Pythika – Giochi Pitici 2026: l’arte come strumento di inclusione arriva a Roma con due talenti sardi

Paolo Boi e Gabriele Cadoni, musicisti dalla Sardegna, tra i 28 semifinalisti del concorso nazionale dedicato ad artisti con disabilità. Il 10 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma la sfida per accedere alla finale

C’è un palcoscenico che non chiede a nessuno di dimostrare nulla, se non la propria arte. Si chiama Pythika – Giochi Pitici, ed è un concorso nazionale di inclusione sociale che promuove competizioni artistiche nelle discipline del canto, della musica, della danza e della recitazione, rivolto a persone con disabilità, singolarmente o in gruppo. L’obiettivo è tanto semplice quanto rivoluzionario: favorire l’inserimento lavorativo nel mondo dello spettacolo, creare occasioni concrete di visibilità e sensibilizzare il grande pubblico sulla disabilità attraverso il linguaggio universale dell’arte.

Il progetto è organizzato dall’Associazione L’Arte nel Cuore e ideato da Daniela Alleruzzo, Claudia Barcellona e Susi Zanon. L’iniziativa gode del patrocinio del Ministro per le Disabilità e coinvolge realtà artistiche e socioculturali riconosciute a livello nazionale per la loro professionalità e per l’impegno nella promozione dei diritti umani e dell’inclusione.

Il ruolo di IERFOP e la partecipazione della Sardegna

In questo contesto, IERFOP, sulla base di un protocollo d’intesa stipulato con l’Associazione L’Arte nel Cuore, ha svolto un ruolo fondamentale nella promozione e diffusione del concorso, operando come referente per la Regione Sardegna. Grazie a questa collaborazione, il territorio sardo ha potuto partecipare attivamente all’iniziativa, contribuendo con sei candidature complessive: una nella disciplina della danza, una nella recitazione e quattro nell’ambito della musica e del canto.

“La conquista della semifinale di Paolo e Gabriele rappresenta già un risultato che va oltre la competizione”, dichiara Roberto Pili, presidente di IERFOP. “È la dimostrazione concreta di quanto crediamo nel valore dell’arte come strumento di emancipazione e inclusione reale. I nostri artisti sardi portano sul palco non solo il loro talento, ma anche la loro forza e determinazione”.

“Da oltre 40 anni, l’Associazione Culturale Peter’s Day è un punto di riferimento per la formazione musicale ad Assemini e nella Città Metropolitana di Cagliari – dichiara invece Piero Collu – La nostra missione è chiara: fare della musica uno strumento di inclusione autentica. Attraverso percorsi personalizzati — dal canto alla musicoterapia — valorizziamo le capacità di ogni allievo, compreso chi vive con una disabilità, perché sul palco non esistono barriere, solo talento ed emozione. Tutto questo prenderà vita il 13 giugno 2026, con la XXIII edizione di ‘UnMareDiMusica’: un viaggio collettivo nella musica pop degli ultimi 15 anni, dove ogni allievo sarà protagonista.”

Le selezioni regionali e i numeri del concorso

Tra gennaio e febbraio 2025 si sono svolte online le selezioni regionali, che hanno coinvolto un totale di 101 candidati distribuiti tra le due macroaree del Paese. Per il Centro-Nord si sono presentati 14 artisti per canto e musica, 8 per la danza e 10 per la recitazione. Il Centro-Sud ha registrato numeri ancora più significativi: 31 candidati per canto e musica, 23 per la danza e 15 per la recitazione.

Al termine delle selezioni si sono qualificati per la semifinale 28 artisti complessivi: 12 per canto e musica, 8 per la danza e 8 per la recitazione. L’appuntamento è fissato per il 10 aprile presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, una delle cornici più prestigiose del panorama culturale italiano. Al termine delle esibizioni saranno comunicati i nomi degli artisti che accederanno alla finale, prevista per sabato 11 aprile.

Due voci dalla Sardegna: Paolo Boi e Gabriele Cadoni

Tra i 28 semifinalisti figurano anche due artisti sardi che porteranno la musica dell’isola sul palco romano nella categoria canto/musica: Paolo Boi e Gabriele Cadoni. Due storie diverse, unite dalla stessa passione e dalla stessa determinazione.

