di Roberto Pili, Presidente IERFOP ETS
Con l’avvio a Pula del progetto «Pet Therapy e disabilita’ in biblioteca: letture a quattro zampe» — realizzato con il finanziamento del CEPELL, il 25, 26 e 27 agosto presso la Biblioteca Comunale in occasione del Festival Pula Letteraria — la Pet Therapy varca la soglia di un luogo di cultura aperto a tutti. È l’occasione per riflettere sul valore terapeutico e inclusivo della Pet Therapy nelle disabilità neurosensoriali, del neurosviluppo, motorie e senili.
Introduzione
La relazione tra l’essere umano e l’animale d’affezione rappresenta una delle risorse più straordinarie ed efficaci nell’ambito dei percorsi riabilitativi, educativi e sociali. Gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), comunemente noti come Pet Therapy, non costituiscono una semplice attività ricreativa, bensì una vera e propria modalità d’intervento integrata, capace di stimolare il potenziale residuo, favorire la neuroplasticità, abbattere le barriere socio-emozionali e migliorare in modo significativo la qualità della vita delle persone con disabilità.
L’animale non giudica, non misura la prestazione e non percepisce il limite: offre un’accettazione incondizionata che diventa la chiave fondamentale per sbloccare potenziali comunicativi, emotivi e cognitivi spesso inaccessibili attraverso i soli canali tradizionali.
1. Disabilità neurosensoriali: orientamento, tatto e integrazione multimodale
Per le persone cieche e ipovedenti, l’interazione con l’animale da terapia assume una valenza profonda che va oltre il supporto funzionale del cane guida tradizionalmente inteso. Negli interventi assistiti, l’animale diventa un mediatore sensoriale e spaziale d’eccellenza.
- Arricchimento dell’esperienza percettiva: la presenza fisica dell’animale si integra con gli strumenti tiflotecnici e tiflodidattici, creando una perfetta sinergia tra la lettura di libri tattili, l’ascolto di audiolibri e la risposta tattile e cinestetica fornita dal corpo dell’animale — il calore, il ritmo del respiro, la consistenza del pelo.
- Propriocezione e orientamento: l’esplorazione guidata del corpo del cane e le dinamiche di conduzione aiutano la persona con disabilità visiva a rafforzare lo schema corporeo, la percezione spaziale e la fiducia nel movimento autonomo.
2. Disturbi del neurosviluppo, DSA, BES e Comunicazione Aumentativa
Nell’ambito dei disturbi del neurosviluppo (autismo, ADHD, disabilità intellettiva) e dei bisogni educativi speciali, la Pet Therapy crea un ponte affettivo privo della pressione del giudizio o della prestazione.
- Bambini e ragazzi con DSA e BES: nelle attività di lettura guidata alla presenza dell’animale — ispirate ai modelli READ (Reading Education Assistance Dogs) — la figura del cane agisce da regolatore emotivo. La presenza pacifica dell’animale riduce la frustrazione legata alla decodifica del testo, aumenta l’autostima e stimola una maggiore fluenza di lettura guidata dalla calma emotiva.
- Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e disabilità cognitive: per le persone con gravi deficit verbali o cognitivi, l’accesso alla storia e alla relazione non passa solo dal simbolo visuale, ma viene accoppiato all’esperienza corporea e gestuale diretta con il cane. Comunicare un comando tramite CAA e vederlo eseguito dall’animale potenzia la comprensione simbolica, il senso di autoefficacia e l’ingaggio comunicativo.
3. Disabilità motorie e fragilità legate all’età
Estendendo il raggio d’azione degli Interventi Assistiti con gli Animali, si evidenziano benefici cruciali anche per le disabilità motorie e per la terza e quarta età.
- Disabilità motorie e neuromotorie: accarezzare, spazzolare, nutrire o condurre l’animale rappresenta un esercizio fisioterapico «invisibile». Promuove la motricità fine e grossolana, la coordinazione oculo-manuale, il tono muscolare e il controllo della postura, trasformando l’esercizio riabilitativo in un momento ludico e spontaneo.
- Invecchiamento, demenze e fragilità dell’età senile: negli anziani e nelle persone affette da Alzheimer o demenze, il contatto con l’animale risveglia memorie procedurali ed emotive profonde, riduce gli stati di ansia, agitazione e depressione, contrastando efficacemente l’isolamento sociale e la solitudine.
Quadro sintetico dei benefici per categoria di utenti
| Categoria di utenti | Benefici specifici attesi |
|---|---|
| Bambini e ragazzi con DSA e BES | Riduzione della frustrazione legata alla decodifica del testo, miglioramento dell’autostima e della fluenza di lettura guidata dalla calma emotiva. |
| Persone cieche e ipovedenti | Arricchimento dell’esperienza di lettura tramite l’integrazione tra stimoli tattili (libri tattili), uditivi (audiolibri) e la presenza fisica e orientativa dell’animale. |
| Persone con disabilità cognitive o della comunicazione | Accesso alla storia tramite la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) accoppiata all’esperienza corporea e gestuale con il cane, potenziando la comprensione simbolica. |
| Persone con disabilità motorie | Stimolazione della motricità fine e grossolana, miglioramento della coordinazione e del tono muscolare attraverso il gioco e la cura dell’animale. |
| Anziani e persone con fragilità legate all’età | Stimolazione cognitiva e sensoriale, riduzione dell’isolamento affettivo, contenimento dell’ansia e riattivazione dei ricordi emotivi. |
| Famiglie e comunità | Normalizzazione della diversità, abbattimento delle barriere socio-culturali e fruizione inclusiva degli spazi pubblici della biblioteca e dei luoghi di cultura. |

Famiglie, comunità e inclusione negli spazi pubblici
Un aspetto fondamentale promosso da IERFOP riguarda l’impatto sociale ed emancipativo della Pet Therapy. Promuovere incontri assistiti all’interno di contesti comunitari e culturali — quali biblioteche, scuole, musei e centri civici — permette di superare la visione della disabilità come condizione meramente clinica.
La presenza dell’animale trasforma lo spazio pubblico in un ambiente accogliente, inclusivo e accessibile a tutti, favorendo la normalizzazione della diversità, l’abbattimento delle barriere socio-culturali e il benessere condiviso tra la persona con disabilità, la famiglia e la comunità. È in questa direzione che si muove l’esperienza avviata a Pula: un modello di inclusione sociale replicabile, in cui la lettura torna a essere un diritto universale.
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