Nostalgia Canaglia: Il Fascino del Passato Mai Vissuto

Ah, la nostalgia! Non quella vera, vissuta con la consapevolezza del tempo che scorre, ma quella farlocca, costruita a tavolino da chi rimpiange un’epoca che non ha mai visto neanche di striscio. Un fenomeno affascinante che oggi trova adepti tra i nati dopo il 2000, convinti che negli anni ‘80 si vivesse in un’eterna festa di luci al neon, capelli cotonati e spalline imbottite. “Ah, come si stava bene con la lira!” esclamano, mentre pagano il bubble tea con Google Pay e si lamentano sui social di un mondo senza più libertà. Già, la lira, quel fantastico pezzo di carta che ti faceva sentire ricco fino al momento in cui scoprivi che servivano due milioni per comprare un motorino.

E che dire dei nostalgici d’oltreconfine, nati dopo la caduta del Muro di Berlino? Giovani dell’Est Europa che si struggono per i tempi del comunismo, quando “almeno c’era sicurezza e tutti erano uguali.” Certo, uguali nella difficoltà di trovare un paio di scarpe decenti e nel fare la fila per le banane. Ma vuoi mettere il romanticismo di una dittatura e delle code chilometriche per un pezzo di carne? Certo, ora vivono in un’epoca in cui possono viaggiare senza restrizioni, lavorare all’estero e ordinare sushi a domicilio con un’app, ma vuoi mettere la bellezza del pane razionato e della polizia segreta che ascolta le tue telefonate?

E noi, generazione di transizione, sopravvissuti al passaggio dalla lira all’euro, dal VHS allo streaming, dalla cabina telefonica allo smartphone, ci troviamo ad assistere a questi lamenti surreali. Abbiamo vissuto l’epoca delle lire, del modem 56k, delle lettere spedite via posta e del Game Boy senza retroilluminazione. Abbiamo conosciuto la vita pre-internet, pre-social, pre-Wi-Fi e sappiamo che non era tutto rose e fiori.

Ma avanti così, il prossimo passo sarà rimpiangere il tempo in cui si viveva nelle caverne, si cacciava con la clava e il massimo della tecnologia era accendere un fuoco strofinando due pietre. “Eh, ai tempi della preistoria almeno la gente non si stressava con le notifiche dello smartphone!” Ah, che bei tempi!



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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
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