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Un sorridente Paolo Boi pronto per le finali di Pythika 2026
Paolo Boi

Paolo Boi – Paul McBoi: dal home studio alla Sala Petrassi

Paolo Boi è nato a Esterzili, nel Sulcis, il 15 aprile 1977, e si è trasferito a Cagliari nel 1996. In arte Paul McBoi, ha iniziato a suonare relativamente tardi, a 17 anni, quando il 4 luglio 1994 – data scelta non a caso – acquistò la sua prima batteria, una Pearl Export sistemata accanto al letto per ottimizzare i tempi di apprendimento da autodidatta. Nello stesso anno iniziò anche a prendere lezioni private di pianoforte da uno zio musicista.

Dopo il trasferimento a Cagliari arrivarono le prime lezioni strutturate di batteria, seguite nel 2000 dall’esame SIAE per firmare i propri brani. Ma Paolo scelse presto una strada diversa da quella delle cover band, che considerava “artisticamente svilente”, preferendo lavorare in altri settori e coltivare la musica come espressione autentica. Con il tempo è diventato un polistrumentista consapevole, capace di comporre e arrangiare in maniera completa.

La svolta è arrivata nel 2017, quando cause di forza maggiore lo hanno costretto a lasciare il lavoro e a rimettere in discussione ogni cosa. Paolo ha deciso di tornare all’università e, parallelamente, di concretizzare un progetto che covava da anni: imparare a registrare i propri brani in home studio, arrangiarli e pubblicarli. Il risultato è l’album Cyber Heart (2023), co-prodotto con Andrea Contu, interamente registrato in casa e in gran parte suonato da Paolo stesso.

Il brano che porterà al contest si intitola “The Innocent”, singolo pubblicato a dicembre 2025. Non è una canzone semplice: affronta il tema della guerra da una prospettiva insolita, quella di chi combatte convinto di essere dalla parte giusta per poi scoprire la durezza della realtà. Il brano è nato su una frase potente – “I’m the innocent who kills” – e il suo significato non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.

“L’iniziativa del contest è sicuramente ammirevole”, racconta Paolo. “La Sala Petrassi sarà una bella esperienza. Alla vittoria non ci penso perché la gara nella musica per me non esiste, se non come scusa per darsi voce”.

Gabriele Cadoni

Gabriele Cadoni: vent’anni di ritmo, dal rullante al palco di Roma

Gabriele Cadoni vive a Decimoputzu, in provincia di Cagliari, e custodisce un segreto che dura da vent’anni: il segreto del ritmo e del tempo, scanditi dalla sua batteria. Ha iniziato a suonare a soli 8 anni, alla scuola di musica Peter’s Day di Assemini, quando lo strumento era più alto di lui. Da allora non ha più smesso di raccontare storie a colpi di rullante e grancassa.

Oggi, a 28 anni, quel legame con la batteria è diventato una corazza. Per Gabriele la musica, pur non essendo un mestiere, è una fedeltà assoluta, una preziosa compagna di viaggio. Con un sorriso immancabile che arricchisce ogni sua performance, trasforma il legno e le pelli in un’energia trascinante, caratterizzando ogni esibizione con il suo groove inconfondibile, quello del rock.

Gabriele si prepara ora con grinta ed entusiasmo per la semifinale romana di aprile. Si augura che il suo nuovo brano musicale, attualmente in fase di preparazione, possa accompagnarlo fino alla finale. Ma qualunque sarà l’esito, la sua batteria avrà altri appuntamenti importanti all’orizzonte: come il concerto per UnMareDiMusica 2026 la popolare manifestazione di strada che si svolge a Giugno ad Assemini.

L’arte non conosce barriere

Le storie di Paolo Boi e Gabriele Cadoni rappresentano il cuore pulsante di un’iniziativa come Pythika: la dimostrazione concreta che il talento non conosce barriere, che la musica è un linguaggio che va oltre ogni limite e che il palcoscenico è un luogo dove tutti meritano di stare. Il 10 aprile, alla Sala Petrassi, la Sardegna avrà due voci in più per ricordarlo.

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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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