Intervista con Antonella Di Moia, Editor e Writer Coach

Ciao Antonella, oggi parliamo della tua attività di editor. Presentati brevemente ai lettori.
Ho sempre amato la scrittura, da piccola. Però, piuttosto che scrivere e basta, ho iniziato subito a studiarla. La parte tecnica mi è sempre piaciuta, sia apprenderla che sperimentare su testi acerbi, per questo ho collaborato con la Danae edizioni. Avevano un sito, “Il rifugio degli esordienti”, fatto molto bene. Al suo interno, oltre varie utilità per gli emergenti, c’era “Lettura incrociata”, un’iniziativa gratuita grazie alla quale entravo in contatto con vari autori e sperimentavo ciò che studiavo sui loro scritti. Insomma, alla fine ho lavorato gratis per un ventennio, ma mi sono divertita. Oggi sono una madre di tre figli con un lavoro indipendente che mi permette di star loro accanto. Questo lavoro mi ha anche regalato tempo in più da dedicare ai miei cani e gatti e al volontariato.
Quindi chi sono? Una persona felice, che ha trovato la sua dimensione facendo il lavoro che ha sempre desiderato.

Qual è il tuo background nel campo dell’editing e come hai iniziato la tua carriera?
In verità non ho preso seriamente la possibilità di questo mestiere subito. Lo facevo perché mi piaceva. Alcuni degli autori che ho aiutato hanno iniziato a vincere i concorsi e me l’hanno suggerito come lavoro. A quel punto ho iniziato a fare sul serio con la preparazione. Mi sono detta: “Sarebbe fantastico essere pagata per fare ciò che amo!” Per questo ho aggiunto alla passione la tenacia di un obiettivo. Il mio background di preparazione è ampio; va dalla psicologia alla comunicazione non verbale; dalla criminalistica all’antropologia criminale; dalla balistica alla cosiddetta “psicologia nera”; dall’etnopsichiatria alla passione per miti e leggende, sia generali che di nicchia, di posti sperduti; dalla neuroscienza alla fisica quantistica. Insomma, tutto ciò che coinvolge il “causa-effetto” umano da riprodurre nelle pagine di un libro. Ovviamente ho casa piena di manuali di scrittura e narratologia, da quelli validi a quelli “fuffa”. Li colleziono direi, oltre che studiarli.

Come affronti le sfide legate alla revisione e modifica di testi in diverse fasi del processo creativo?
Di solito in prima battuta procedo a una valutazione editoriale: serve a me per capire con che testo e autore ho a che fare, serve al cliente per comprendere i punti di forza e di debolezza del suo testo. Successivamente avvio il primo giro di editing. Di solito lavoro sulla macrostruttura del testo e sui punti deboli, specie quelli più disastrosi. Capita non di rado che faccia lezioni personalizzate per il cliente su un determinato argomento in combinazione con un coaching. Questo mi permette non solo di dargli le nozioni che non ha, ma anche di guidarlo all’applicazione sul testo. Ogni scrittore ha una sua personalità, non esiste un unico approccio. È per questo che partendo dalle regole cerco di creare “un su misura”. Mi piace pensare, infatti, che il lavoro di editing gestito in questo modo sia artigiano.
Tornando al percorso, successivamente faccio un secondo giro dove avvio il microediting. Da ultimo ascolto in audio tutto il testo per controllare la musicalità, la punteggiatura, l’evolvere del ritmo narrativo in relazione al crescere della suspence ecc. Non sono mai andata oltre i tre giri. Preferisco prendere tempo all’inizio per far metabolizzare allo scrittore ciò che gli serve piuttosto che lavorare “a secco”, ossia da sola, sistemando alla grossa, senza tutoring e coaching. Sicuramente quest’ultima modalità è più comoda e anche veloce in quanto guadagni, ma il lavoro che ne esce, per i miei standard, è mediocre. Inoltre sono convinta che un buon editing equivalga a una sessione di formazione personalizzata, e quest’ultima non ha rivali rispetto ai corsi strutturati per più persone.

Quali strumenti o software ritieni essenziali per svolgere il tuo lavoro in modo efficace?
Io uso Word come piattaforma di scrittura e OneDrive come hard disk online.

Come gestisci i rapporti con gli autori durante il processo di editing per garantire una collaborazione efficace?
Di solito dopo la valutazione editoriale e l’inizio del primo giro (che per comodità divido in 3 parti) alla consegna della prima parte dell’editing scegliamo insieme un giorno a settimana in cui fare il punto della situazione. Tolte eventuali urgenze per cui sono sempre reperibile, in quelle due ore, lavoro non solo per migliorare il testo, ma anche per far salire di livello l’autore stesso.
Il rapporto con i miei clienti è per lo più accogliente, confidenziale e di reciproca stima. Mi conosci, Ely, dico sempre che “finché sono io che vedo i vostri strafalcioni va tutto bene. È al pubblico che non devono arrivare”. In fin dei conti nessuno è perfetto. Tuttavia il mio rapporto con i clienti è volto a creare l’alchimia necessaria a fare un lavoro di squadra. È da quello che vengono fuori i risultati migliori.

Quali sono le tendenze attuali nel mondo dell’editing che ritieni più influenti o interessanti?
Nessuna in particolare, le tendenze sono mode. Io sono pragmatica, lavoro con quel che è, da tempo, immutabile: il desiderio di una persona di donare il suo mondo interiore a un’altra e di farlo nel migliore dei modi.

Quali consigli hai per gli aspiranti editor che stanno cercando di entrare nel settore?
Studiate! Non fermatevi al primo libro e al primo corso. Nella moltitudine di approcci troverete il vostro stile e approccio professionale. Fate tanta esperienza come beta reader. So che è faticoso lavorare “gratis”, ma in realtà si tratta di uno scambio equo: un testo acerbo per la vostra formazione. Da ultimo, direi che quando iniziano questo mestiere, non devono svendersi. Fatto ogni passaggio per bene, svendere il proprio lavoro equivale a comunicare che non si hanno abbastanza competenze. Inoltre, è la normalità che ognuno sbrighi i suoi “bisogni”, mostrarsi troppo permissivi riguardo l’abbassare il prezzo significa mettersi in una condizione di “elemosina”. Siate sinceri con voi stessi e settate il vostro lavoro in modo consono. Attirerete i clienti giusti, quelli che hanno voglia di lavorare al proprio testo con una persona che può aiutarli. Questo sono gli editor, dei professionisti che supportano gli scrittori con le competenze maturate mediante lo studio e l’esperienza.


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