La Carta ONU Calpestata: Russia e USA Sabotano la Giustizia
Sono furioso. E chiunque creda nel diritto internazionale, nella dignità e nella Carta delle Nazioni Unite dovrebbe esserlo altrettanto.
Perché se i dettagli che stanno circolando sul nuovo “piano di pace” sono anche solo parzialmente veri, ciò che si sta preparando non è pace — è la devastazione pianificata dell’Ucraina.
Un progetto per premiare l’aggressione.
Un regalo politico confezionato per Mosca.
Secondo queste indiscrezioni, all’Ucraina verrebbe imposto di cedere territori che la Russia non è nemmeno riuscita a conquistare. La comunità internazionale dovrebbe riconoscere ufficialmente la Crimea — e forse altre regioni — come “russe”. Le forze armate ucraine verrebbero limitate, private delle loro capacità a lungo raggio. E in cambio?
Garanzie di sicurezza vuote, inconsistenti, sacrificabili da parte degli stessi attori che starebbero vendendo la sovranità ucraina.
Niente NATO.
Nessun impegno vincolante.
Nessuna giustizia.
Solo una roadmap per lasciare l’Ucraina disarmata, vulnerabile e, col tempo, cancellata.
Diciamolo chiaramente: questa non è diplomazia.
Questa è resa mascherata da statura politica.
E sì — Trump è stato, per scelta o per circostanza, il più grande alleato politico che Putin potesse sperare in Occidente. Ora parla di “salvare” l’omuncolo del Cremlino. Perché? Perché l’economia russa sta cedendo e Vlad il Pazzo sta perdendo la faccia dopo anni di decisioni disastrose.
Ma la risposta non può essere legittimare i frutti dell’aggressione.
Perché la Carta delle Nazioni Unite non è opzionale.
È vincolante per ogni Stato membro — Ucraina, Stati Uniti, Russia, tutti.
Uno dei suoi pilastri fondamentali è chiarissimo:
**Nessuno Stato può mantenere territori conquistati con la forza.
Nessuno Stato può beneficiare dell’aggressione.
Nessun ordine mondiale sopravvive se la violenza diventa un mezzo legittimo per cambiare i confini.**
Eppure eccoci qui, a guardare Russia e Stati Uniti — due membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU — comportarsi come alleati riluttanti, non per difendere la pace, ma per sabotare i principi che sono obbligati a sostenere.
Quando Washington e Mosca iniziano a votare insieme per piegare le regole, riscrivere la storia e attenuare le conseguenze dei crimini di guerra, significa che qualcosa è profondamente rotto.
Accettare un accordo basato su coercizione, ricatto e stanchezza non distruggerà soltanto l’Ucraina.
Distruggerà la credibilità dell’intero sistema globale nato per impedire proprio questo.
Non è solo geopolitica.
È diritto.
È giustizia.
È la linea che divide la civiltà dalla brutalità.
Riconoscere i “frutti dell’aggressione” non è pace.
È resa — non da parte dell’Ucraina, ma del mondo.
E la storia lo dimostra, ancora e ancora: arrendersi all’aggressore non pone fine alla violenza. La alimenta.
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2 comments
Quel che vedo sono nazioni molto potenti e violente che se ne fregano altamente del diritto internazionale e vogliono fare come gli pare. E a pagarne le conseguenze saranno sempre gli altri.
Questo e’ poco ma sicuro