RECENSIONE DEL FILM “CHE DIO PERDONA A TUTTI” di Pif, con Pif e Giusy Buscemi. Di Daniela Di Benedetto.

Pif  non  si  smentisce  mai,  riesce  a  sorprendere  e a   divertire  anche  quando  maneggia  una  trama  apparentemente  scontata. Infatti  in  questo  film  il  protagonista  Arturo  è  un  agente  immobiliare  che  ama,  a  parte il  suo  lavoro, solo  i  dolci  e  il  calcetto.  Insomma,  non  cerca  donne.  Ma  avrà  un  colpo  di  fulmine  per  la  pasticcera  Flora,  che  come  lui  analizza  ogni  dettaglio  di  un  dolce….e  poi  sorge un problema:  lei  è  cattolica  devota,  lui  è  ateo,  e  per  non  essere  ripudiato  decide  di  fingersi  praticante.

Dopo  una  esilarante  Via  Crucis  in  cui  Arturo accetta  di  interpretare  Gesù  senza  aver  idea  di  quel  che  deve  fare,  è  costretto  a  confessare  la  sua  bugia. Ma  siamo  lontani  da  quelle  commedie  italiane –  derivate  dalle  americane-  in  cui  qualcuno,  dopo  aver  finto  di  essere  ciò  che  non  è,  deve  cospargersi  il  capo  di  cenere  per  farsi  perdonare  dall’amata. No,  qui  si  va  oltre.

Arturo,  per  riconquistare  Flora,  decide  di  studiare  il  Vangelo  e  di  comportarsi  come  un  bravo  cattolico,  ma  il  vero  guaio  è  che  interpreta  alla lettera  ogni  insegnamento  divino. “Non  dire  falsa  testimonianza”  è  un  comandamento  che  gli  procura  problemi  sul   lavoro,  poiché , dovendo  vendere  appartamenti , non  riesce  più  a  nasconderne  i  difetti  di  fronte  ad  attoniti  compratori.  E  l’accoglienza  dello  “straniero”  significa  per  lui  ospitare  un  rifugiato  nero  che  non  dice  né  capisce  una  parola.

Si  ride  eccome,  anche  per  le  facce  azzeccate  (  basti  vedere  le  espressioni  impassibili  dell’africano  e  del  bambino  che  studia  catechismo);  si  ride  perché  tutta  l’ipocrita  congregazione  di  cattolici che  circonda  Flora  viene  smascherata  della  sua  superficialità  quando il  “vero  cattolico”  che  prende  tutto  sul  serio  viene  considerato  pazzo.  Quanto  è  difficile,  nella  vita  di  oggi,  conciliare  il  Vangelo  con  il  conformismo  che  ci  travolge,  nella  routine  dei  “piccoli  peccati”  che  “Dio  perdona  a  tutti”?

E  si  ride pure  per  certe  esplosioni  di  dialetto  siciliano  che  ricordano  Camilleri,  per  la  genuina  “carica  siciliana”  dei  caratteristi  di  cui  pullula  il  film  ( Sergio  Vespertino  il  più  noto  fra  questi).   Bravi  tutti,  compresi  gli  sconosciuti.

Voto  7  e  ½  su  10

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