Federica Manzon vince il Premio Campiello con Alma

di Patrizia Riello Pera, Padova, Italia.

Nel 2024 il Premio Campiello viene assegnato a Federica Manzon per Alma, romanzo di grande intensità narrativa che trasforma Trieste e il suo orizzonte di frontiera in un luogo privilegiato per interrogarsi sull’identità, sulla memoria e sul senso dell’appartenenza. Il riconoscimento premia un’opera ambiziosa, capace di unire la dimensione privata della protagonista alle fratture della storia europea.

Al centro del libro c’è Alma, una donna costretta a misurarsi con il proprio passato e con le tracce lasciate dalla famiglia. Il suo percorso si sviluppa tra luoghi, lingue e ricordi che appartengono a mondi diversi, ma che nella sua esperienza finiscono per sovrapporsi. Trieste, con la sua posizione sospesa tra l’Italia e l’Europa orientale, diventa il punto da cui osservare una vicenda personale segnata da partenze, ritorni e separazioni.

Alma non attraversa soltanto una geografia. Nel corso della storia si confronta con immagini diverse di sé, con presenze perdute e con interrogativi rimasti a lungo senza risposta. Il ritorno nei luoghi dell’infanzia non produce un’immediata riconciliazione: riaprire una porta significa anche fare i conti con ciò che è stato taciuto, rimosso o raccontato in modo parziale. Il passato, infatti, non si presenta mai come un archivio ordinato, ma come una materia instabile, capace di modificare il significato del presente.

Manzon costruisce il romanzo intorno a una serie di passaggi: tra l’infanzia e l’età adulta, tra la lingua familiare e quella pubblica, tra la fedeltà alle origini e il desiderio di scegliere autonomamente la propria direzione. Sono passaggi che riguardano tanto la storia individuale quanto quella collettiva. Le vicende della famiglia si intrecciano alle trasformazioni politiche dell’Europa, ai cambiamenti dei confini e alle conseguenze delle divisioni che hanno segnato il continente nel Novecento.

La Storia, in Alma, non rimane sullo sfondo. Entra nelle case, condiziona i rapporti, determina le partenze e lascia eredità difficili da riconoscere. Le fratture politiche diventano così esperienze concrete: silenzi tra genitori e figli, identità divise, ricordi tramandati con esitazione. Il romanzo mostra come gli eventi collettivi continuino ad agire anche quando sembrano lontani, influenzando il modo in cui le persone abitano un luogo e interpretano la propria origine.

La scrittura di Manzon è controllata e precisa, ma non rinuncia alla complessità emotiva. Il racconto procede seguendo il movimento della memoria, attraverso ritorni e associazioni che restituiscono la percezione soggettiva del tempo. Non tutto viene spiegato, e proprio questa scelta consente al lettore di avvicinarsi alle esitazioni della protagonista senza trasformarle in una tesi già definita. Le ambiguità non sono un limite del romanzo, ma il modo con cui l’autrice rappresenta una realtà fatta di versioni differenti e spesso inconciliabili.

In questo senso, ricordare non significa soltanto conservare ciò che è stato. La memoria può essere una forma di conoscenza, ma anche un dispositivo fragile, esposto alle omissioni e alle deformazioni. Alma deve capire quanto delle proprie convinzioni derivi da un’esperienza diretta e quanto, invece, sia stato ricevuto dagli altri. La sua ricerca non conduce alla scoperta di una verità assoluta, bensì a una consapevolezza più matura: il rapporto con le origini non può essere cancellato, ma può essere riletto.

Trieste è il luogo ideale per questa riflessione. Città di lingue e culture diverse, segnata dalla vicinanza con il mondo balcanico, conserva nella sua stessa fisionomia il carattere contraddittorio delle terre di confine. In Alma non è una semplice ambientazione: è una presenza che influenza il ritmo della narrazione e il modo in cui i personaggi guardano a se stessi. Le sue strade, il porto, le periferie e gli spazi domestici compongono una mappa affettiva in cui la dimensione privata e quella politica finiscono per incontrarsi.

La qualità del romanzo nasce dall’equilibrio tra queste due dimensioni. Manzon racconta una donna alle prese con la propria storia, ma allo stesso tempo descrive un’Europa in cui le identità non sono mai del tutto compatte. Ogni origine contiene una mescolanza, ogni appartenenza porta con sé una distanza, ogni ritorno implica una trasformazione. Per questo Alma riesce a parlare del passato senza chiudersi nella nostalgia e del presente senza ricorrere a formule semplicistiche.

Con il Premio Campiello, la narrativa italiana riconosce a Federica Manzon una voce pienamente contemporanea, capace di affrontare temi complessi con misura e profondità. Alma racconta i confini non soltanto come linee tracciate sulle mappe, ma come esperienze che attraversano le persone. Sono luoghi di conflitto, certamente, ma anche di incontro e di comprensione. Ed è proprio nella possibilità di abitare questa complessità che il romanzo trova il suo significato più autentico.

PATRIZIA RIELLO PERA – SCRITTRICE E DISEGNATRICE

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🇮🇹 About Me (Italiano)

Sono Patrizia Riello Pera, scrittrice, illustratrice e blogger indipendente.
Ho collaborato con diversi editori e oggi mi dedico al self-publishing, unendo passione per la narrativa, la poesia e l’arte visiva.
Partecipo a fiere internazionali del libro e ho ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Leone d’Oro della Cultura e della Letteratura, il Premio Europeo Oscar Wilde e il Premio d’Arte Internazionale Minerva 2025.
Nel 2024 sono stata proposta per la candidatura al Premio Nobel per la Letteratura.
Attraverso il mio lavoro promuovo la bellezza della parola, dell’immagine e della libertà espressiva.

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🇬🇧 About Me (English)

I’m Patrizia Riello Pera, an independent writer, illustrator, and blogger.
After working with several publishing houses, I now focus on self-publishing, combining a passion for fiction, poetry, and visual arts.
I’ve taken part in international book fairs and received major awards such as the Golden Lion for Culture and Literature, the European Oscar Wilde Award, and the Minerva International Art Prize 2025.
In 2024 I was proposed for nomination to the Nobel Prize in Literature.
Through my art and writing, I aim to celebrate words, images, and the freedom of artistic expression.

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