I miei giorni vaghi di Marinella Brandinali incontra Luce (Tramonti a nord est) di Elisa: il tempo, la memoria e il coraggio di ricominciare

Le giornate lasciano tracce che spesso riconosciamo soltanto quando diventano ricordi. Una strada percorsa distrattamente, una voce ascoltata durante il lavoro, il paesaggio osservato dal finestrino o il silenzio che accompagna il ritorno a casa possono acquistare, con il passare del tempo, un significato che inizialmente non avevamo colto. È proprio questa attenzione verso ciò che attraversa la nostra esistenza ad avvicinare I miei giorni vaghi, raccolta poetica di Marinella Brandinali, pubblicata da SBS Edizioni, a Luce (Tramonti a nord est) di Elisa, canzone vincitrice del Festival di Sanremo nel 2001.

Il legame tra le due opere nasce dalla capacità di raccontare emozioni attraverso immagini, paesaggi e mutamenti della luce, lasciando che gli elementi della natura accompagnino pensieri difficili da esprimere direttamente. Nella canzone di Elisa il sole, la luna e il tramonto partecipano al racconto di un rapporto affettivo segnato dal dolore e dal bisogno di comunicare sinceramente, mentre nella raccolta di Brandinali diventano parte di un orizzonte narrativo più ampio, nel quale ogni momento della giornata può custodire una diversa esperienza emotiva.

L’autrice ha scelto una struttura particolare per dare forma a questa relazione con il tempo, organizzando il libro secondo le ventiquattro ore che compongono una giornata, dalla mezzanotte alle 23.00. Ogni ora possiede una propria identità e viene raccontata attraverso una fotografia in bianco e nero, una prosa e una poesia, tre linguaggi che permettono di osservare la stessa esperienza da prospettive differenti. Le immagini introducono luoghi e atmosfere, la prosa raccoglie i movimenti della quotidianità e i versi raggiungono quella dimensione personale nella quale ritornano gli affetti, le assenze, le fragilità e il desiderio di ritrovare serenità.

Anche Luce (Tramonti a nord est) affida una parte importante del proprio significato alle immagini, soprattutto quando associa gli elementi del paesaggio alla vulnerabilità dei sentimenti. Elisa racconta la difficoltà di affrontare una relazione dolorosa senza rinunciare alla sincerità, dando voce a una sensibilità che cerca ancora un contatto autentico con l’altra persona. Il suo canto conserva una tensione emotiva che trova una corrispondenza nelle poesie di Brandinali dedicate alla memoria, alla solitudine e alla capacità di attraversare momenti difficili, pur appartenendo le due opere a esperienze artistiche e narrative distinte.

Nelle pagine di I miei giorni vaghi il tempo assume anche una dimensione geografica, perché le fotografie conducono il lettore attraverso città e paesaggi differenti, da Roma a Venezia, da Procida alla Sardegna, fino a Lanzarote e alla Val Badia. Luoghi lontani tra loro entrano nella stessa narrazione attraverso lo sguardo dell’autrice, mostrando quanto un ambiente possa influenzare il modo in cui ricordiamo un’esperienza. Un tramonto, una strada cittadina o il mutamento della luce possono riportare alla mente persone, parole e sensazioni che sembravano ormai appartenere al passato, proprio come accade nella canzone di Elisa, dove il paesaggio conserva una relazione profonda con la storia sentimentale raccontata.

La vicinanza più significativa emerge tuttavia nel modo in cui entrambe le opere affrontano la sofferenza senza considerarla una condizione immutabile. Brandinali attraversa le ore notturne, osserva le inquietudini che affiorano nel silenzio e accompagna gradualmente il lettore verso momenti nei quali diventa possibile riconoscere una nuova disponibilità alla vita. Componimenti come Il sorriso mi è compagno, Torno come il mare e Piccola luce testimoniano questa progressione emotiva, nella quale il ricordo delle difficoltà convive con la ricerca di un equilibrio diverso.

La luce cantata da Elisa possiede una qualità simile, poiché continua a esistere accanto alla tristezza e suggerisce che una ferita possa essere riconosciuta senza rinunciare alla propria sensibilità. Nell’accostamento con la poesia di Brandinali acquista ulteriore significato il passaggio continuo tra il buio e il chiarore, perché entrambi appartengono alla stessa giornata e contribuiscono a darle una fisionomia riconoscibile.

Per Marinella Brandinali, che coltiva la poesia fin dall’infanzia e ha costruito negli anni un percorso letterario attento alla memoria e alla ricerca interiore, I miei giorni vaghi rappresenta la terza pubblicazione con SBS Edizioni, dopo Esse…Re. Venti possibilità di essere donna e Tempora. La scelta di intrecciare fotografia, prosa e poesia permette di avvicinarsi alla sua scrittura anche attraverso situazioni familiari, riconoscendo nei gesti quotidiani emozioni che difficilmente trovano spazio nella frenesia delle nostre giornate.

Ascoltare Luce (Tramonti a nord est) mentre si sfogliano queste pagine significa allora mettere in relazione due modi differenti di raccontare ciò che rimane dentro di noi, affidando alla musica e alla parola scritta il compito di accompagnare ricordi, sentimenti e cambiamenti. Le ventiquattro ore raccontate da Brandinali ricordano che ogni giornata contiene molto più di quanto riusciamo a osservare mentre la viviamo, e che persino nei momenti segnati dalla malinconia possiamo incontrare qualcosa che merita di essere conservato. Forse è proprio questa la suggestione più bella che unisce il libro alla canzone di Elisa: imparare a riconoscere la luce anche quando il nostro sguardo è ancora rivolto a ciò che abbiamo perduto.

Manuale Creativo per Fotografi Ribelli
Consigliato dalla redazione

Manuale Creativo per Fotografi Ribelli

40 idee per riscattare il tuo sguardo fotografico. Un libro di Massimo Usai per chi vuole guardare il mondo con occhi nuovi.

Acquista su Amazon In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.

Scopri di più da Urban Mood Magazine

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

You May Also Like

More From Author

Leave a Reply