Non era mai successo prima. In cinquant’anni di storia, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) non aveva mai diramato una previsione così netta né mobilitato risorse su questa scala. Il motivo ha un nome che suona quasi tenero — El Niño, «il bambino» in spagnolo — ma che stavolta descrive qualcosa di potenzialmente devastante.
«El Niño si sta ingigantendo sotto i nostri occhi. Il pianeta è in acque inesplorate.»
António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite
Cosa sta succedendo nel Pacifico
El Niño è la fase calda di un’oscillazione naturale del Pacifico che, ciclicamente, ridistribuisce calore e umidità in tutto il pianeta, scatenando ondate di calore, siccità e alluvioni in aree diversissime del globo. Ma i numeri di quest’anno sono anomali, come riportato dal Guardian.
L’indice Niño 3.4, il termometro di riferimento del fenomeno, è salito progressivamente: 1,5 °C sopra la norma tra maggio e luglio, 2 °C a luglio, fino a toccare 2,6 °C tra fine luglio e metà agosto. In alcune zone, le acque sotto la superficie del Pacifico hanno registrato temperature di 8 °C oltre la media.
«Potrebbe essere più forte di qualsiasi evento da quando abbiamo iniziato a monitorarlo», ha spiegato la Segretaria Generale della WMO, Celeste Saulo: un fenomeno «letteralmente fuori dalle scale che abbiamo usato negli ultimi quarant’anni». Un allarme che, come sottolinea Weather.com, non ha precedenti nella storia dell’organizzazione.

I tempi
Secondo l’aggiornamento diffuso da UN News, El Niño continuerà a rafforzarsi nei prossimi mesi, raggiungendo intensità molto forte e toccando il picco verso la fine del 2026. La probabilità che persista almeno fino a febbraio 2027 è vicina al 100%. Da settembre a novembre, temperature sopra la media sono attese su quasi l’intera superficie terrestre.
Perché ci riguarda tutti
Gli effetti non restano confinati al Pacifico. El Niño ridisegna le mappe di pioggia e temperatura in tutti i continenti, con conseguenze a catena su agricoltura, salute pubblica, energia e risorse idriche. Le stime parlano di fino a 49 milioni di persone in più esposte al rischio di fame acuta. Per la prima volta, come documenta Common Dreams, la WMO ha avviato una mobilitazione congiunta con le agenzie meteorologiche nazionali e l’Organizzazione Mondiale della Sanità per rafforzare i sistemi di previsione e allerta precoce.
Il climatologo Daniel Swain (University of California) lo ha definito senza giri di parole «probabilmente uno dei più grandi eventi climatici — se non il più grande — che chiunque sia vivo oggi possa sperimentare». Non a caso IBTimes UK e The New Daily parlano già di un evento «storico».
Il punto, avvertono gli esperti, è che questo El Niño non arriva su un pianeta «vergine»: si somma a un riscaldamento globale già alimentato dalle emissioni fossili, che ne amplifica gli estremi. «Un evento eccezionale richiede una preparazione eccezionale», ha ripetuto Saulo. La domanda è se i governi ascolteranno prima, e non dopo.

Fonti
- The Guardian — «El Niño supersizing before our eyes» (3/9/2026)
- UN News — El Niño is surging. Months of extreme heat could follow
- Common Dreams — Urgent Global Response Needed for ‘Off the Charts’ El Niño
- Weather.com — UN warns of ‘supersized’ El Niño in unprecedented forecast
- IBTimes UK — ‘The Planet Is in Uncharted Waters’
- The New Daily — ‘Supersized’ El Niño may become ‘literally off the charts’
URBAN MOOD MAGAZINE ti chiede di seguirci iscrivendovi alla nostra newsletter per leggere i nostri reports e editoriali.
Manuale Creativo per Fotografi Ribelli
40 idee per riscattare il tuo sguardo fotografico. Un libro di Massimo Usai per chi vuole guardare il mondo con occhi nuovi.
Acquista su Amazon In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.Scopri di più da
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

1 comment
[…] (Se ti sei perso il quadro generale, ne abbiamo parlato qui: El Niño «fuori scala»: l’allarme senza precedenti dell’ONU.) […]