L’Europa dice “Basta”: la stretta contro il turismo di massa



Dal benvenuto senza fine al “non così tanti, grazie”

Un turismo di massa con arrivi record, alberghi pieni, ristoranti affollati: un motore economico apparentemente inarrestabile.

Per decenni, le città-cartolina e le isole soleggiate d’Europa hanno considerato il turismo come un bene infinito.

Oggi il vento sta cambiando. Da Barcellona a Mykonos, passando per Venezia e Capri, sempre più destinazioni stanno dicendo chiaramente: vi vogliamo bene, ma non tutti insieme e non a qualsiasi prezzo.

La ragione è semplice: numeri eccessivi, infrastrutture sotto pressione, affitti alle stelle, residenti esasperati. Quello che un tempo era una risorsa è diventato, per molti, un problema.


Le nuove regole del gioco

Dalla penisola iberica all’Egeo, passando per l’Italia, le misure anti-overtourism sono ormai realtà.

Venezia e la tassa d’ingresso

La città lagunare ha raddoppiato da €5 a €10 la tariffa per chi entra senza prenotare almeno quattro giorni prima. L’obiettivo è ridurre i picchi e distribuire meglio le visite. Solo nel 2024 l’iniziativa ha generato 2,4 milioni di euro.

Capri e la lotta ai “pendolari del mare”

L’isola campana ha introdotto limiti agli sbarchi giornalieri di visitatori senza pernottamento, soprattutto nei mesi estivi, per evitare strade e piazze congestionate.

Sardegna: stop alle spiagge sovraffollate

In spiagge iconiche come Cala GoloritzéLa Pelosa e Cala Mariolu, sono stati introdotti ingressi a numero chiuso, ticket giornalieri e limiti orari. Obiettivo: preservare ecosistemi fragili e garantire un’esperienza vivibile.

Santorini e Mykonos: tasse e limiti per le crociere

In Grecia, i passeggeri di navi da crociera pagano ora un ticket di €20 a Mykonos e Santorini. A quest’ultima è imposto un tetto di 8.000 arrivi al giorno.

Spagna: multe salate per chi non rispetta le regole

Nelle Baleari e in altre destinazioni costiere, bere alcolici in spiaggia o fare rumore nelle ore notturne può costare fino a €500. In certe aree, vietati anche i pub crawl.


Quando la pazienza finisce

Dietro questi provvedimenti c’è un malessere diffuso. Interi quartieri hanno visto sparire i residenti a causa degli affitti brevi; i negozi di prossimità sono stati sostituiti da souvenir shop; il traffico pedonale e veicolare è diventato insostenibile.

Nel 2024, migliaia di persone hanno manifestato nelle Canarie, a Maiorca e a Barcellona chiedendo un turismo “a misura d’uomo”. Anche in Italia, comitati locali a Firenze e Roma hanno iniziato a spingere per restrizioni più severe sugli affitti turistici.


Il peso sulle risorse locali

L’overtourism non si misura solo in folle di turisti: si traduce in scarsità d’acqua, gestione rifiuti al collasso, consumo di suolo e aumento del costo della vita.

A Venezia, il transito quotidiano di migliaia di visitatori mette a rischio le fondamenta stesse della città. In Sardegna, l’uso eccessivo delle spiagge comporta erosione e perdita di biodiversità. In Capri e nelle Cinque Terre, la pressione sui servizi pubblici è costante.


Verso un turismo sostenibile

Le destinazioni che stanno reagendo puntano a un turismo più selettivo e sostenibile:

  • Limitare le crociere e incentivare i pernottamenti.
  • Introdurre tasse e biglietti d’ingresso nei periodi di massima affluenza.
  • Regolare gli affitti brevi per salvaguardare la residenzialità.

La parola d’ordine è “qualità, non quantità”.


Chi sarà il prossimo?

Dubrovnik ha già limitato le navi da crociera, Amsterdam studia nuove restrizioni sugli affitti turistici e Parigi pensa a piani per spalmare i flussi oltre le attrazioni principali.

La vera domanda non è più se il turismo di massa sia un problema, ma quanto in fretta le città sapranno reinventarsiper proteggere ciò che le rende uniche.


Aggiungo – Ma davanti a fatti simili, raccontati da Maria Vittoria Dettoto nel suo blog, come non si puo’ essere d’accordo a cercare di arginare questo turismo spesso anche molto arrogante?



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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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