Lo scrittore eclettico: Lorenzo Zucchi

di Antonella Di Moia

Oggi conosciamo meglio insieme Lorenzo Zucchi! Vive a Milano e lavora come statistico e ha un amore viscerale per i viaggi, cui non riesce a resistere. Ciò che mi ha colpito di lui è che non farebbe mai il giro del mondo completo, specie in un lasso di tempo esiguo, questo perché ha bisogno non solo di partire e di prendersi il tempo di ammirare il mondo, ma anche di tenere vivo il suo desiderio di scoperta sapendo che ancora c’è qualche posto da vedere.

Lui non ama solo viaggiare, ama ritagliare istantanee da consegnare all’eterno. Questo atteggiamento si è poi evoluto nel desiderio di donare agli altri questi diari di bordo. Da questo è nata la sua trilogia, inizialmente molto “meta-poetica”, poi, man mano, sempre più vicina al lettore.

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In questi anni ho avuto il piacere di vedere il suo percorso, e a parte i libri che narrano dei suoi viaggi, si è cimentato in diversi generi:

  • Una biografia per omaggiare la vita di suo nonno e l’esperienza di deportato (“Quel che resta della memoria”).
  • Un romanzo corale per cementare su carta gli anni delle grandi e improbabili compagnie adolescenziali (“La stagione dei grandi amori”).
  • Un thriller horror come rappresentazione in forma di libro di uno dei tanti film che hanno allietato le sue notti (“I film belli li danno solo di notte”).
  • Un romanzo sociale come espressione di una realtà rurale dell’Europa dell’est che l’autore ha imparato a conoscere bene e apprezzare con nostalgia (“Un’altra volta sabato”).
  • Un romanzo psicologico per provare a far capire, mettendo in campo il lockdown, che le difficoltà che attraversiamo nella sfida con le nostre menti sono universali (“Prigionieri del nostro destino”).

Da questi libri è palese la sua ricerca ed esplorazione della vita, il desiderio di fermare in istantanee eterne i sentimenti, le esperienze, il passato. Soprattutto trapela una grande ecletticità e sfida di fondo. Ma sempre, tutto, riporta alla sua grande sensibilità come autore, al bisogno di mettersi per iscritto e donarsi.

Proprio l’altro giorno parlavamo delle prossime sfide che desidera affrontare:

  • Un noir puro con ambientazione alpina, quello delle storie di vita quotidiana alla Simenon, un maestro e un’ispirazione con tutti i suoi libri.
  • Un giallo, perché comunque tutti leggono gialli e perché da ragazzo ha letto tutte le opere di Agatha Christie.
  • Uno young adult, una classica storia con alternanza di POV uomo-donna, per provare a lasciare la sua opinione sulle relazioni tossiche
  • Un distopico, dato che ha un’immagine utopica di come potrebbe essere un futuro migliore che ha già espresso anche nella “Trilogia delle bandiere”.
  • Un libro di narrativa femminile per immedesimarsi in ciò che non è stato, e per vivere un’avventura letteraria in una città dove non ha mai vissuto.
  • Un romanzo esistenziale, per raccontare di certe fasi della vita in cui la tentazione di mollare è forte e per far passare il messaggio di quanto si è felici dopo di aver superato quelle difficoltà. D’altronde il messaggio di speranza è un po’ in tutti i suoi libri.
  • Un romanzo di formazione per denunciare i problemi di bullismo che ha vissuto in prima persona.

Lorenzo è insomma una persona di buon cuore, che ha bisogno di viaggiare non solo fisicamente, calcando le strade del mondo con i suoi piedi nudi, ma anche di passeggiare attraverso i generi letterari perché sperimentarli per lui è come visitare un posto che non ha mai visto.

Quando questo autore viaggia trova parte di sé stesso in posti sconosciuti che neanche immaginava, e applica la stesso approccio nella scrittura. Si sfida con coraggio e si butta in avanti in qualcosa che non conosce per poi raccogliere un altro frammento di sé mentre si dona agli altri.


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