C’è una frase che, fino a pochi anni fa, avremmo associato a un manuale di sopravvivenza. Oggi arriva dal governo di uno dei Paesi più ricchi del mondo: tenete in casa una scorta di cibo e acqua. A dirlo è la ministra dell’Ambiente del Regno Unito, Dame Angela Eagle, in un’intervista al Guardian. Il motivo è lo stesso che l’ONU ha definito «fuori scala»: un El Niño che si annuncia come il più potente mai registrato.
(Se ti sei perso il quadro generale, ne abbiamo parlato qui: El Niño «fuori scala»: l’allarme senza precedenti dell’ONU.)
Cosa ha detto la ministra
«Stiamo per vivere probabilmente il più grande El Niño mai visto, e questo porterà estati più secche, inverni più piovosi e tempeste più estreme nel nostro Paese.»
Angela Eagle, ministra dell’Ambiente del Regno Unito
Il consiglio pratico è arrivato senza giri di parole: «Se hai una scorta di cibo che ti permette di andare avanti per un po’, prima che i soccorsi riescano a raggiungerti, te la caverai molto meglio di chi non ce l’ha». Non un invito al panico — ha precisato — ma alla resilienza: la campagna del Cabinet Office parla di cibo in scatola e acqua in bottiglia sufficienti a diversi giorni senza elettricità o acqua corrente.
La notizia è stata ripresa da ITV News e da diverse testate britanniche, in un clima già segnato in questo 2026 da cinque ondate di calore consecutive che hanno messo sotto stress agricoltura, riserve idriche e servizi di emergenza.
La catena alimentare che scricchiola
Dietro l’appello c’è un problema strutturale. Il 13% del cibo importato dal Regno Unito proviene da regioni climaticamente vulnerabili: riso dall’India, agrumi da Sudafrica e Perù, caffè dal Brasile, tè dal Kenya. Aree che El Niño può colpire in pieno con siccità e alluvioni. A questo si aggiunge — come riportato dalla stampa — l’allarme del National Audit Office, secondo cui la filiera alimentare britannica è esposta sia agli attacchi informatici sia alla crisi climatica.
Alcuni previsori si spingono oltre, parlando del più grande El Niño degli ultimi mille anni, con picco atteso a fine 2026 ed effetti che si trascineranno nel 2027.
Perché ci riguarda anche in Italia
Il gesto del governo britannico — chiedere ai cittadini di prepararsi — è un segnale che va oltre la Manica. Racconta un cambio di paradigma: l’emergenza climatica non è più solo una questione di temperature medie e grafici, ma di dispense, scaffali dei supermercati e reti di soccorso. Un Paese che invita a fare scorta ammette, di fatto, che gli eventi estremi sono diventati parte del calendario, non più l’eccezione.
La domanda, allora, si sposta da «succederà?» a «siamo pronti?». E vale per Londra come per il Mediterraneo. Forse i politici anche italiani dovrebbero parlare piu’ di queste cose che di Ponti inutili o di invasioni inventate. I pericoli sono molto piu’ semplici e sono molto piu’ potenti.
Fonti
- The Guardian — Angela Eagle: UK, stock up supplies (El Niño warning)
- ITV News — Brits warned to stock up on food supplies
- Yahoo News — Minister urges Britons to stock up on food and water
- AOL — Brits warned to stock up as UN issues ‘supersize’ El Niño warning
- Urban Mood — El Niño «fuori scala»: l’allarme senza precedenti dell’ONU

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