C’è un momento dell’anno in cui la Sardegna smette di guardare il mare e si volta verso l’interno. Le spiagge si svuotano, le prime piogge lavano i graniti, nei boschi del Gennargentu cadono le castagne. È allora che i paesi della Barbagia aprono i loro portoni: le cortes, i cortili delle case antiche, diventano botteghe, cantine, cucine e palcoscenici. Si chiama Autunno in Barbagia, e nel 2026 compie venticinque anni.
L’edizione 2026 si svolge dal 5 settembre al 13 dicembre, con 33 tappe in 32 comuni della provincia di Nuoro (Nuoro partecipa due volte, in città e nel borgo di Lollove). Il claim di quest’anno è “Il gusto antico dell’ospitalità”, e non è uno slogan vuoto: chi ci è stato sa che in Barbagia l’ospite non si accoglie, si adotta. L’organizzazione è della Camera di Commercio di Nuoro con la sua azienda speciale Aspen, mentre ogni tappa è affidata ai Comuni e alle Pro Loco.
Quest’anno si festeggiano anche i trent’anni dalla prima edizione di Cortes Apertas, il format da cui tutto è nato. Una delle novità del 2026 sono gli spazi dedicati alle dimostrazioni dal vivo dei mestieri artigiani in ogni tappa: tessitura, intaglio, lavorazione del pane e dei dolci. Gli artigiani sono sempre meno, e vederli lavorare è già di per sé una ragione per mettersi in macchina.
[FOTO: una corte aperta, possibilmente con persone e prodotti]

Il calendario completo di Autunno in Barbagia 2026
Gli appuntamenti si concentrano nei fine settimana, spesso in più paesi contemporaneamente. Ecco tutte le date.
Settembre
- 5–6 settembre: Bitti
- 12–13 settembre: Oliena
- 19–20 settembre: Lodine, Sarule
- 26–27 settembre: Austis, Dorgali, Orani
Ottobre
- 3–4 ottobre: Lula, Meana Sardo, Orotelli, Sorgono
- 10–11 ottobre: Gavoi, Lollove, Onanì, Tonara
- 17–18 ottobre: Belvì, Orgosolo
- 24–25 ottobre: Aritzo, Olzai, Ottana
- 31 ottobre – 1 novembre: Desulo
Novembre
- 6–7–8 novembre: Mamoiada
- 7–8 novembre: Ovodda
- 14–15 novembre: Nuoro, Tiana, Ollolai
- 21–22 novembre: Atzara
- 28–29 novembre: Gadoni, Oniferi
Dicembre
- 6–7–8 dicembre: Fonni
- 12–13 dicembre: Ortueri, Orune, Seulo
Le prossime tappe, paese per paese
Ogni paese è un mondo a sé, con la sua maschera, il suo pane, il suo dialetto. Ecco cosa aspettarsi nelle tappe che restano da qui a dicembre.
Belvì e Orgosolo (17–18 ottobre)
Belvì è il cuore della Barbagia che porta il suo nome: castagneti, noccioleti e un piccolo museo di scienze naturali che sorprende chiunque ci entri. Orgosolo è un’altra storia. I suoi murales, dipinti a partire dagli anni Settanta, trasformano le facciate del paese in un giornale murale di lotte, memoria e politica. Durante Autunno in Barbagia i vicoli si riempiono di banchi di formaggi, salumi e dolci, e lo sfondo del Supramonte fa il resto.
Aritzo, Olzai e Ottana (24–25 ottobre)
Aritzo è il paese delle castagne e della carapigna, l’antico sorbetto al limone che un tempo si preparava con la neve conservata nei pozzi del Gennargentu. Olzai custodisce la memoria del pittore Carmelo Floris, mentre Ottana è la casa dei Boes e dei Merdules, le maschere del carnevale che mettono in scena il rapporto, a volte violento, tra l’uomo e l’animale.
Desulo (31 ottobre – 1 novembre)
Una tappa a cavallo di Ognissanti, alle pendici del Gennargentu. Desulo è famosa per il suo costume tradizionale, tra i più vivaci della Sardegna, per le castagne e per essere il paese del poeta Antioco Casula, detto Montanaru. Portate una giacca: lassù l’autunno fa sul serio.
Mamoiada e Ovodda (6–8 novembre)
Mamoiada è una delle tappe più attese, e dura tre giorni. È il paese dei Mamuthones e degli Issohadores, le maschere più celebri della Sardegna, raccontate nel Museo delle Maschere Mediterranee. È anche terra di Cannonau: molte cantine aprono le porte proprio in questi giorni. Ovodda, a pochi chilometri, è conosciuta per il suo carnevale anarchico del mercoledì delle Ceneri, Mercuris de Lessia.
