Fico Nero di Chia: Il Frutto della Longevità tra Storia, Tradizione e Nutraceutica Sarda

Roberto Pili e la rivoluzione dolce della salute pubblica grazie al Fico Nero di Chia.

È una rivoluzione silenziosa ma potente quella proposta dal geriatra e presidente della Comunità Mondiale della Longevità, Roberto Pili. Una rivoluzione che parte da un frutto millenario – il Fico Nero di Chia – e si concretizza in un progetto che unisce salute pubblica, educazione alimentare e valorizzazione delle risorse locali.

«Il fico non è solo un frutto – spiega Roberto Pili – è ciboterapia, presidio di salute e longevità. Portarlo sulle tavole delle mense pubbliche significa fare prevenzione, nutraceutica attiva, oltre che promuovere la biodiversità locale e le filiere regionali di agrobiodiversità. Dobbiamo fare ogni sforzo per restituire centralità alla Dieta Mediterranea, e qui in Sardegna alla sua versione più autentica: la Dieta Sardo-Mediterranea.»

La proposta, lanciata in occasione della tredicesima Rassegna Internazionale “Festa del Fico” a Domus de Maria, punta a includere il fico fresco, secco o in confettura come snack salutare nelle mense scolastiche, ospedaliere e aziendali. Un atto concreto, simbolico e scientificamente fondato.

Domus de Maria e il cuore del Fico Nero

A supportare questa visione, il Comune di Domus de Maria, nella costa sud-occidentale della Sardegna, epicentro della produzione del Fico Nero di Chia. La sindaca Maria Concetta Spada ha espresso pieno sostegno all’iniziativa: «L’iscrizione del Fico Nero di Chia nel Registro della Biodiversità e gli sforzi per migliorare la qualità del cibo nelle mense scolastiche sono interventi che promuovono salute ed economia delle comunità».

Questa varietà autoctona è stata recentemente riconosciuta ufficialmente anche come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) e prodotto De.Co. (Denominazione Comunale), con dodici aziende locali impegnate nella filiera.


halves of figs in white bowl, I Fichi di Chia iN Sardegna

Una storia millenaria

Coltivato da secoli, il fico è una delle piante più antiche conosciute dall’uomo. La sua diffusione lungo il Mediterraneo è testimoniata da fonti bibliche, papiri egizi, testi greco-romani e reperti archeologici. A Chia, è stato rinvenuto un fico votivo in ceramica, risalente all’VIII secolo a.C., nella città fenicio-punica di Bithia: una prova tangibile del suo significato spirituale, oltre che alimentare.

Presente anche nella mitologia e nella religione – dalla pianta sotto cui Buddha ottenne l’illuminazione, al simbolo agricolo sacro a Demetra e Saturno – il fico incarna fertilità, saggezza e benessere.

Proprietà nutrizionali e scientifiche

Il Fico Nero di Chia si distingue per il suo profilo nutrizionale: ricco di fibre, polifenoli, vitamine (A, C, K, B), sali minerali (calcio, potassio, ferro, magnesio) e composti prebiotici. Ha un medio indice glicemico (circa 50 kcal per 100 grammi) che lo rende adatto anche a chi ha esigenze metaboliche specifiche.

Particolarmente interessante è la presenza della ficina, enzima proteolitico con potenziale antitumorale dimostrato su colon e mammella. Inoltre, la luteolina aiuta a controllare la pressione arteriosa, rafforza la vista, stimola il sistema immunitario e favorisce le funzioni cognitive.

“Inserire nella propria alimentazione quotidiana un fico fresco o secco comporta un apporto di elementi nutritivi in grado di prevenire malattie e tumori continua Pili una vera ‘ciboterapia’ capace di garantire una lunga vita in salute.”

Il progetto Nutri Action: educare attraverso il cibo

La CMdL ha avviato il progetto Nutri Action sperimentandolo su un gruppo di anziani: i risultati hanno confermato un miglioramento nella salute intestinale, dentale, ossea e cardiovascolare. Oggi, l’ambizione è quella di portare il fico anche ai giovani e ai lavoratori.

«Non si tratta solo di mangiare bene – afferma Pili – ma di imparare sin da piccoli il valore della salute attraverso il cibo. E farlo con prodotti locali significa anche promuovere l’economia dei territori e le nostre radici culturali.”

Un vassoio che contiene fichi freschi di Chia iN Sardegna, che propone diverse varietà, inclusi fichi verdi e rossi, su un tessuto decorato.

Produzione in Sardegna e nel mondo

In Sardegna, oltre a Domus de Maria, il fico è coltivato anche in altre zone della costa meridionale e nell’entroterra. Ma la Sardegna non è sola: l’Italia produce fichi in Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Basilicata. Nel mondo, i principali produttori sono Turchia (con i fichi di Aydın), Egitto, Iran, Spagna e Grecia.

La differenza sarda, però, sta nella qualità e nella coerenza con un modello alimentare legato alla longevità. La Sardegna, una delle cinque Blue Zone del mondo, è considerata laboratorio naturale per lo studio dell’invecchiamento sano. E proprio l’integrazione di alimenti funzionali come il fico rappresenta un tassello strategico in questa visione.

Il modello Ficus Net e il turismo della salute

La proposta di Roberto Pili e della CMdL è parte del progetto internazionale Ficus Net, che unisce agricoltura, ricerca, comunità e turismo sostenibile. La rete promuove la diffusione della “cultura della salute” e modelli replicabili di alimentazione locale e sostenibile.

Domus de Maria si pone così come esempio concreto di innovazione culturale e sanitaria. Il fico, elemento simbolico, diventa strumento per riformare il modo in cui pensiamo al cibo, alla prevenzione e alla salute.

Il futuro? Tutto dentro un frutto millenario

Il Fico Nero di Chia, antico ma attualissimo, racchiude il senso profondo di una nuova civiltà alimentare. Unisce storia, tradizione, gusto e scienza. Rappresenta un’opportunità per costruire una società più consapevole, sana e connessa al proprio territorio.

Come ricorda ancora Roberto Pili: “La salute non è solo questione di farmaci o ospedali. È prevenzione, educazione, cultura. E i fichi sono una delle risposte più dolci e potenti che la nostra terra ci offre.”


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After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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