Prima del grano, prima dell’olio, prima del vino, c’era il fico. È il primo frutto che l’uomo abbia addomesticato, e la storia del fico è, in fondo, la storia stessa del Mediterraneo: un intreccio di agricoltura, mare e commercio lungo undicimila anni. Il fico nero di Chia, sulla costa sud della Sardegna, è l’ultimo anello di questa catena lunghissima — un frutto che è stato cibo, moneta e persino medicina della mente.
Il primo frutto dell’umanità
Le tracce più antiche vengono da lontano. A Gilgal I, nella Valle del Giordano, sono stati ritrovati semi carbonizzati di fichi partenocarpici datati intorno all’11.400 a.C.: la prova che il fico veniva coltivato mille anni prima del grano. Da lì la sua diffusione segue le grandi civiltà.
- Egitto. Fichi secchi nelle tombe dei faraoni, e razione quotidiana per gli operai di Deir el-Medina.
- Creta e Micene. Registri in lineare B che annotano consegne di «fico secco», e anfore colme ritrovate ad Akrotiri.
- Roma. Cesti carbonizzati emersi a Pompei, e i trattati di Catone e Plinio sull’essiccazione per rifornire l’esercito.
Un filo continuo: dovunque arrivi una civiltà mediterranea, arriva il fico, e con lui l’arte di seccarlo per conservarlo.
La Sardegna e Bithia
In Sardegna questa storia ha un radicamento profondo, proprio a due passi da Chia.
- Bithia (VII-III sec. a.C.). Sito fenicio-punico a circa tre chilometri da Chia. Nei magazzini e nei livelli di cucina sono emersi semi carbonizzati di Ficus carica: la prova di un consumo e di un commercio già strutturati.
- Nora e Sulci. Altri centri punici che restituiscono resti di fico.
- I nuragici. Semi in contesti dell’Età del Ferro. Grandi navigatori e commercianti con l’Egeo e la Spagna, essiccavano il fico al sole e lo conservavano come provvista per il cabotaggio e gli scambi.
Il fico nero di Chia è l’erede diretto di questa rotta. Nasce in un territorio di mare dove il fico era insieme viaticum, moneta e scorta.
Il primo «liofilizzato» della storia
C’è una ragione tecnica dietro tutto questo. Il fico secco è stato, di fatto, il primo alimento «liofilizzato» della storia: ideale per i viaggi in mare per quattro motivi. È denso di calorie, si conserva per mesi, aiuta contro lo scorbuto e non si rovina.
Per questo lo troviamo nelle stive di tutti i grandi naviganti.
- Egizi: sulle navi del Nilo e del Mar Rosso.
- I Popoli del Mare (intorno al 1200 a.C.): nei relitti micenei sono state trovate anfore con fichi secchi e olive, la razione di base della traversata.
- Fenici: carichi che viaggiavano da Tiro a Cartagine fino a Bithia.
- Nuragici: nei magazzini costieri di Nora e Bithia, e nelle «tasche» dei pastori, per viaggi di dieci-quindici giorni.
- Romani: razione ufficiale della marina e delle legioni, il celebre viaticum.
La tradizione sarda di essiccare i fichi nasce proprio da qui: da una necessità marinara diventata cultura.
Un frutto che attraversa il tempo
Tenere in mano un fico nero di Chia, allora, significa tenere in mano un pezzo di questa lunghissima rotta. Da Gilgal a Bithia a Chia, lo stesso frutto ha attraversato il mare e il tempo, nutrendo eserciti, equipaggi e pastori — e, insieme, curandoli, come vuole la tradizione sarda delle brebus. Undicimila anni dopo, continua a farlo.

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[…] formaggi, pane e miele: sapore, tradizione e creatività in ogni ricetta. C’è il fico della storia, il “frutto degli dei” dell’antichità mediterranea, che a Chia cresce dove […]