Il Piccolo Principe si incontra due volte. La prima da bambini, quando è la storia di un ragazzino biondo, di un pianeta grande come una casa e di una volpe che parla. La seconda anni dopo, quasi sempre per caso: qualcuno cita una frase a cena, o la troviamo sottolineata in una vecchia copia, e all’improvviso il libro è un altro. Parla di amore, di perdita, di amicizia, e delle abitudini incomprensibili dei grandi.
Antoine de Saint-Exupéry lo scrisse nel 1942, in esilio a New York, lontano da una Francia occupata. Pilota, scrittore, uomo inquieto, mise in quelle poche pagine tutto ciò che aveva capito della vita. Le sue frasi sono abbastanza brevi da impararle a memoria e abbastanza profonde da non finire mai di capirle. Forse è per questo che le citiamo così spesso, a volte senza sapere da dove vengono.
«Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.»
È il segreto che la volpe regala al piccolo principe nel momento dell’addio, la frase verso cui tutto il libro cammina fin dalla prima pagina. Dice una cosa semplice e scomoda: ciò che conta davvero, il legame, la fedeltà, il tempo che dedichiamo agli altri, non si misura e non si fotografa. Lo si vede solo prendendosene cura.
C’è anche un avvertimento, meno citato. Chi giudica soltanto da ciò che appare perde quasi tutto. Il narratore lo sa fin dall’inizio, quando i grandi guardano il suo disegno di un boa che ha inghiottito un elefante e ci vedono un cappello.

«Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.»
Arriva subito dopo, sempre dalla volpe, ed è forse la frase più adulta del libro. L’amore qui non è un sentimento che capita, è un impegno che si sceglie. Quando permetti a qualcuno di diventare importante per te, e a te stesso di diventarlo per lui, gli devi cura. Il piccolo principe lo capisce pensando alla sua rosa, il fiore vanitoso e difficile lasciato sul suo pianeta. Ed è questo pensiero, alla fine, a riportarlo a casa.
«Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?»
Il primo incontro con la volpe. Lei spiega che addomesticare significa «creare dei legami». Prima, il bambino è uno tra centomila ragazzini tutti uguali, e la volpe una tra centomila volpi. Dopo, ciascuno diventa unico al mondo per l’altro. Nessuna definizione dell’amicizia è mai stata più precisa, né più paziente: perché per addomesticare servono tempo, riti, ritorni alla stessa ora.

«È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.»
Nel nostro tempo, ossessionato dall’efficienza, questa frase suona quasi rivoluzionaria. Ciò a cui dedichiamo attenzione diventa prezioso proprio perché gliel’abbiamo dedicata. Il tempo «perduto» è l’unico che conti davvero. Vale per una persona, per un’amicizia, per un mestiere fatto bene.
«Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano.)»
Sta nella dedica a Léon Werth, l’amico a cui Saint-Exupéry offrì il libro, e in fondo è la chiave di tutto. Il Piccolo Principe non è un libro per bambini che piace anche agli adulti. È un libro per adulti che chiede loro di ricordare. Per questo da grandi lo rileggiamo con un nodo in gola che a otto anni non c’era.
Perché queste frasi resistono
Il libro è stato tradotto in centinaia di lingue, e le sue frasi hanno avuto una seconda vita: sui diari, nei biglietti, nelle dediche di matrimonio, sui muri delle camere. È il destino delle parole che riescono a essere semplici senza diventare banali. Si possono portare con sé, appendere, regalare. E ogni volta che le rileggiamo, ci restituiscono qualcosa che avevamo dimenticato di sapere.
Extra. Alcune di queste frasi sono diventate poster minimalisti nella collezione MonoQuote: la volpe, la rosa e l’occhio che mette radici, con le citazioni nella versione inglese del libro. Un’idea per chi ha un Piccolo Principe sottolineato da qualche parte in libreria.
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1 comment
[…] L’incontro tra il piccolo principe e la volpe è il momento in cui il libro di Saint-Exupéry smette di essere una favola per bambini. Questo poster ne conserva la tenerezza senza trasformarla in decorazione da cameretta: linee pulite, una piccola stella dorata, molto spazio vuoto. Per l’amica che rilegge il libro ogni tanto e ci trova sempre qualcosa di nuovo. E se il Piccolo Principe è la sua passione, accanto stanno bene la rosa e l’occhio che mette radici. Sul significato di quelle frasi abbiamo scritto un articolo a parte: le frasi del Piccolo Principe che non smettiamo di citare. […]