di Patrizia Riello Pera, Padova, Italia.
Nel 1987 il Premio Campiello viene assegnato a Raffaele Nigro per “I fuochi del Basento”, un romanzo che offre una delle più ampie e significative rappresentazioni della società meridionale tra Ottocento e Novecento. L’opera si distingue per la capacità di raccontare la vita di intere comunità, seguendone le trasformazioni economiche, culturali e sociali attraverso un lungo percorso storico che coinvolge generazioni diverse e una vasta pluralità di personaggi. Più che concentrarsi sulle vicende di un singolo protagonista, il romanzo costruisce un grande quadro collettivo nel quale uomini e donne appartenenti a differenti classi sociali partecipano ai cambiamenti che attraversano il Sud d’Italia in una fase decisiva della sua storia. Nigro restituisce con straordinaria efficacia la complessità di un mondo in movimento, segnato da speranze di riscatto, conflitti, migrazioni, aspirazioni individuali e profonde disuguaglianze. Attraverso una narrazione ricca di energia e di partecipazione civile, l’autore porta alla luce realtà spesso marginalizzate dalla storiografia tradizionale, mostrando come i grandi processi storici incidano concretamente sulla vita quotidiana delle persone comuni. La Basilicata non appare semplicemente come uno scenario geografico, ma come uno spazio umano nel quale si intrecciano culture, tradizioni, aspirazioni e tensioni che riflettono questioni universali legate al progresso, alla giustizia sociale e all’appartenenza collettiva. La forza del romanzo risiede anche nella capacità di alternare momenti corali e vicende individuali, offrendo una visione articolata della società senza perdere mai il contatto con la dimensione concreta dell’esperienza umana. Lo stile narrativo, ampio e coinvolgente, accompagna il lettore attraverso un percorso ricco di episodi, incontri e cambiamenti, mantenendo costante l’attenzione verso le dinamiche che modellano il destino delle comunità. Con questo riconoscimento il Premio Campiello valorizza un’opera che unisce ricerca storica, sensibilità sociale e straordinaria capacità narrativa. “I fuochi del Basento” si afferma così come un grande romanzo civile, capace di raccontare non soltanto una regione e un’epoca, ma l’evoluzione stessa di una società alle prese con le sfide della modernità.
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