Bru-Camilla: una fiaba inclusiva che ha unito Torino e la Sardegna in un abbraccio multisensoriale

La letteratura ha il potere di trasformarsi in esperienza, soprattutto quando diventa accessibile. Bru‑Camilla — la fiaba scritta dal medico e presidente di IERFOP, Roberto Pili — è nata come gesto d’amore, ma si è evoluta in un progetto culturale e sociale in grado di coinvolgere tutti i sensi, superando confini geografici e sensoriali. Il suo viaggio da Torino al Festival Letterario di Pula 2025 ne è stata la testimonianza più evidente.


Da un gesto d’amore alla nascita di Bru-Camilla

L’idea di Bru‑Camilla è semplice e potente allo stesso tempo: “scritta di getto per mia nipote Camilla…”, così l’autore la descrive, facendone emergere subito l’intimo valore. La trasformazione del bruco in farfalla diventa metafora della crescita, della resilienza, della speranza. Come afferma lo stesso Pili:

«Brucamilla è nata quasi per caso, in un momento molto personale e intimo: l’ho scritta di getto per mia nipote Camilla… La figura del bruco che si trasforma in farfalla è un’immagine potente, che parla a ogni età. Rappresenta la crescita, la metamorfosi, la fatica e la bellezza del cambiamento.»

La fiaba, nel suo germogliare, ha abbracciato un obiettivo più grande: offrire uno spazio di empatia, inclusione e partecipazione a chi vive fragilità sensoriali.


Torino: il debutto multisensoriale

Il debutto ufficiale in questa multiversione, ha avuto luogo il 16 maggio 2025 presso la Fondazione Giubileo per la Cultura ETS di Torino. Qui, Bru‑Camilla ha smesso di essere un libro per diventare un’esperienza tattile, visiva e sonora. Le pagine illustrate con texture tattili, pensate per le mani dei bambini non vedenti, hanno permesso a ciascuno – con o senza disabilità – di “entrare” nella fiaba ovunque.

Un uomo e una bambina si esibiscono insieme durante un evento del Festival Letterario di Pula 2025, mentre la bambina tiene in mano un libro illustrato.

Un progetto accessibile in ogni forma: testo in nero, versione in Braille, illustrazioni tattili, musica. Roberto Pili racconta:

«Non volevo che fosse solo un libro. Con IERFOP abbiamo costruito un percorso accessibile a tutti: la storia è disponibile in nero e Braille, in versione tattile, con una colonna sonora originale composta da Franco Corda, narrata e cantata da Daniela Atza… Ogni bambino può entrare nella storia con i propri sensi, senza sentirsi escluso.»

La fiaba ha conquistato le famiglie presenti a Torino: toccando le immagini, ascoltando la musica, vedendo il testo con gli occhi o sfiorandolo con le dita, tutti hanno condiviso la stessa emozione.


Festival Letterario di Pula 2025: un evento emozionante

Dopo Torino, il progetto è arrivato all’attesissimo Festival Letterario di Pula 2025, nella suggestiva cornice della Regia Pretura. Il 29 agosto, sotto il tema “Oltre i Confini”, la fiaba è stata presentata in una serata intensa di partecipazione, dove narrazione, musica e tatto si sono fusi in un unico racconto vivente.

Pili descrive così il significato della fiaba in una frase:

«Che il cambiamento non va temuto, ma accolto. Che la cura genera bellezza. E che la vera gioia sta nel lasciar fiorire chi amiamo. Agli adulti ricordo che la cura non è possesso: accompagnare significa amare senza trattenere.» 

E cosa ha atteso da quell’evento?

«Mi aspetto soprattutto emozione. Vedere i bambini che sfogliano il libro, lo toccano, ascoltano la voce narrante… sarà un momento speciale. Il Festival Letterario di Pula è una cornice perfetta perché unisce letteratura, comunità e territorio. Spero che la fiaba lasci un segno e apra la strada a nuove iniziative di editoria inclusiva.» 


IERFOP Onlus e l’impegno per l’inclusione

Al cuore del progetto c’è l’attenzione verso chi è spesso escluso: l’istituto IERFOP, sotto la direzione di Pili, ha voluto trasformare la fiaba in un modello replicabile di cultura accessibile. Il messaggio è forte: offrire bellezza, cura, narrazione a chiunque, ovunque e con qualunque senso — senza rinunciare alla qualità narrativa o estetica.



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