Ogni persona che scrive, per mestiere o per ostinazione, ha ricevuto nella vita gli stessi tre regali: un taccuino, una bella penna e una tazza con una battuta sulle scadenze. Sono regali gentili. Quasi tutti finiscono in un cassetto.
Il regalo giusto per chi scrive è qualcosa che lavora. Chi scrive passa ore a fissare lo stesso pezzo di muro aspettando che arrivi una frase. Tanto vale che su quel muro ci sia qualcosa che valga la pena guardare: una riga e un’immagine che, nei giorni storti, ricordino perché ci si ostina a farlo.
Per chi sta scrivendo il primo romanzo
«I like good strong words that mean something»: mi piacciono le parole forti, che vogliono dire qualcosa. È una battuta che si attribuisce a Jo March, la protagonista di Piccole donne di Louisa May Alcott, santa patrona di chiunque sia cresciuto scribacchiando in soffitta. Sotto, un enorme pennino di stilografica con una sola goccia d’inchiostro dorato. Un manifesto per chi taglia aggettivi per mestiere, e per chi scrive ancora le bozze a mano.
Per chi tiene un diario o scrive di sé
Chiunque scriva della propria vita conosce il problema: i momenti che contavano di più sono proprio quelli che scivolano via prima di arrivare sulla pagina. «Ciò che contava di più raramente resta scritto», dice questo poster, con i suoi fogli sparsi come ricordi. Una provocazione gentile a scriverlo prima che se ne vada. Per chi tiene un diario, per chi lavora a un memoir, per chi continua a ripromettersi di mettere per iscritto la storia di famiglia.
Per chi cerca la propria voce
Prima o poi ogni insegnante di scrittura dice la stessa cosa: nessuno può scrivere come scrivi tu, quindi smetti di imitare qualcun altro. Un’impronta digitale lo dice in quattro parole: «l’originalità lascia un segno». Per chi frequenta un corso di scrittura, per un poeta, per un giornalista appena diventato freelance.
Per chi è sempre altrove con la testa
Chi scrive è qualcuno che alla cassa del supermercato sta già a metà dentro un altro mondo. Questo profilo fatto di rami, con le foglie che volano via, è un ritratto affettuoso della mente che vaga, quella che arriva insieme al mestiere. Per chi ha perso la fermata perché finalmente una scena funzionava.
Per chi deve imparare a rallentare
I buoni dialoghi nascono dall’origliare, la buona prosa dall’attenzione. Una conchiglia e una parola sola, Listen, ascolta: forse il consiglio più utile da appendere sopra una scrivania. E per chi lavora per accostamenti, il poster degli ingranaggi che si incastrano ricorda che le storie nascono quasi sempre da due idee che non dovrebbero stare insieme.
Un consiglio in più
Pensa a dove verrà appeso. Quasi tutti scrivono a una scrivania contro un muro: un A4 o un A3 all’altezza degli occhi, appena sopra lo schermo, verrà guardato centinaia di volte al giorno. E aggiungi un biglietto scritto a mano. È un regalo per qualcuno che scrive: scrivi qualcosa anche tu.
Extra. I poster di questo articolo fanno parte della collezione MonoQuote. Se il regalo è per qualcuno che legge più di quanto scriva, c’è la nostra guida su cosa regalare a chi ama leggere.
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