Buon giorno!
E’ chiaramente l’inizio del 2024, e mentre varchiamo la soglia di un nuovo capitolo, riflettevo. Lo facevo perche’ la nebbia fitta nella piazza mi consigliava che era meglio stare a casa quest’oggi, cosi tra una fetta di panettone stantia e un doppio espresso fumante versato nella tazza grande, mi sono messo a riflettere sull’importanza che ho sempre dato nel non trattenere il mio spirito nei luoghi d’ombra che ho avuto nella mia esistenza.
Ho sempre usato parole scritte, dette, sussurrate o pensate, come un invito interno ad abbracciare il coraggio della rinascita, a lasciare che il cuore si liberi dalle infiltrazioni della delusione, aprendo la strada a terre fertili di soddisfazione e amore.
Come ogni anno prendo seriamente in conto alcune cose a fine anno. Il prosecco deve essere presente in frigo, poi il cotechino con le lenticchie non puo’ mai mancare, cosi come il Panettone per la mattina di Capodanno e le riflessioni con le promesse, le mie New Year’s resulution.
Puo’ mancare il party attorno a me, non mi interessano i fireworks da far esplodere nel mio balcone, mi bastano quelli che non perdo mai sul Tamigi, che siano visti li di persona, e la vita e’ stata gentile con me facendome vedere alcune decine dal vivo da quelle parti, sia che li debba vedere in televisione, ma non li perdo mai. Sono basilari, come il cotechino, il prosecco, le lenticchie e il panettone. E le risoluzioni, le promesse del primo dell’anno, le promesse a me stesso.
Nel varcare la soglia del nuovo anno, anche questa volta, mi sono promesso di trovare la forza, l’ennesima nella mia vita, di non soffermarti in luoghi oscuri, dove l’affetto sbiadisce e la delusione avvolge il cuore in intricati sentieri di insoddisfazione.
Il 2024 che comincia oggi è un’opportunità di rinascita, e’ un invito a lasciare andare il peso delle frustrazioni e a dirigere lo sguardo verso terre fertili per il cuore e l’anima.
In questo viaggio che voglio intramprendere, è basilare abbracciare il coraggio di alzarsi al di sopra della tristezza che attorno a me vorrebbe ancorarmi al suolo. Vorrebbe che mi rassegnarsi, mentre io voglio concedere alle mie sempre piu’ pesante e vecchie ali di intrecciarsi liberamente nell’etere, lasciando che la leggerezza del cambiamento sollevi il mio spirito.
Non posso temere di abbracciare una nuova trasformazione, di allontanarmi da ciò che chiaramente non contribuisce al nutrimento del mio essere.
Spesso non sono le persone a crearti angoscia, non quelle vicino a te, ma i luoghi. Citta’ e situazione in cui la gioia è un ospite raro e l’amore che attendevi sembra una promessa spezzata.
Ed invece devo tessere il destino della mia vita in territori in cui la luce del sorriso illumini il sentiero e il calore, e l’amicizia delle persone avvolga il mio cuore.
Trovare un reale rifugio nelle passioni che accendono l’anima e negli affetti che costruiscono ponti verso l’empatia, mentre sto permettendo che il deserto dell’insoddisfazione diventi la mia dimora permanente. Ecco, questo non puo’ continuare.
Viviamo per un semplice motivo, nella mia personale esperienza di vita, per cogliere il coraggio di abbandonare ciò che non può crescere con noi.
Per sfidare le catene dell’abitudine che trattengono il nostro spirito, s solo varcando confini e superando gli ostacoli possiamo trovare soddisfazione anche nelle piccole cose, possiamo evitare che ogni giorno sia un “Blue Monday”, tenere lontano o relegare il “Blues” solo nelle canzoni che ascoltiamo nei nostri dischi gracchianti di vecchio.
“Non fermarti là dove l’aria è stagnante, perché il respiro diventa poi un sospirare di rimpianti”.
Non so più quante volte me lo sono detto nella mia vita, l’ho gridato a me stesso, a chi mi stava vicino, a chi mi sta ora vicino e che voglio sempre gridare a mia figlia.
L’aria e’ stagnante vicino a me, il respiro degli altri, il mio respiro, e’ impregnato di rimpianti, di errori vecchi e recenti, di frustrazioni recentissime collegate a mancate promesse o illusioni che mi ero fatto e ora che il nuovo anno e’ qui, da domani mattina (facciamo dal tre gennaio, va’…), la tela bianca che ho davanti e’ pronta per essere dipinta con i colori dell’audacia e della determinazione.
Dove non puoi amare l’ambiente, le persone e nei luoghi dove non trovi soddisfazioni, devi essere audace, cercando nuove terre fertili per il cuore e l’anima, per se stessi.
Per la propria vita! Il mondo è vasto, e nelle sue pieghe posso trovare paesaggi in cui la nostra mia può fiorire ed è possibile, perche’ l’ho gia’ fatto alcune volte.
Lasciare che la propria vita diventi una sinfonia di crescita e rinascita, non un lamento costante di ciò che manca, puo’ essere realizzato a ogni eta’ e con ogni condizione fisica.
Dovrei rifarmi il caffe’, quello che avevo fatto prima si e’ sfreddato, per scrivere queste parole, ma e’ chiaro che sono in un luogo posso amare e dove non trovo soddisfazioni, ed allora bisogna abbracciare il coraggio di rinascere, riscrivere il viaggio e danzare tra le stelle della mia esistenza, dove il bagliore della felicità è una costante guida che mi pare avere accantonato recentemente.
Il 2024 che comincia oggi, è il palcoscenico su cui posso scrivere il capitolo successivo della mia insignificante storia, plasmando la vita con una visione di rinascita e appagamento.
Buon Anno, Buon 2024 a tutti.
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1 comment
Thank you for your comments on breath and on breaking the chains of habit. Happy New Year!