Una serata intensa, partecipata, profondamente sentita. Così Assemini ha risposto all’appello della pace e della dignità dei popoli con “Suoni di pace per la Palestina”, il concerto–recital che ha riempito il nuovo Auditorium comunale e, soprattutto, le coscienze. Una partecipazione così ampia da superare la capienza della sala: molte persone sono riuscite a entrare solo più tardi, quando qualche posto si è liberato. Un segnale chiaro di quanto il bisogno di ascoltare, capire e condividere sia oggi più forte che mai.
L’iniziativa nasce da un comitato spontaneo di cittadine e cittadini, con la collaborazione dell’associazione Peter’s Day, e si inserisce in un percorso politico e culturale preciso. Dopo l’approvazione in Consiglio comunale della mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina, Assemini ha scelto di accendere un’altra luce sulla causa del popolo palestinese: una luce fatta di musica, parole, silenzi, riflessione profonda.

Come ha ricordato uno dei promotori, la politica, quando è autentica, non si ferma agli atti formali. Diventa comunità, vive nella cultura, nell’arte, nella capacità di dare voce a chi non ne ha. La serata non è stata solo un evento, ma una presa di posizione collettiva, un atto di umanità condivisa.
Sul palco si sono alternati artisti, musicisti, attori e performer – grandi e giovani – capaci di trasformare numeri e notizie in volti, storie ed emozioni. In un tempo in cui il rumore mediatico spesso copre il senso profondo delle tragedie, lo spettacolo ha ricordato con forza che dietro ogni conflitto ci sono persone, famiglie, bambini. E che il silenzio va fatto quando i bambini dormono, non quando muoiono.
Significativo l’intervento e le dichiarazioni di Cristina Badas, che ha sottolineato come “Suoni di pace per la Palestina”abbia fatto rumore non solo per il popolo palestinese, ma per tutti i popoli dimenticati dalle guerre: dall’Ucraina al Sudan, dal Myanmar al Corno d’Africa, da Haiti al Sahel, dalla Siria al Sudamerica. Un richiamo universale contro bombe, persecuzioni, pulizie etniche e contro l’indifferenza che spesso accompagna le “guerre dimenticate”.
Durante la serata è stata particolarmente toccante la testimonianza del dott. Osama Al Jamal, accolta con grande attenzione e rispetto dal pubblico. Apprezzata anche la conduzione di Emanuele Garau Deonette e Alessandro Concas, capace di tenere insieme intensità, rigore e coinvolgimento emotivo.
Gli allievi di Music All Teatro si sono esibiti con un toccante monologo diretto da Daniela Spano dal titolo “Le bombe urlano” seguito dai 430 spettatori presenti con un assordante silenzio
Un ringraziamento corale è stato rivolto al Comitato spontaneo di cittadini, all’Amministrazione comunale per il patrocinio, a tutti gli artisti e i tecnici, ai giovani attori e performer, alla Prociv Augustus Assemini per il fondamentale lavoro sulla sicurezza, e ancora alla Peter’s Day per aver sostenuto con convinzione l’intero progetto.
Assemini ha scelto di non restare in silenzio. Ha scelto di affermare che riconoscere la Palestina significa riconoscere un popolo, la sua dignità e il suo diritto a vivere in pace e libertà. Significa non voltarsi dall’altra parte di fronte alla sofferenza e alla negazione dei diritti fondamentali.
Quella di “Suoni di pace per la Palestina” è stata una serata carica di emozioni e riflessioni, ma anche un impegno che guarda al futuro. Perché la pace non è uno slogan: è un obiettivo quotidiano, da costruire insieme, con azioni concrete. E per una sera, ad Assemini, il cuore ha battuto all’unisono per ricordarci che un po’ di umanità esiste ancora.

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