di Patrizia Riello Pera, Padova, Italia.
Nel 2025 il Premio Campiello viene assegnato a Wanda Marasco per Di spalle a questo mondo, romanzo di intensa forza narrativa e visionaria, capace di confermare la sua voce come una delle più originali, ardenti e profondamente riconoscibili della letteratura italiana contemporanea. L’opera si distingue per una scrittura densa, materica, quasi teatrale, in cui la parola non descrive soltanto l’esistenza, ma la scava, la lacera, la illumina nelle sue zone più vulnerabili e segrete. Marasco costruisce una narrazione complessa, attraversata da dolore, memoria, corpo, destino e interrogazione spirituale, senza mai ridurre la sofferenza a motivo ornamentale o a facile commozione.
In Di spalle a questo mondo l’umano appare esposto nella sua fragilità più radicale: creature segnate dalla perdita, dalla malattia, dall’inquietudine, dalla necessità di trovare una forma possibile dentro ciò che ferisce e deforma. La lingua dell’autrice è potente, lirica, aspra, visionaria, capace di tenere insieme concretezza carnale e tensione metafisica, realismo delle ferite e slancio poetico. Il titolo suggerisce già una postura esistenziale: stare di spalle al mondo non significa soltanto rifiutarlo, ma forse anche ascoltarlo da un’altra angolazione, sottrarsi al rumore delle apparenze per cogliere ciò che resta nascosto, imperfetto, essenziale.
La forza del romanzo nasce proprio da questa capacità di trasformare il dolore in conoscenza, la marginalità in rivelazione, la memoria in un luogo incandescente dove passato e presente continuano a interrogarsi.
Marasco non cerca una prosa rassicurante: chiede al lettore di entrare in una materia viva, irregolare, attraversata da ombre e bagliori, dove ogni personaggio sembra portare addosso il peso di una domanda estrema sull’esistenza. Con questo riconoscimento, il Campiello premia una narrativa di altissima temperatura emotiva e stilistica, lontana dalle semplificazioni del romanzo di consumo e vicina invece a una concezione radicale della letteratura come corpo, voce, ferita e rivelazione. Di spalle a questo mondo si impone così come un’opera profonda e necessaria, capace di restituire alla parola narrativa la sua funzione più alta: guardare l’abisso senza distogliere lo sguardo. patriziarielloperalibri.it

Chi è Wanda Marasco
Wanda Marasco è tra le voci più intense della narrativa e della poesia italiana contemporanea, con radici profonde nella cultura napoletana. Prima del Campiello, il suo percorso era già segnato da riconoscimenti importanti: nel 1997 il Premio Montale per la poesia con Voc e Poè, nel 2003 il Premio Bagutta Opera Prima per il romanzo L’arciere d’infanzia e, nel 2017, la cinquina del Premio Strega con La compagnia delle anime finte. Una scrittura che, libro dopo libro, ha fatto del dolore e della memoria la propria materia incandescente.
Il romanzo: Di spalle a questo mondo
Al centro del romanzo vincitore ci sono due figure indimenticabili: Ferdinando Palasciano, medico ossessionato dalla lotta contro la morte, e Olga Pavlova Vavilova, segnata da un’infanzia difficile e da un’imperfezione fisica. Attorno a loro, Di spalle a questo mondo costruisce una meditazione sulla fragilità umana, sulla caduta e sulla possibilità — o impossibilità — della redenzione. È un libro che chiede al lettore di guardare l’abisso senza distogliere lo sguardo, restituendo alla parola narrativa la sua funzione più alta.
Il Premio Campiello 2025
Giunto alla sua 63ª edizione, il Premio Campiello è uno dei riconoscimenti più prestigiosi della letteratura italiana. Wanda Marasco si è aggiudicata la vittoria con 86 voti, decretata dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi nella cornice del Gran Teatro La Fenice di Venezia. Un premio che, in questa edizione, ha scelto una narrativa di altissima temperatura emotiva e stilistica, lontana dalle semplificazioni del romanzo di consumo.
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