“Bru-Camilla” di Roberto Pili al Festival Letterario di Pula 2025

Roberto Pili presenta la fiaba dedicata alla nipotina Camilla: un racconto sulla metamorfosi, la cura e la bellezza del cambiamento, reso accessibile a tutti i bambini grazie a IERFOP.


La presentazione al Festival di Pula

Il Festival Letterario di Pula 2025 ospiterà nella sua giornata di venerdì 29 Agosto a partire dalle ore 18.00 (ingresso libero), la fiaba scritta dal medico e scrittore Roberto Pili, dedicata alla nipotina Camilla, dal titolo “Bru-Camilla”. Un’opera che unisce letteratura, inclusione e sensibilità sociale.

Una fiaba per bambini che parla anche agli adulti

Un bruco trovato dentro una mela, una bambina che decide di salvarlo, un bozzolo che si apre rivelando una farfalla: la trama di Brucamilla potrebbe sembrare semplice, ma nelle parole di Roberto Pili, medico, ricercatore e scrittore, diventa una parabola universale sulla crescita, la responsabilità e la trasformazione.

Abbiamo incontrato l’autore poco prima della presentazione ufficiale.


«Un bruco è la parte fragile di noi, la farfalla è il futuro che ci attende»

Dottor Pili, da dove nasce l’idea di Bru-Camilla?
«Dal desiderio di raccontare ai bambini che la vita è fatta di cambiamenti. Il bruco che diventa farfalla non è soltanto un fenomeno naturale, ma un simbolo di resilienza e speranza. Ho voluto dedicare la storia a mia nipote Camilla, ma anche a tutti quei bambini che vivono la fragilità quotidiana, la malattia o la disabilità. Per loro la metamorfosi è un’esperienza viva, concreta.»


Un progetto inclusivo promosso da IERFOP

Perché ha scelto di trasformare la fiaba in un progetto multimediale?
«Non volevo che fosse solo un libro. Con IERFOP abbiamo costruito un percorso accessibile a tutti: la storia è disponibile in nero e Braille, in versione tattile, con una colonna sonora originale composta da Franco Corda, narrata e cantata da Daniela Atza, e persino in una app digitale. Volevamo che ogni bambino potesse vivere la magia della narrazione, che lo faccia con gli occhi, con le dita o con le orecchie.»


«Camilla è lo sguardo ingenuo dell’infanzia»

Il personaggio di Camilla rappresenta anche un modello educativo?
«Assolutamente sì. Camilla, accudendo il bruco, impara la pazienza, la responsabilità e la bellezza dell’attesa. È un piccolo apprendistato alla vita. Ci insegna che ciò che amiamo cresce se lo nutriamo con costanza e cura.»


La lezione finale di Bru-Camilla

Se dovesse condensare in una frase il messaggio della sua fiaba?
«Che il cambiamento non va temuto, ma accolto. Che la cura genera bellezza. E che la vera gioia sta nel lasciar fiorire chi amiamo. Agli adulti ricordo che la cura non è possesso: accompagnare significa amare senza trattenere.»


Una favola per tutti

Con la sua presentazione al Festival Letterario di Pula 2025Bru-Camilla fa la sua seconda uscita pubblica in Sardegna. Grazie al lavoro di IERFOP Onlus, il racconto diventato un’esperienza accessibile e inclusiva, capace di unire generazioni e linguaggi, aveva già visto la luce a Cagliari durante la giornata nazionale dedicata al Braille e poi lo scorso Maggio c’era stata una replica di grande successo a Torino.


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