Il volto umano del Codice PERDAS : Sebastiano Maccioni, 107 anni di lucidità e saggezza

di Massimo Usai

Quando cominci una chiacchierata con Sebastiano Maccioni, per tutti “Bustiano”, si ha la netta sensazione che il tempo, con lui, abbia preso un accordo speciale. Non per fermarsi, ma per fluire con un altro ritmo. Un ritmo fatto di curiosità, misura, memoria e voglia di futuro. Lo capisci dal momento che senti il suono della sua voce, dalla frase che non ti aspetti: “Sto leggendo un libro sulle ultime scoperte dell’universo. Mi incuriosisce capire dove possiamo ancora arrivare”.

Bustiano non è un personaggio da anagrafe da festeggiare con torta e candeline. È un uomo lucido di 106 anni e otto mesi, che si sveglia ogni mattina col desiderio di imparare qualcosa di nuovo. Ed è anche uno dei protagonisti del documentario trasmesso dalla ZDF, la televisione pubblica tedesca, che ha raccontato al mondo la forza del Codice PERDAS, un modello di longevità attiva e autentica nato in Sardegna e ormai diventato riferimento europeo.

Un giorno che fa la storia: 4 novembre 1918

Bustiano nasce a Nuoro il 4 novembre 1918, proprio nel giorno in cui per l’Italia entra in vigore l’Armistizio di Villa Giusti, ponendo fine alla Prima Guerra Mondiale. Una data che segna la storia del Paese, e che inizia a raccontare anche la sua. “Fui registrato cinque giorni dopo, il 9 novembre. A quei tempi non c’era fretta come oggi”, racconta con un sorriso. E da allora, ne ha viste passare di guerre, cambiamenti, tecnologie, uomini e idee. Ma lui è rimasto lì, saldo, con i piedi nella terra sarda e la testa tra le stelle.

Fin da giovane ha seguito un principio: vivere con misura. Ha fumato – “come tutti, da ragazzo” – ma ha smesso presto. Non ha mai bevuto fino all’ubriachezza, e questo, in una Nuoro che pullulava di vino, “non era affatto facile”, dice. Ha studiato con tenacia e ha costruito la propria strada passo dopo passo, laureandosi prima in Matematica e Fisica, poi in Ingegneria. Un percorso che gli ha dato le basi non solo per una lunga carriera, ma per salvarsi la vita.

Civitavecchia, 14 maggio 1943: la scelta che lo salvò

Nel cuore della Seconda Guerra Mondiale, Sebastiano si trovava al porto di Civitavecchia, pronto a rientrare in Sardegna, da Pavia. Era il 14 maggio 1943. Quel giorno, gli alleati bombardarono la città. Un attacco devastante che rase al suolo l’85% del porto e causò oltre 400 morti.

“Eravamo in partenza. Le bombe cadevano ovunque. Tutti correvano. Io vidi un edificio in costruzione. Individuai una trave in cemento armato, calcolai a occhio che avrebbe retto. Mi ci infilai sotto. Avevo ragione. Mi salvò.”

Chi fuggì in altre direzioni, purtroppo, non fu altrettanto fortunato. In quel momento, la sua formazione scientifica gli salvò la vita. Una prova di lucidità, razionalità e coraggio che oggi racconta con calma, ma con una fierezza composta.

Il Codice PERDAS e l’incontro con l’Europa

Nel servizio della Tv Tedesca, la figura di Sebastiano è stata scelta come uno dei simboli viventi del Codice PERDAS, il modello di longevità attiva sviluppato in Sardegna dalla Comunità Mondiale della Longevità. Il documentario della ZDF, girato tra Perdasdefogu, Nuoro e Cagliari, ha messo in luce il volto autentico di questa teoria, fatta non di formule astratte, ma di esistenze vere, radicate e sorprendenti.

Sebastiano Maccioni è la prova vivente che il Codice PERDAS funziona”, ha dichiarato il Dott. Roberto Pili, presidente di IERFOP e della Comunità Mondiale della Longevità. “Il Codice si fonda su sei pilastri: salute, relazioni, ambiente, cultura, memoria e tempo vissuto con consapevolezza. E in lui c’è tutto questo. È uno stile di vita che si costruisce giorno per giorno. E Bustiano è uno dei sui ambasciatori perfetti.”

Per Pili, la Sardegna è oggi un laboratorio naturale della longevità. E Bustiano ne è il volto più nitido: sobrio, attivo, curioso, presente.

L’ingegnere che costruì strade e futuro

La carriera di Maccioni lo ha visto coinvolto in progetti pubblici di rilievo, come la realizzazione del tratto Abbasanta-Olbia tra gli anni ’70 e ’80. Ha lavorato come insegnante presso i Geometri di Nuoro, e poi 15 anni ha collaborato con l’Università di Cagliari.

Eppure, ciò che colpisce è la sua attitudine mentale, la voglia costante di imparare. “Non ho mai smesso di leggere. Mi interessa tutto: l’universo, la scienza, il comportamento umano. Ho bisogno di sentirmi aggiornato.”

Ha superato due forti attacchi di malaria da bambino, e oggi si alza ogni mattina, sale sulla bilancia, e se il peso è leggermente aumentato, decide di regolare l’alimentazione per un giorno o due. Una cura costante e consapevole, più istinto che disciplina forzata.

“Non faccio nulla di straordinario. Solo attenzione e buon senso.”

Il segreto? Vivere bene, per vivere con curiosità 

Quando gli chiedo il segreto per arrivare così lontano, sorride: “Studiare, vivere con misura, non avere rimpianti. Non ho mai pensato che ‘prima era meglio’. Ogni tempo ha la sua bellezza. Basta saperla cercare.”

Ritratto di Sebastiano Maccioni, 107 anni, protagonista del Codice PERDAS

Poi aggiunge, con una delle sue frasi-lampo che sembrano motti da incidere su pietra:

Chi non è curioso, è già vecchio. Anche a vent’anni.

L’unico uomo tra tante donne

Nel documentario della ZDF, girato tra i centenari sardi, Bustiano è l’unico uomo intervistato tra una moltitudine di donne. Un dettaglio che diverte. “Forse è anche per questo che si tiene in forma,” aggiungo io, e lui sorride complice. La sua galanteria è sottile, mai compiaciuta. “Quando c’è una bella conversazione, io ci sono sempre,” scherza.

Un messaggio ai giovani

Verso la fine della nostra chiacchierata, gli chiedo cosa direbbe o consiglierebbe oggi a un giovane che guarda al futuro con incertezza. Lui ci pensa qualche secondo, poi dice:

Non lasciate che siano gli altri a raccontarvi come va il mondo. Cercate di capirlo. Con gli occhi vostri. Leggete, ascoltate, chiedete. E trovate ogni giorno una cosa bella da imparare. Una soltanto. Ma fatelo ogni giorno.”

Una Sardegna che insegna

Il Codice PERDAS sta oggi attraversando i confini regionali, candidandosi a diventare modello europeo di benessere e inclusione. E uomini come Maccioni dimostrano che la longevità non è solo sopravvivenza, ma partecipazione, lucidità, presenza attiva nel mondo.

Perdasdefogu, Nuoro, l’Ogliastra non sono più luoghi marginali, ma fari accesi su un futuro possibile, dove la cura, il tempo, la relazione e l’ambiente diventano medicina quotidiana.

Bustiano, con la sua bicicletta dell’intelletto, continua a pedalare. Non per arrivare più lontano. Ma per continuare a guardarsi intorno. Per capire il mondo, senza limiti e senza obbiettivi, anche dopo i 100 anni.



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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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