Ho voluto vedere questo thriller in quanto avevo apprezzato la precedente opera del regista, insolita e inquietante, con azzeccatissime interpretazioni ( Le regole di Jenny Pen). Anche “ L’uomo dei sussurri” è piuttosto inquietante, ma nell’insieme non risulta molto originale.
Si tratta infatti di un serial killer di bambini che vengono ritrovati nel bosco, con una maglietta in faccia, poco dopo l’arrivo di strane audiocassette al comando di polizia. Il killer infatti prima di uccidere i bambini parla con loro e registra i dialoghi per dimostrare che le vittime non sono soddisfatte delle loro famiglie. Il piccolo Neal ha dichiarato, per esempio, che la madre drogata lo lasciava sempre a casa della nonna, troppo vecchia, che lui non gradiva. Jake ha dichiarato invece di essere offeso con suo padre che non crede alla sua amica immaginaria….(ma Jake è l’ultimo rapito, si salverà). Il punto è che il killer proviene da una famiglia disfunzionale (ma come mai!) e quando spedisce quelle audiocassette pare che voglia punire altri genitori che considera negligenti (comunque mai perversi quanto il padre di lui).
I delitti sono identici a quelli compiuti trent’anni prima da un certo Frank Carter che sta scontando l’ergastolo: chi può essere il suo imitatore? Gli viene chiesto aiuto ma vuole qualcosa in cambio ( vi ricorda un film già visto, vero?). La detective incaricata del caso chiede aiuto pure a Peter, il poliziotto che catturò Carter, ma lui è in pensione e non vuole saperne nulla. Fino a quando viene rapito il suo nipotino Jake , figlio del suo figliolo scrittore (Tom). Peter in realtà non ha mai visto il bambino perché da anni lui e Tom non si parlano (grande novità anche questa), ma ora la voce del sangue si fa sentire. Le indagini seguono praticamente una sola pista: con chi può avere comunicato Frank Carter? Chi gli ha fatto visita in carcere?
Non posso dire che manchi la suspense, ma la sola trovata nuova è quella delle audiocassette, a parte l’estrema sorpresa del “premio” richiesto da Carter per collaborare. Un premio così sgradevole e immorale che non lo citerei neanche se lo spoiler fosse consentito!
In ogni modo, se amate il thriller psicologico senza aspettarvi Hitchcock, potete guardarlo tranquillamente .
Voto 6/10
Daniela Di Benedetto
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