La Dieta Mediterranea: la Base dei Cibi dei Centenari delle zone blu sarde. Convegno a Cagliari.

Si è svolta ieri a Cagliari, presso la sede IERFOP, in un’aula convegni gremita in ogni ordine di posto, il primo appuntamento del progetto “Dalla Terra alla Tavola – I Cibi dei Centenari”, iniziativa che mette al centro il legame strutturale tra alimentazione sardo-mediterranea, longevità e sviluppo territoriale. L’incontro ha segnato l’avvio di un percorso che ambisce a trasformare un patrimonio culturale e biologico in una piattaforma economica e identitaria per l’intera Isola.

Promosso da Confesercenti Sardegna e dalla Comunità Mondiale della Longevità, con il sostegno dell’Assessorato regionale al Turismo, Artigianato e Commercio, il progetto e’ nato con un obiettivo preciso: superare la narrazione folkloristica della longevità sarda e riconoscerla come infrastruttura ecologica, culturale ed economica.

Ad aprire i lavori è stato l’Assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu, che ha salutato la sala sottolineando l’impegno della Regione nell’estendere la stagione turistica e nel valorizzare ciò che la Sardegna possiede già in modo autentico. «Non dobbiamo inventare nuove offerte – ha affermato – ma rendere centrali quelle che nascono dalla nostra identità. La destagionalizzazione passa attraverso cultura, territorio e qualità dell’esperienza».

Il cuore concettuale del progetto è racchiuso nel titolo stesso. “Dalla terra” non è uno slogan, ma un principio metodologico. Significa affermare che salute, qualità della vita e longevità non si generano a valle del sistema alimentare, ma a monte: nella terra viva, nella biodiversità agricola, nei saperi agro-pastorali che hanno modellato per secoli l’equilibrio tra comunità e ambiente.

La tavola diventa così punto di sintesi biologica e culturale. Non solo luogo di consumo, ma spazio in cui stagionalità, relazioni sociali, lavoro e moderazione si intrecciano producendo benessere.

Roberto Pili, Presidente della Comunità Mondiale della Longevità, ha chiarito la portata sistemica dell’iniziativa: «La longevità non è un fenomeno casuale né un’anomalia statistica. È il risultato di un ecosistema coerente in cui alimentazione, relazioni sociali, ambiente e cultura funzionano come un’unica infrastruttura biologica e comunitaria».

Pili ha poi ribadito un concetto centrale: «La Dieta Sardo-Mediterranea non è una ricetta da imitare, ma un equilibrio dinamico tra territorio, microbiota, metabolismo e relazioni sociali. È questa coerenza sistemica che sostiene la longevità in salute e contribuisce a ridurre il divario di genere nella sopravvivenza».

Accanto alla dimensione teorica, il convegno ha messo in campo competenze multidisciplinari.

Bachisio Zolo, Responsabile formazione di IERFOP, ha ricordato il valore della formazione inclusiva: «L’educazione alimentare e culturale deve essere accessibile a tutti. IERFOP è pronta a garantire percorsi formativi anche ai ragazzi ipovedenti, perché la conoscenza del territorio e della salute non può avere barriere».

Il gastroenterologo Paolo Usai ha riportato l’attenzione sulla prevenzione precoce: «La nutrizione sana deve iniziare in giovane età. Non possiamo mettere il cibo corretto al centro della nostra vita solo quando compaiono le patologie dell’età adulta. La prevenzione comincia molto prima».

Andrea Deidda, nutrizionista, ha illustrato concretamente i piatti della Dieta Sardo-Mediterranea, mettendone in evidenza i benefici metabolici: «Parliamo di un modello ad alta densità nutrizionale, ricco di fibre, polifenoli e fermenti naturali. Al contrario, l’alimentazione industriale e frettolosa a cui siamo abituati produce infiammazione, squilibri glicemici e perdita di qualità della vita».

La psicologa dell’Università di Cagliari, Donatella Petretto, ha evidenziato la dimensione psicosociale dell’alimentazione: «Il rapporto con il cibo incide sull’identità, sulle relazioni e sul benessere mentale. Vedere tanti giovani oggi interessati a questi temi è un segnale culturale estremamente positivo».

Sulla stessa linea Francesco Sanna dell’Agenzia Laore Sardegna ha sottolineato le iniziative territoriali in corso: «In diversi comuni stiamo promuovendo percorsi educativi e di valorizzazione del prodotto locale. Coinvolgere le nuove generazioni significa garantire continuità economica e culturale alle nostre filiere».

L’agronomo Giuseppe Izza ha richiamato il valore della biodiversità: «La qualità del cibo nasce dalla qualità del suolo. Difendere l’agrobiodiversità non è una scelta romantica, ma una strategia produttiva e sanitaria».

Maria Carta, chef, ha portato l’esperienza della cucina come narrazione viva del territorio: «Il turista oggi non cerca solo il mare. Cerca autenticità. Ogni piatto racconta una storia e può diventare esperienza trasformativa».

Il tema del turismo rigenerativo è stato ripreso da Alessandro Pitzianti, operatore del settore: «Dobbiamo costruire un modello in cui il turismo nutra i territori anziché consumarli. L’esperienza gastronomica legata alla longevità può diventare un elemento distintivo competitivo a livello internazionale».

Nel corso dell’incontro sono stati richiamati anche i dati strutturali della longevità sarda: nelle aree della Zona Blu si registrano circa 50 centenari ogni 100.000 abitanti, contro una media nazionale tra 20 e 24. Un differenziale stabile nel tempo, sostenuto dall’interazione tra alimentazione sobria, attività quotidiana, reti sociali solide e ambiente salutogenico.

La Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, rappresenta la base scientifica di questo modello: prevenzione cardiovascolare, controllo metabolico, protezione neurodegenerativa e riduzione dell’infiammazione cronica sono solo alcuni degli effetti documentati.

La mattinata si è conclusa con una degustazione guidata dei “piatti unici” della dieta sardo-mediterranea, dimostrazione concreta di come tradizione culinaria, salute e marketing territoriale possano convergere in un’unica visione.

“Dalla Terra alla Tavola” non è un evento isolato, ma l’avvio di una piattaforma economico-culturale destinata a crescere. La longevità sarda viene così riconosciuta per ciò che realmente è: non un mito né una curiosità statistica, ma un sistema integrato su cui costruire sviluppo, attrattività internazionale e futuro.

Audience members attentively listening during an event on Dieta Mediterranea in Cagliari

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