di Patrizia Riello Pera, Padova, Italia
Nel 1974 il Premio Campiello viene assegnato a Stefano Terra per Alessandra, romanzo di intensa tensione narrativa e straordinaria acutezza introspettiva che consacra definitivamente l’autore tra i più fini, acuti e originali osservatori della modernità letteraria e delle inquietudini novecentesche. L’opera racconta, con una rara sensibilità poetica, una figura femminile straordinariamente complessa, sfaccettata, misteriosa, enigmatica e profondamente inquieta, capace di incarnare in sé tutte le contraddizioni esistenziali, i drammi intimi e i tormenti segreti di un’intera epoca storica in profonda transizione sociale e culturale. Terra costruisce attorno a lei una storia avvolgente, magnetica, ipnotica, ricca di sfumature psicologiche, di ellissi narrative e di sottili chiaroscuri emotivi che catturano e intrappolano il lettore in un labirinto di sentimenti speculari, silenzi eloquenti ed emozioni trattenute a stento. Il Campiello premia così una scrittura elegante, misurata, colta, stilisticamente impeccabile e capace di indagare l’animo umano nelle sue pieghe più recondite, oscure e inaccessibili, svelando i segreti, i desideri inconfessabili e le paure ancestrali che spesso rimangono indicibili nel quotidiano. Il personaggio di Alessandra emerge dalle pagine con una forza drammatica dirompente, oscillando costantemente e dolorosamente tra una fragile vulnerabilità emotiva e una ferrea, quasi disperata determinazione, diventando l’emblema stesso della complessità, del fascino e delle lacerazioni dell’universo femminile moderno in cerca di emancipazione. Il romanzo esplora magistralmente il tema cruciale dell’identità, della memoria frammentata e della ricerca dolorosa, a tratti ossessiva, di sé, un percorso tortuoso, notturno e labirintico che si sviluppa e si dipana attraverso relazioni interpersonali ambigue, distacchi laceranti, incomprensioni reciproche e profondi, logoranti conflitti interiori mai del tutto risolti o pacificati. Terra dimostra in ogni pagina una grande, straordinaria sensibilità narrativa, unita a un controllo formale rigoroso, geometrico e a uno sguardo empatico ma lucido, del tutto privo di facili sentimentalismi o di concessioni alla retorica patetica del tempo. Il prestigioso riconoscimento veneziano riconosce, esalta e celebra una voce colta, fiera della propria indipendenza stilistica e intellettuale, costantemente attenta alle dinamiche psicologiche più profonde e ai moti impercettibili del cuore, offrendo al contempo al pubblico una straordinaria, densa e attualissima riflessione critica sulla solitudine costitutiva dell’individuo contemporaneo, sulla cronica difficoltà del comunicare autenticamente con l’altro e sulla perenne, disperata e universale ricerca di un senso compiuto da dare alla propria travagliata esistenza.
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Questo articolo fa parte della guida di Urban Mood Magazine Premio Campiello: tutti i vincitori, libro per libro.
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