Recensione del film 53 domeniche – di CESC GAY: una commedia non del tutto buffa. Di Daniela Di Benedetto

Tre  fratelli  (  Julian,  Victor e  Natalia),che fingono  di  amarsi  ma  non  si  amano  affatto  e  si incontrano  di  rado,  decidono  di riunirsi  per  stabilire  la  sorte  del  vecchio  papà  che  mostra  segni  di  demenza  e  non  può  più  vivere  da  solo.  Natalia,  che  ha  badato  a  lui  finora,  è  stanca  e propone  una  casa  di  riposo,  mentre  i  fratelli  vorrebbero  assumere  una  donna  estranea. Ma  la  riunione  di  famiglia viene  sempre  rinviata, perché  la  prima  volta  non  si  presenta Victor, e  dopo  una  settimana  ci riprovano  ma  non  si  presenta  Natalia  che  ha  mal  di  testa;  passeranno  una  ventina  di  giorni    prima  di  realizzare  l’incontro.  Siccome  si  è  concordato  di  farlo  in  casa  di  Julian,  al  primo  tentativo  lui  si ritrova  solo  con  la  sorella ( apprendendo  da  lei  che  Victor  ha   pubblicato un  romanzo  intitolato “53  domeniche”,  senza  dirgli nulla),  mentre  al  secondo  tentativo rimane  faccia  a  faccia  con  Victor,  che  finalmente  gli  omaggia  una  copia  del  libro. Quando  tutti  e  tre  saranno finalmente  insieme,  l’invidioso  Julian  sposta   il  soggetto  della  conversazione dal  povero  papà  al libro,  volendo  spingere  Natalia,  quella  laureata,  la  più  colta  della  famiglia,   a  dire   a  Victor  che  il  romanzo  non  le  è  piaciuto.

A woman and a man are engaged in conversation in a cozy kitchen. The woman, with long blonde hair, holds a jar, while the man, with a beard, gestures and holds a plate of food.

Da qui si sviluppano varie gag che fanno sorridere e non posso spoilerare più di tanto. Posso solo anticiparvi che i due fratelli si scambiano sempre frecciate perché Victor si è arricchito mentre Julian, ex attore di teatro, si è ridotto a interpretare un ridicolo spot pubblicitario. Il malcontento di Julian nel dover ospitare i parenti si evidenzia anche dalla pietanza che offre( scoprirete voi come!). Natalia invece è una donna prudente, attenta a non ferire nessuno, ma spesso viene presa in giro per la sua eccessiva serietà. Il film mostra dunque dinamiche familiari che potremmo ritrovare in molte parentele; è tratto dall’omonima opera teatrale dello stesso Cesc Gay e ne conserva l’impostazione. I dialoghi sono affilati ma non sconfinano mai nella comicità vivace, perché il finale è amaro, e la sua amarezza ci fa riflettere su tematiche ben più profonde che le gelosie tra fratelli: a qualcuno importa davvero di quel povero vecchietto malato?
Disponibile in streaming, voto 6 e mezzo su 10.

Daniela Di benedett

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