Massimo Usai
Fotografo | Storyteller | Direttore di Urban Mood Magazine
📍 Cagliari, Italia
Chi sono
Sono un fotografo e storyteller con un’anima cosmopolita. Nato a Cagliari, la mia passione per la fotografia e la scrittura mi ha portato a Londra, dove ho vissuto per oltre 20 anni, affinando il mio occhio artistico e collaborando con diverse riviste internazionali come giornalista freelance. Le mie esperienze a Bruxelles e Varsavia hanno arricchito ulteriormente la mia visione del mondo, aggiungendo una prospettiva multiculturale alla mia narrazione visiva e scritta.
Oggi, come Direttore di Urban Mood Magazine, guido una redazione con l’obiettivo di raccontare il mondo attraverso immagini e parole, con uno sguardo attento ai dettagli, all’estetica e alla profondità delle storie.
Il mio lavoro
Le mie immagini sono più di semplici scatti: sono narrazioni visive che catturano l’essenza dei momenti, dalle dinamiche urbane ai frammenti di vita quotidiana. Con uno stile che unisce reportage, arte e storytelling, ho collaborato con testate di prestigio internazionale, tra cui:
📰 New York Times | Time Out London | News Vancouver | Londonist Londra
📰 Latitudes Milano | Il Piccolo di Alessandria | Italia News Media
Molte delle mie fotografie sono disponibili su piattaforme globali come Getty Images, Alamy, Shutterstock, Adobe Stock e 500px, offrendo al pubblico un punto di vista unico e autentico.
Oltre la fotografia
Parallelamente alla mia attività editoriale e artistica, sono co-fondatore di ART PRIME STUDIO, un negozio online che gestisco in collaborazione con Anna Terlecka, produttrice media di Discovery Poland. Qui, oltre a opere artistiche selezionate, è possibile acquistare alcune delle mie stampe fotografiche più esclusive.
Nel tempo libero, seguo con passione l’Arsenal e mi immergo nella musica dei Radiohead, due elementi che, come la fotografia, fanno parte della mia identità.
📷 Scopri di più sul mio lavoro fotografico visitando il mio sito personale.
La Redazione
Benvenuti nella Redazione di “URBAN MOOD MAGAZINE”
La redazione di “URBAN MOOD MAGAZINE” è composta da una squadra diversificata di esperti e appassionati provenienti dalle principali capitali europee, ognuno con un ruolo distintivo nel portare ai lettori una panoramica completa su cultura, viaggi, sport e attualità. Scopriamo chi sono i nostri autori e collaboratori:
Alessio Sartori
- Tema: Viaggi e Racconti
- Residenza: Firenze, Italia
- Mini Scheda: Alessio Sartori è un appassionato viaggiatore che condivide le sue esperienze attraverso racconti avvincenti e dettagliati. Da Firenze, città d’arte e cultura, Alessio esplora il mondo e racconta le sue avventure con un occhio attento ai dettagli e alle curiosità culturali.
Giulia Marini
- Tema: Cultura e Orizzonti
- Residenza: Torino, Italia
- Mini Scheda: Giulia Marini si dedica alla scoperta delle diverse culture e orizzonti del mondo. Con base a Torino, città storica e cosmopolita, Giulia esplora temi culturali globali, offrendo prospettive uniche e approfondite sulle tradizioni e le evoluzioni culturali.
Matteo Ferri
- Tema: Europa e Voci
- Residenza: Bologna, Italia
- Mini Scheda: Matteo Ferri è un esperto di tematiche europee, focalizzandosi sulle voci e le prospettive emergenti nel continente. Da Bologna, città universitaria e dinamica, Matteo esplora le questioni politiche, sociali e culturali che definiscono il panorama europeo contemporaneo.
