“Oltre l’Orizzonte”: Tai Chi e Qigong come tecnologia riabilitativa per la longevità attiva

Al via il protocollo nazionale promosso da IERFOP, Comunità Mondiale della Longevità e Accademia di Culture Orientali: un programma che integra discipline orientali e ricerca scientifica per promuovere salute, autonomia e inclusione sociale nelle persone con disabilità e negli anziani fragili.

In un’epoca in cui l’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle sfide più urgenti della sanità pubblica, la Sardegna – terra simbolo della longevità grazie alla sua Zona Blu – lancia un segnale concreto e innovativo. IERFOP, la Comunità Mondiale della Longevità (CMdL) e l’Accademia di Culture Orientali hanno sottoscritto un protocollo di collaborazione per la diffusione su scala nazionale del Tai Chi e del Taiji Qigong come strumenti avanzati per la promozione dell’invecchiamento attivo, con un’attenzione specifica alle persone con disabilità visiva e uditiva.

Il progetto si chiama “Oltre l’Orizzonte” e nasce da una visione precisa: il Tai Chi non è più semplice attività motoria, ma una vera e propria tecnologia riabilitativa complessa, capace di intervenire in modo integrato sulle diverse dimensioni della persona attraverso il controllo del respiro, l’armonia del movimento e la consapevolezza corporea.

Il Tai Chi come terapia non farmacologica

La letteratura scientifica internazionale conferma da tempo ciò che la tradizione orientale tramanda da secoli: il Tai Chi e il Taiji Qigong, fondati su movimenti lenti, armonici e consapevoli, integrati con la respirazione e la concentrazione mentale, rappresentano strumenti terapeutici di straordinaria efficacia.

La pratica agisce contemporaneamente su più livelli: sul corpo, migliorando equilibrio, mobilità, postura e propriocezione; sul cervello, potenziando attenzione, cognizione e neuroplasticità; sulla sfera emotiva, favorendo la riduzione dell’ansia, della depressione e dei disturbi del sonno; sull’identità, rafforzando autonomia e fiducia in sé; e sulla dimensione relazionale, promuovendo inclusione sociale e partecipazione attiva.

Particolarmente significativi sono i risultati nei disturbi del movimento, come nel Morbo di Parkinson, dove studi clinici dimostrano miglioramenti nella stabilità posturale, nella fluidità dei movimenti e nella coordinazione. A questi effetti si sommano benefici sulla salute cardiovascolare, sul dolore cronico e sulla regolazione del sistema nervoso autonomo.

Fragilità e disabilità: il movimento come compensazione sensoriale

La fragilità dell’anziano è una sindrome multidimensionale che coinvolge aspetti fisici, cognitivi, psicologici e relazionali: perdita di forza muscolare, riduzione dell’equilibrio, rallentamento motorio, difficoltà cognitive, isolamento sociale e progressiva perdita di autonomia. Nelle persone con disabilità visiva, queste criticità si amplificano ulteriormente, determinando maggiore insicurezza nei movimenti, un aumento del rischio di cadute e una significativa riduzione della capacità di orientamento nello spazio.

È in questo contesto che il Tai Chi e il Taiji Qigong rivelano il loro potenziale più prezioso: il movimento consapevole diventa uno strumento fondamentale di compensazione sensoriale, rafforzando la percezione corporea e la capacità di orientamento anche in assenza della vista. Le funzioni esecutive – attenzione, memoria di lavoro, pianificazione, flessibilità cognitiva – vengono stimolate attraverso l’apprendimento delle sequenze motorie, favorendo la neuroplasticità e contribuendo a rallentare il declino cognitivo.

Le frontiere epigenetiche

Le evidenze più recenti aprono scenari ancora più profondi. Il Tai Chi e il Taiji Qigong agiscono anche a livello biologico, attraverso meccanismi epigenetici: contribuiscono a modulare l’espressione genica, riducendo l’infiammazione cronica, potenziando i sistemi antiossidanti e migliorando la risposta immunitaria. Alcuni studi suggeriscono persino un possibile effetto positivo sui telomeri, con implicazioni dirette nei processi di invecchiamento cellulare.

Il protocollo operativo: dalle sedi IERFOP a tutto il territorio nazionale

Il progetto “Oltre l’Orizzonte”, firmato dal Presidente IERFOP e della Comunità Mondiale della Longevità, Dott. Roberto Pili, e dal Maestro Giancarlo Manca, si avvale della collaborazione scientifica della Professoressa Donatella Petretto, esperta in psicologia clinica dell’invecchiamento, e del coordinamento operativo del Professor Bachisio Zolo, Direttore di IERFOP.

Il programma prevede l’attivazione di percorsi strutturati nelle sedi IERFOP su tutto il territorio nazionale, con tre obiettivi fondamentali: potenziare le funzioni esecutive e cognitive; migliorare equilibrio, orientamento e autonomia personale; favorire l’inclusione sociale e la partecipazione attiva.

Particolare rilievo sarà dato all’accessibilità: i corsi saranno progettati secondo modelli didattici inclusivi e multisensoriali, con adattamenti specifici per persone con disabilità visiva e uditiva, basati su guida verbale, percezione corporea, ritmo e apprendimento esperienziale.

“La disabilità e l’invecchiamento avanzato non precludono una vita ricca di potenzialità. Il progetto ‘Oltre l’Orizzonte’ punta tutto sull’empowerment e sulla consapevolezza delle persone. Investire in questo approccio non è solo un atto etico di civiltà, che trasforma radicalmente la quotidianità delle persone, ma una strategia di salute pubblica che riduce i costi sociali”.

— Dott. Roberto Pili, Presidente IERFOP e CMdL

Un modello innovativo: tradizione e scienza al servizio della persona

Si tratta di un modello innovativo che integra ricerca scientifica, pratica corporea e intervento educativo, con l’obiettivo di costruire percorsi personalizzati, sostenibili e replicabili. L’obiettivo non è limitarsi a contrastare il declino, ma promuovere un invecchiamento attivo, consapevole e partecipato, in cui il movimento diventa strumento di empowerment capace di restituire fiducia, sicurezza e senso di appartenenza.

Investire in queste pratiche significa investire in salute pubblica, riducendo i costi sociali della disabilità e migliorando la qualità della vita. Significa, soprattutto, riconoscere che l’invecchiamento non è una fase di perdita, ma una stagione della vita ricca di potenzialità, che può essere vissuta con consapevolezza, equilibrio e dignità.

Tradizione e innovazione, in questa prospettiva, si incontrano per costruire modelli di intervento più umani, inclusivi e sostenibili, capaci di rispondere alle sfide del presente e del futuro.

Tai Chi e Qigong - Roberto Pili
Giancarlo Manca e Roberto Pili


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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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