ierfop

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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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