RECENSIONE DEL FILM “L’UOMO DEI SUSSURRI”Di James Ashcroft con Robert De Niro, Michael Keaton, Adam Scott, Michelle Monaghan. Di Daniela Di Benedetto

Ho  voluto  vedere  questo  thriller  in  quanto  avevo apprezzato la  precedente  opera  del  regista, insolita  e  inquietante,  con  azzeccatissime  interpretazioni ( Le  regole  di  Jenny  Pen). Anche “ L’uomo  dei  sussurri”  è  piuttosto  inquietante,  ma  nell’insieme  non  risulta  molto originale.

Si  tratta  infatti  di  un  serial  killer  di  bambini  che  vengono  ritrovati  nel  bosco,  con  una  maglietta  in  faccia,  poco  dopo l’arrivo  di  strane  audiocassette  al  comando  di   polizia.  Il  killer  infatti  prima  di  uccidere  i  bambini  parla con  loro  e  registra  i  dialoghi  per  dimostrare  che  le  vittime non  sono soddisfatte  delle  loro  famiglie.  Il  piccolo  Neal  ha  dichiarato,  per  esempio, che  la  madre    drogata  lo  lasciava  sempre  a  casa  della  nonna,  troppo  vecchia,  che  lui  non  gradiva.  Jake  ha  dichiarato invece  di  essere  offeso con  suo  padre che  non  crede  alla sua  amica  immaginaria….(ma  Jake  è  l’ultimo  rapito,  si  salverà).  Il  punto  è  che  il  killer  proviene  da  una  famiglia  disfunzionale  (ma  come  mai!)  e  quando  spedisce  quelle  audiocassette  pare  che  voglia  punire  altri  genitori  che  considera  negligenti   (comunque  mai  perversi  quanto  il  padre  di  lui).

I  delitti  sono   identici  a  quelli  compiuti  trent’anni  prima  da  un  certo  Frank  Carter  che  sta  scontando  l’ergastolo:  chi  può  essere  il  suo  imitatore?  Gli  viene  chiesto  aiuto  ma  vuole  qualcosa  in  cambio  ( vi  ricorda  un  film  già  visto,  vero?).  La  detective  incaricata  del  caso  chiede  aiuto  pure  a  Peter,  il  poliziotto  che  catturò  Carter,  ma  lui  è  in  pensione  e  non  vuole  saperne  nulla.  Fino  a  quando  viene  rapito  il  suo  nipotino  Jake  , figlio  del  suo  figliolo  scrittore (Tom).  Peter in  realtà  non  ha  mai  visto  il  bambino  perché  da anni  lui  e  Tom non  si  parlano  (grande  novità  anche  questa),  ma  ora  la  voce  del  sangue  si  fa  sentire.  Le indagini  seguono  praticamente  una  sola  pista:  con  chi  può  avere comunicato  Frank  Carter?  Chi  gli  ha  fatto  visita  in  carcere?

Non  posso  dire  che  manchi  la  suspense,  ma  la  sola  trovata  nuova  è  quella  delle  audiocassette,  a  parte  l’estrema  sorpresa  del “premio”  richiesto  da  Carter  per  collaborare.  Un  premio  così  sgradevole  e  immorale  che  non  lo  citerei  neanche  se  lo  spoiler  fosse  consentito!

In  ogni modo,  se  amate  il  thriller psicologico  senza  aspettarvi  Hitchcock,  potete  guardarlo  tranquillamente .

Voto  6/10

Daniela  Di Benedetto

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