Elena Lombardi
- Tema: Attualità e Storie
- Residenza: Napoli, Italia
- Mini Scheda: Elena Lombardi è una giornalista appassionata di attualità e narratrice di storie che hanno un impatto sociale. Con sede a Napoli, città vivace e storica, Elena racconta le storie di persone e eventi che influenzano il nostro mondo moderno, portando alla luce temi importanti attraverso il suo lavoro giornalistico.
Luca Montanari
- Ruolo: Esperto di Cultura e Innovazione
- Residenza: Londra, Regno Unito
- Mini Scheda: Luca Montanari è un esperto di cultura e innovazione con radici italiane e sede a Londra. Con una passione per l’arte, la tecnologia e l’innovazione, Luca esplora le tendenze culturali emergenti e le innovazioni che plasmano il panorama europeo e globale. Grazie alla sua esperienza biculturale, Luca offre una prospettiva unica che integra le influenze italiane con le dinamiche culturali londinesi. Scrive in due lingue: Inglese e Italiano.
Sophie Leclerc
- Ruolo: Cultura e Attualità Europea
- Residenza: Parigi, Francia
- Mini Scheda: Sophie è una corrispondente di attualità e cultura europea con sede a Parigi. Con una prospettiva critica e informativa, Sophie analizza gli eventi politici, sociali ed economici che influenzano l’Europa contemporanea, fornendo insight preziosi ai lettori interessati agli sviluppi regionali e globali.
Hanna Simonis
- Ruolo: Giornalista e Produttrice Televisiva
- Residenza: Varsavia, Polonia
- Mini Scheda: Hanna Simonis è una giornalista e produttrice televisiva che scrive da Varsavia. Specializzata in viaggi, food & drinks e lifestyle, Hanna racconta con passione le tendenze emergenti e le destinazioni più affascinanti. La sua esperienza nel mondo dei media le consente di offrire uno sguardo unico e coinvolgente sulle culture e i sapori del mondo. Scrive in tre lingue: Italiano, Polacco e Inglese.
Con questa squadra diversificata e competente, “URBAN MOOD MAGAZINE” si impegna a fornire ai lettori una visione ricca e variegata delle tematiche europee e globali che definiscono il nostro tempo.







12 comments
[…] mangiare più nei fast-food, per questo motivo e per il motivo che dicevo pochi giorni fa in un altro post, è un’altra grossa mano nel migliorare la propria salute e quella del […]
Ciao a tutti, ho da poco creato il mio blog personale: http://www.hysteregwordpress.com scrivo articoli su qualsiasi cosa.
Nella sezione commenti c’è anche la possibilità per lo spettatore di scrivere che rubrica vogliono o qualsiasi altra cosa. Per favore passateci e se vi piace il mio progetto followate. Grazie
Più che altro a me mi sconcerta vedere come certi stranieri propongono ricette terribili di piatti che ritengono italiani, facendo conoscere una cucina italiana che non è quella originale. Una volta ho messo un commento per spiegare un piatto italiano, per come lo si prepara realmente in Italia, e son stata aggredita verbalmente, nonostante io avessi spiegato che sono di origine italiana e che vivo in Italia. Non c’è stato verso. Insomma, alcuni stranieri si arrogano il diritto di conoscere il cibo italiano meglio di un italiano stesso. È assurdo. 😣
E’ diventata moda inoltre dissacrare, essere simpatici proponendo stravolgimenti. Non solo nelle ricette di cucina, ma anche nella vita di tutti i giorni. E’ la nuova generazione dei “so tutto perche’ lo leggo su Internet”. Una disgrazia
È comunque molto diffuso il fast food adesso in Italia, e anche tanto cibo disastroso offerto da take away di dubbia qualità. Non è questione di tempo, hai ragione, e credo che purtroppo specialmente i giovani italiani si siano “americanizzati” ( vivendo di videogiochi, web e noia) e si veda bene il risultato. 😒
Il tempo, la mancanza di esso, e’ una scusa banale. Farsi un panino a casa, anche con solo mortadella e pomodoro, e’ piu’ facile, economico e salutare, che ordinare qualsiasi cosa online. farsi perfino una pizza e’ facilissimo. E’ una questione solo di testa
Vengo da un contesto diverso, quello brasiliano, e vivo in Italia dal 1992. Ho avuto la fortuna di vedere due culture molto diverse approcciarsi al cibo e al suo significato.