[FOTO: Mamuthones o una cantina di Mamoiada]
Nuoro, Lollove, Tiana e Ollolai (14–15 novembre)
Nuoro è la città di Grazia Deledda, e la sua casa natale, oggi museo, è una visita obbligata per chi ama la letteratura. Il borgo di Lollove, frazione di Nuoro, ha già avuto la sua tappa a ottobre ma merita una deviazione in qualsiasi momento. Tiana conserva un’antica gualchiera, il mulino ad acqua usato per lavorare l’orbace, mentre Ollolai è legata all’intreccio dei cestini in asfodelo.
Atzara (21–22 novembre)
Siamo nel Mandrolisai, terra di vino rosso e di vigne antiche. Atzara ospita anche il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea dedicato ad Antonio Ortiz Echagüe, il pittore spagnolo che a inizio Novecento si innamorò di questi luoghi e dei costumi delle sue donne.
Gadoni e Oniferi (28–29 novembre)
Gadoni è il paese della miniera di Funtana Raminosa, oggi visitabile, un pezzo di storia industriale nascosto tra i monti. Oniferi custodisce la necropoli di Sas Concas, con le sue domus de janas: le “case delle fate” scavate nella roccia migliaia di anni fa.
Fonni (6–8 dicembre)
Il paese più alto della Sardegna chiude il calendario nel ponte dell’Immacolata. Fonni a dicembre può avere la neve, e il piazzale davanti alla Basilica della Madonna dei Martiri diventa una piazza di festa. È la tappa più affollata: arrivate presto.
Ortueri, Orune e Seulo (12–13 dicembre)
L’ultimo fine settimana unisce tre paesi molto diversi. Vicino a Orune si trova il pozzo sacro di Su Tempiesu, uno dei monumenti nuragici più raffinati dell’isola. E Seulo, nella Barbagia che porta il suo nome, è uno dei paesi simbolo della longevità sarda, noto per il numero dei suoi centenari. Se vi interessa il tema, abbiamo raccontato le cinque Blue Zone del mondo e il legame tra cucina e salute nella tradizione sarda.
Consigli pratici per Autunno in Barbagia
- Serve l’auto. I paesi sono collegati male con i mezzi pubblici, e il bello è proprio spostarsi da una tappa all’altra nello stesso weekend.
- Arrivate il sabato mattina. La domenica pomeriggio i centri più noti, come Mamoiada, Orgosolo e Fonni, si riempiono e parcheggiare diventa un’impresa.
- Portate contanti. Molti piccoli produttori nelle corti non hanno il POS.
- Vestitevi a strati. Tra Gennargentu e Supramonte, da novembre, la sera si scende facilmente sotto i dieci gradi.
- Se arrivate dalla Penisola, la Camera di Commercio di Nuoro rinnova anche quest’anno gli accordi con compagnie aeree e navali per uno sconto sul viaggio legato a un weekend di Autunno in Barbagia. I dettagli sono sul sito ufficiale.
- Controllate il programma della singola tappa su cuoredellasardegna.it o sulla pagina Facebook ufficiale: orari, corti aperte e degustazioni cambiano da paese a paese.
[TUO RICORDO: due o tre righe su una tua visita a una corte, un incontro, un sapore. È la parte che nessun altro sito può scrivere.]
Domande frequenti
Quando si svolge Autunno in Barbagia 2026?
Dal 5 settembre al 13 dicembre 2026, quasi sempre nei fine settimana. Si parte da Bitti e si chiude con Ortueri, Orune e Seulo.
Quanti paesi partecipano?
Le tappe sono 33 in 32 comuni: Nuoro partecipa due volte, con la città e con il borgo di Lollove.
Cosa sono le Cortes Apertas?
Sono i cortili delle case tradizionali che, durante la manifestazione, vengono aperti ai visitatori. Dentro si trovano artigiani al lavoro, produttori di formaggi, vino, pane e dolci, musica e canto a tenore. Il format è nato trent’anni fa e oggi, con il nome di Autunno in Barbagia, è arrivato alla sua venticinquesima edizione.
Quali sono le tappe più belle?
Dipende da cosa cercate. Per le maschere, Mamoiada e Ottana. Per l’arte di strada, Orgosolo. Per la letteratura, Nuoro. Per il vino, Atzara e Mamoiada. Per l’atmosfera d’inverno, Fonni.
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