Ecco l’ultima fatica del regista afroamericano Malcolm Lee, cugino di Spike Lee, che si cimenta stavolta nel giallo classico. Il titolo Strung è ambiguo: può significare “corda troppo tesa”, in riferimento al violino suonato dalla protagonista, ma anche “stressato”.
Il film narra la storia di Layla, una violinista che, nonostante il suo talento, non riesce a trovare posto in un’orchestra filarmonica. Viene però contattata da un’anziana signora benestante che l’ha sentita suonare e la vuole come insegnante privata per la nipotina di sette anni. La villa di famiglia è talmente ampia che alla docente si chiede di stabilirsi lì fino alla fine delle lezioni, e questo incipit mi ha ricordato un altro film recente, The Tutor. Come in The Tutor, l’ignaro maestro o maestra viene attirato lì con la certezza che si affezionerà all’allievo, e si tratta di una trappola diabolica. Ma mentre nel film precedente lo scopo era una vendetta, Strung rientra in un meccanismo più complesso e crudele, di cui Layla deve diventare uno strumento.
I personaggi sono tutti inquietanti: il padrone di casa, che aveva trascorso con Layla una notte di fuoco senza che lei sapesse chi fosse; la moglie incinta, irosa e nevrastenica; la madre di lei, falsamente accomodante; e persino la bambina, che non vuole togliersi dalla faccia una maschera tribale, ricordo del suo vero padre morto (sua madre è in seconde nozze).
Layla, affascinata da quel mondo e nel contempo un po’ spaventata per la relazione clandestina con il padrone di casa (che inevitabilmente ricomincia), si adatta a tutto. Non è più solo una musicista, ma anche una cuoca, una governante, ed è lei ad accompagnare la bimba a scuola. Non si tira mai indietro, inghiottita dal contesto familiare, tenuta in soggezione da quei tipi strani.
Chi di loro nasconde segreti? Il bello è che non sono tutti d’accordo nel complotto: una persona ne resta fuori, strumentalizzata come Layla. E qui, trattandosi di un thriller, mi devo fermare per non rivelare troppo.
Posso solo dire che la storia funziona. Dopo averci tenuto col fiato sospeso con vari misteri irrisolti, arrivano i colpi di scena, nella migliore tradizione cinematografica. Certamente la verosimiglianza non è al 100% e non possiamo gridare al capolavoro, ma se amate il genere, il film è consigliato.
Voto: 7/10
Daniela Di Benedetto
Manuale Creativo per Fotografi Ribelli
40 idee per riscattare il tuo sguardo fotografico. Un libro di Massimo Usai per chi vuole guardare il mondo con occhi nuovi.
Acquista su Amazon In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.Scopri di più da Urban Mood Magazine
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
