di Patrizia Riello Pera, Padova, Italia.
Nel 2000 il Premio Campiello viene assegnato a Sandro Veronesi per La forza del passato, romanzo di notevole tensione psicologica e civile, costruito attorno a una rivelazione improvvisa che incrina l’apparente stabilità di un’esistenza ordinata e costringe il protagonista a riconsiderare, con sgomento e lucidità crescente, l’intera architettura della propria identità. Gianni Orzan, scrittore per ragazzi, uomo immerso in una quotidianità borghese solo in apparenza protetta, viene raggiunto da una notizia destabilizzante: il padre appena scomparso non sarebbe stato l’uomo severo e prevedibile che egli aveva sempre creduto, ma una figura segreta, forse legata ai servizi sovietici e a una verità politica rimossa.
La forza del passato: una frattura progressiva della certezza
Da questo momento il romanzo procede come una frattura progressiva della certezza: ciò che sembrava appartenere al passato torna a esercitare una pressione violenta sul presente, modificando ricordi, affetti, giudizi, rapporti familiari e percezione di sé. Veronesi costruisce una narrazione serrata, moderna, attraversata da suspense e inquietudine morale, ma il suo interesse non è soltanto quello del colpo di scena: al centro del libro c’è il modo in cui una menzogna, o forse una verità troppo a lungo nascosta, può ridefinire retroattivamente una vita intera.
La forza del romanzo nasce dalla capacità di intrecciare la vicenda privata con le ombre ideologiche del Novecento, trasformando il conflitto fra padre e figlio in una meditazione più ampia sulla memoria, sulla colpa, sull’eredità e sulla fragilità delle narrazioni familiari. La scrittura di Veronesi è diretta, nervosa, efficace, capace di mantenere alta la tensione senza rinunciare alla complessità psicologica. In La forza del passato il passato non è deposito immobile, ma energia aggressiva, materia ancora viva, potere che ritorna e pretende ascolto. Con questo riconoscimento, il Campiello premia una delle voci più incisive della narrativa italiana contemporanea, capace di unire ritmo romanzesco, interrogazione etica e sguardo penetrante sulle zone instabili dell’identità.
Leggi anche l’albo d’oro del Premio Campiello e il nostro articolo su Il colibrì di Sandro Veronesi. Altre recensioni di Patrizia Riello Pera su patriziarielloperalibri.it.
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