Nella semifinale dei Giochi Pitici all’Auditorium Ennio Morricone, il batterista sardo Gabriele Cadoni conquista il pass per la serata conclusiva. L’emozione di un progetto che sta riscrivendo le regole dell’inclusione nel mondo dello spettacolo.
Roma, 11 aprile 2026 – Ieri sera, nella cornice della Sala Petrassi all’interno dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, si è scritta una pagina importante per il mondo dell’arte e dell’inclusione in Italia. Sul palco di una delle sale più prestigiose della Capitale si sono svolte le semifinali di Pythika – Giochi Pitici, la prima competizione artistica inclusiva a livello internazionale, che ha portato ventotto concorrenti a contendersi un posto nella finale di questa sera.
Un percorso lungo mesi, iniziato lo scorso settembre con la presentazione ufficiale del progetto a Palazzo Chigi alla presenza del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, proseguito con le selezioni regionali online tra gennaio e febbraio, e culminato ieri in una serata che ha superato ogni aspettativa. La manifestazione, nata da un’idea di Daniela Alleruzzo, Claudia Barcellona e Susi Zanon e organizzata dall’accademia L’Arte nel Cuore Onlus con il patrocinio del Ministero per le Disabilità, ha raccolto fin dalla prima edizione numeri importanti: 585 artisti iscritti e 347 performance candidate da tutta Italia.
Una serata magistrale tra talento e commozione
La semifinale è stata magistralmente condotta da due volti noti della televisione italiana, Livio Beshir ed Eleonora Arosio, che hanno guidato il pubblico attraverso ore di esibizioni intense e coinvolgenti. I migliori talenti nelle discipline del canto, della danza, della recitazione e della musica si sono alternati sul palco, portando in scena la magia dell’arte nella sua forma più autentica: emozioni di altissimo livello che hanno coinvolto ed emozionato sia il pubblico in sala sia gli stessi protagonisti.
A valutare le performance, una giuria di altissimo profilo: da Tony Esposito a Fioretta Mari, da Raffaele Paganini a Carolyn Smith e Silvia Salemi. Professionisti del settore, chiamati a giudicare esclusivamente il valore artistico delle esibizioni, senza alcuna concessione o filtro legato alla condizione dei concorrenti. Proprio questo è il cuore del messaggio che la presidente dell’accademia, Daniela Alleruzzo, ha voluto trasmettere fin dall’inizio: i Giochi Pitici sono una vera competizione e vince chi è più bravo. Tutti uguali davanti all’arte, che sia essa danza, recitazione o musica.
La Sardegna protagonista: Gabriele Cadoni in finale
La Sardegna ha investito con convinzione nella promozione di questa prima edizione sul proprio territorio, grazie soprattutto all’impegno di IERFOP Onlus, nominata referente regionale per l’isola e guidata dal presidente Roberto Pili. Dalle numerose candidature pervenute dalla Sardegna, due giovani artisti sardi hanno raggiunto il palco della Sala Petrassi, realizzando un sogno e abbattendo molte barriere.
Gabriele Cadoni, alla batteria, ha catturato l’attenzione della giuria e del pubblico con una travolgente cover di un brano dei Muse, dimostrando una padronanza tecnica e un’energia capaci di incendiare la sala. Paolo Boi ha invece portato sul palco una composizione originale in lingua inglese, un pezzo inedito che ha colpito per maturità espressiva e profondità artistica. Entrambi hanno superato brillantemente la selezione, e Gabriele Cadoni salirà nuovamente sul palco questa sera per la grande finale.

Roberto Pili: «Un risultato che va oltre la competizione»
Per Roberto Pili, presidente di IERFOP e presente in sala a sostenere i due artisti, la qualificazione dei concorrenti sardi rappresenta molto più di un traguardo artistico. È la conferma di un progetto preciso, costruito con determinazione e visione.
«La conquista della semifinale di Paolo e Gabriele rappresenta già un risultato che va oltre la competizione», dichiara Pili. «È la dimostrazione concreta di quanto crediamo nel valore dell’arte come strumento di emancipazione e inclusione reale. I nostri artisti portano sul palco non solo il loro talento, ma anche la loro forza e determinazione.» Grande soddisfazione per le esibizioni e per il fatto che la Sardegna sarà rappresentata anche nella serata finale.
Un verdetto sofferto e una seconda edizione che si annuncia grandiosa
La scelta dei finalisti si è rivelata tutt’altro che semplice. I giudici hanno impiegato un tempo più lungo del previsto per deliberare, segno della qualità complessiva delle performance e del livello altissimo della competizione. Alla fine il verdetto è arrivato e questa sera, nella stessa Sala Petrassi, si conosceranno i vincitori di questa prima storica edizione dei Giochi Pitici.
Il progetto si ispira all’antica tradizione dei Giochi Pitici dell’antica Grecia, le competizioni artistiche che si svolgevano a Delfi in onore del dio Apollo, reinterpretata in chiave contemporanea e con una vocazione fortemente inclusiva. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è ambizioso: ribaltare la narrazione dominante sulla disabilità, non per suscitare facile commozione ma per riconoscerla come una condizione valorizzabile, capace di generare autonomia, lavoro, dignità e contribuzione attiva alla società.
Ai vincitori saranno assegnate borse di studio e opportunità professionali concrete, tra cui la possibilità di partecipare al MEI 2026, il Meeting delle Etichette Indipendenti. Pythika ha già dimostrato di essere molto più di un evento: è un movimento culturale che sta ridisegnando i confini dell’inclusione nel mondo dello spettacolo italiano. Dopo questo importante rodaggio, le premesse per una seconda edizione ancora più ambiziosa e capillare ci sono tutte. L’appuntamento è per questa sera, quando dal palco della Sala Petrassi emergeranno i nomi dei vincitori di una competizione che ha già vinto la sua sfida più grande: dimostrare che il talento non conosce barriere.


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