Uno stir fry veloce è una delle cene più sane che esistano: verdure e proteine cotte in pochi minuti, croccanti, colorate. Poi però ci si rovescia sopra una bustina di salsa di soia pronta — e in un colpo solo quel piatto sano si riempie di sale, zucchero e una lista di additivi con nomi che nessuno saprebbe pronunciare.
Ne ho preso una al supermercato l’altro giorno: oltre venti ingredienti. Per una salsa. Prendi verdura fresca, la cuoci bene, e poi la anneghi in qualcosa che con la cucina non c’entra più niente. Mi è sempre sembrato un controsenso.
La mia versione, con quattro cose
Ho iniziato a improvvisare con quello che avevo in dispensa, o con quello che trovo al supermercato, e la combinazione che vince è semplice: salsa di soia, miele, olio di sesamo e aglio. Mescoli, versi nel wok negli ultimi minuti di cottura, e hai finito.
Quattro ingredienti. Li riconosci tutti. Sai esattamente cosa stai mangiando.
Cosa non ti sto raccontando
Qui voglio essere onesta, perché è facile prendersi in giro da soli su queste cose.
Questa salsa non è priva di sale né di zucchero. Il miele è zucchero, e la salsa di soia è ricca di sodio. Se qualcuno ti dice che la versione fatta in casa è automaticamente “sana”, ti sta vendendo una favola.
Il vantaggio vero è un altro, e vale comunque la pena: decidi tu le dosi. Metti il miele che vuoi, non quello che ha deciso un’azienda per rendere il prodotto più appetibile sullo scaffale. E se il sodio ti preoccupa, la salsa di soia esiste anche in versione a ridotto contenuto di sale — cambi quella e tieni tutto il resto.
Un dettaglio interessante: alcuni piccoli studi associano la salsa di soia a qualche beneficio, come la riduzione di certi sintomi nelle persone con allergie e un aiuto alla digestione. Studi piccoli, quindi niente promesse — ma è comunque un mondo diverso dalla bustina con venti ingredienti.
La regola resta la stessa
Non è “fatto in casa = buono, comprato = cattivo”. È: conta gli ingredienti. Quattro che conosci battono venti che non sai leggere, quasi sempre.
E come per il sugo, la parte migliore è che ci metti meno di quanto pensi. La salsa la mescoli mentre le verdure saltano nel wok. Zero tempo perso, e quel piatto sano resta davvero sano fino alla fine.
Unica nota negativa, in Italia si trovano tanti prodotti eccellenti al mercato, ma devo confessare molti meno di quelli che trovavo a Varsavia o Bruxelles, dove specie con i vegetali, la scelta era molto ma molto piu’ varia e ampia. Ma un buon wok riesco a farlo anche in Italia, non preoccupatevi.
Se invece volete trovare altre ricette, specie quelle sarde, che hanno tante verdure e tutti ingredienti sani, leggete il libro del Dott. Roberto Pili: Cent’anni a Tavola.
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