di Patrizia Riello Pera, Padova, Italia
“Per amore, solo per amore” di Pasquale Festa Campanile, vincitore del Premio Campiello 1984, è uno di quei libri rari che restano nel cuore, un affresco capace di togliere ai personaggi biblici la distanza della sacralità per restituirli alla fragile grandezza dell’umano. Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù non appaiono come icone immobili, ma come creature vive, attraversate dal dubbio, dal desiderio, dalla paura e dalla tenerezza. Giuseppe, falegname imperfetto e profondamente terreno, ama Maria anche quando il mistero della sua gravidanza lo ferisce e lo interroga. E proprio in quel dubbio mai del tutto sciolto nasce la parte più commovente del romanzo: il bambino che non comprende fino in fondo diventa, giorno dopo giorno, figlio del suo amore. Chi ha giudicato quest’opera irriverente forse non ne ha colto la più alta delicatezza. Dietro la provocazione apparente, Festa Campanile costruisce infatti un grande inno alla dedizione, alla scelta, alla paternità e al perdono. Le descrizioni della Palestina antica scorrono limpide, luminose, quasi musicali. Un romanzo che sembra leggero come un ruscello, ma lascia nell’anima il peso dolcissimo delle cose eterne. Https://patriziarielloperalibri.it
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