In Brasile, il cibo è spesso un momento di convivialità, ricco di sapori, ma anche influenzato da abitudini moderne come il fast food, che sono diventate parte della vita di molte persone, specialmente nelle città. Quando mi sono trasferita in Italia, ho scoperto un rapporto diverso: qui il cibo non è solo nutrimento, ma una vera e propria cultura, un linguaggio che racconta storie di tradizioni, famiglia e territorio.
Non credo si tratti di essere ‘snob’ o intolleranti verso altre cucine. Penso invece che gli italiani abbiano un profondo rispetto per la qualità e per il piacere di mangiare bene, qualcosa che ho imparato e che mi ha cambiata. Questo non significa rinunciare a esplorare altre tradizioni culinarie, ma piuttosto farlo con consapevolezza, scegliendo ciò che ci fa bene e ci fa stare bene.
È importante riflettere su cosa mangiamo, non solo per la salute, ma anche perché il cibo definisce chi siamo e il rapporto che abbiamo con il mondo. Come qualcuno che ha vissuto in due realtà così diverse, credo che il messaggio sia chiaro: non si tratta di rinunciare, ma di scegliere con cura e dare valore al momento del pasto, trasformandolo in qualcosa di significativo. Anche un piccolo cambiamento può fare una grande differenza.
Con il tempo, e dopo tanta esperienza all’estero, mi sto facendo una nuova opzione: che sia una sfida. Non tanto contro Francesi o Inglesi o chi volete voi, ma con se stessi e con i propri amici e parenti. Esiste un pasto, anche solo in quattro, che non finisca nello sfidarsi su come si cucini anche un piatto semplice? La cosa e’ divertente, sia chiaro, e il mio tono sarcastico e ironico era proprio condizionato da questo 🙂
Capisco cosa intendi. Però mi viene da pensare che forse, più che una sfida, il modo in cui ci approcciamo al cibo rifletta la nostra personalità. C’è chi vive il pasto come un momento per creare, chi come un’occasione per confrontarsi, e chi semplicemente come un momento di relax, senza troppe pretese.
Forse il bello è proprio questo: non c’è un approccio giusto o sbagliato, ma solo diversi modi di dare significato al cibo e alla convivialità. Certo, discutere su come si cucina un piatto può essere divertente e stimolante, ma credo che alla fine il cibo sia soprattutto un linguaggio personale che parla di chi siamo, di come vediamo il mondo e delle nostre relazioni.
E magari questa diversità di approcci è ciò che rende il momento del pasto così ricco e speciale. In fondo, che sia una sfida, una celebrazione o un semplice momento di condivisione, il cibo continua a essere un ponte che unisce, anche nelle differenze.
[…] No, gli italiani non sono snob… diciamo le cose come stanno: sono solo realisti!!! […]
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Questo articolo mi è venuto in mente ieri, e mentre scrivevo il mio di articolo pensavo proprio alla sfida di cui parlavi e alla tua domanda sul fatto che un pasto non finisca mai nello sfidarsi su come si cucini anche un piatto semplice. È interessante come il cibo possa davvero riflettere la propria personalità, proprio come dicevi. Ho provato a ragionare su come, pur essendo un luogo di confronto, il cibo rimanga sempre un modo per raccontare chi siamo, le nostre radici e la nostra apertura alle tradizioni degli altri. Se ti va, dai un’occhiata all’articolo https://interculturalpathways.wordpress.com/2025/01/27/il-sugo-della-domenica-tradizione-pugliese-e-ispirazione-interculturale/