Taijiquan, la Sardegna ai Mondiali 2026: cinque atleti isolani in nazionale

A Burgas, dal 23 al 30 aprile, l’Italia del taijiquan scende in pedana ai 2026 World Taijiquan Championships. Più della metà degli azzurri viene dall’isola. Sotto la guida del M° Giancarlo Manca, un movimento che cresce silenzioso — e adesso parla sardo.

di Massimo Usai  |  Urban Mood Magazine  |  Aprile 2026

C’è qualcosa di preciso, quasi geometrico, nel modo in cui una disciplina prende radici in una terra. Il taijiquan — arte marziale interna cinese, pratica millenaria che unisce movimento, respiro e presenza mentale — ha trovato in Sardegna un terreno insospettabilmente fertile. E oggi quella semina porta a Burgas, in Bulgaria, dove dal 23 al 30 aprile 2026 si disputano i 2026 World Taijiquan Championships.

La nazionale italiana si presenta all’appuntamento con una composizione che è già, di per sé, una notizia: cinque dei suoi otto convocati provengono dall’isola. Cinque su otto. Oltre la metà di una squadra che gareggerà ai massimi livelli internazionali. Un dato che non è frutto del caso, ma di anni di lavoro capillare, di tatami frequentati all’alba e lasciati a notte fonda, di una comunità sportiva che ha costruito — in silenzio — qualcosa di straordinario.

Cinque nomi, un’isola intera

L’elenco ufficiale dei convocati azzurri — comunicato dalla Federazione il 25 febbraio scorso — include i nomi di Gianluigi Bisoni (37 anni), Maria Fajri (29 anni), Denise Pasquavaglio (28 anni), Matteo Murenu (17 anni) e Mark Secci (15 anni). Cinque atleti diversi per età, percorso e stile, accomunati dalla stessa disciplina e dalla stessa appartenenza geografica.

Quello che colpisce non è solo il numero — già di per sé eloquente — ma l’ampiezza generazionale della selezione. Da Gianluigi Bisoni, che porta in pedana l’esperienza e la maturità tecnica dei 37 anni, al giovanissimo Mark Secci, appena quindicenne, il taijiquan sardo racconta una storia di continuità. Un movimento che non si esaurisce in una generazione, ma si trasmette, si rinnova, si moltiplica.

La selezione è stata definita sulla base dei risultati dei Campionati Italiani Assoluti 2025 e dell’attività agonistica della passata stagione sportiva, nel rispetto del regolamento della competizione mondiale. Non c’è spazio per la casualità: si va a Burgas perché si è guadagnato il diritto di andarci.

Il Maestro Giancarlo Manca e l’Accademia di Cagliari

Dietro ai numeri c’è sempre una persona. In questo caso, è il M° Giancarlo Manca, che guida la nazionale italiana in questa competizione e che di tutto questo risultato è l’artefice principale. Figura storica delle arti marziali cinesi in Sardegna, Manca è direttore dell’Accademia Culture Orientali di Cagliari — con sede in via Filippo Figari 5 — e segue gli atleti con una dedizione che va ben oltre il ruolo tecnico.

Il Maestro Manca non si limita a dirigere: prepara e allena i ragazzi quotidianamente, cura ogni dettaglio tecnico, fisico e mentale, con un approccio che riconosce la complessità dell’atleta come essere umano. La sua visione del taijiquan abbraccia la dimensione sportiva senza mai perdere quella culturale e interiore, che è il cuore pulsante di questa disciplina.

All’Accademia si praticano discipline che spaziano dal benessere alla formazione marziale: bioenergetica, Qi Gong, Taiji Quan, Kung Fu, Wushu, Sanda e percorsi di autodifesa, accogliendo praticanti di ogni età. Un luogo dove la cultura orientale non è un’esotismo da esibire, ma una pratica viva da abitare.

Taijiquan, la Sardegna ai Mondiali 2026: cinque atleti isolani in nazionale

La FIWUK: l’unica federazione italiana riconosciuta dal CIO

Vale la pena ricordarlo con chiarezza: la federazione che porta gli atleti italiani a Burgas è la FIWUK – CONI, l’unica federazione italiana autorizzata dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per le discipline delle arti marziali cinesi. Un riconoscimento che non è un dettaglio burocratico, ma una garanzia di qualità, trasparenza e appartenenza a un sistema sportivo globale regolato e credibile.

Burgas 2026: il palcoscenico mondiale

Burgas, città affacciata sul Mar Nero, ospita dal 23 al 30 aprile la massima rassegna mondiale del taijiquan. I migliori specialisti del pianeta si ritroveranno in pedana, portando con sé stili, scuole e tradizioni che rappresentano l’intera complessità di quest’arte. Per i cinque atleti sardi, sarà un banco di prova di altissimo livello e, insieme, un’occasione straordinaria di visibilità internazionale.

Tutte le informazioni sulla manifestazione sono disponibili sul sito ufficiale dell’evento: burgas2026.com.

Un’identità sportiva che cresce

Avere cinque atleti sardi su otto convocati è un dato fortemente simbolico, oltre che numerico. Significa che il lavoro portato avanti negli anni da tecnici, società sportive e atleti — con costanza, sacrificio e passione — ha trovato un riconoscimento tangibile. La Sardegna, spesso raccontata ai margini del grande sport nazionale, si siede oggi al centro della scena internazionale del taijiquan.

Per i cinque atleti, questa chiamata rappresenta un privilegio e una responsabilità. Portare in pedana, davanti ai migliori del mondo, il talento e la determinazione di un’isola che ha scelto il taijiquan non come moda, ma come forma di vita. Il Mondiale di Burgas è alle porte. E quest’anno, la squadra azzurra parla fortemente sardo.


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After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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