Intervista a Viviana Del Vecchio: come nasce il libro interattivo Un Tako per Amico

Quale reazione spera di vedere nei bambini che sfogliano il libro per la prima volta?

Spero di vedere i loro occhi spalancarsi per la sorpresa e le loro manine muoversi istintivamente verso le pagine. La reazione più bella sarebbe sentire una risata e, subito dopo aver chiuso il libro, sentirmi dire (o vedere espresso a gesti): “Ancora!”. Quell’ “ancora” è il più grande complimento per chi scrive per l’infanzia.

Qualcuno mi ha anche detto che non esistono più altri libri se non Tako… è gratificante!

Un altro bambino mi ha detto che lo porterà come lettura estiva da commentare al rientro a scuola dopo le vacanze estive, mi ha detto anche che deve dare una valutazione e Tako si merita 5 stelle. Non c’è recensione più veritiera di quella detta da un bambino!

 C’è una pagina, una scena o un momento della storia a cui è particolarmente affezionata?

Il libro è formato da sei storie diverse, e sono particolarmente legata alla primissima, che si intitola proprio come il libro: “Un Tako per amico”. È la storia che racchiude il cuore pulsante di tutto il progetto, dove i temi dell’amicizia e l’amore fanno da padroni. Accanto a questa, adoro profondamente la storia dedicata al rispetto per l’ambiente che si intitola “Tako salva il mondo”. Spiegare l’ecologia a bambini così piccoli è una sfida complessa, ma attraverso le avventure di Tako sono riuscita a trasmettere un messaggio semplice e accessibile: anche le piccolissime cose e i piccoli gesti quotidiani possono fare una grandissima differenza.

Quanto sono importanti le immagini nella costruzione dell’esperienza narrativa per i più piccoli?

Le immagini sono la prima vera scrittura che il bambino decodifica. Per questa fascia d’età, l’illustrazione non “accompagna” il testo, ma *è* il testo. Devono essere chiare, con contrasti ben definiti e forme leggibili, capaci di esprimere le emozioni dei personaggi in modo immediato. Un buon equilibrio visivo permette al bambino di orientarsi nella pagina senza essere sovraccaricato di dettagli inutili.

 Durante la stesura si è ispirata a esperienze personali, educative o familiari?

Assolutamente sì, il libro è un concentrato della mia vita. Mi sono lasciata guidare a piene mani dalle mie esperienze personali e familiari, attingendo alla quotidianità con i miei figli Dylan e Thiago. A questo ho unito il mio bagaglio professionale: il mio lavoro come animatrice per bambini mi ha permesso, negli anni, di accumulare un’enorme esperienza sul campo. Conoscere da vicino cosa fa ridere i bambini, cosa cattura la loro attenzione e come interagiscono tra loro è stata la bussola fondamentale per calibrare ogni dinamica del libro.

Che ruolo possono avere oggi i libri interattivi nello sviluppo del linguaggio e della comunicazione dei bambini?

In un’epoca dominata dagli schermi digitali, che propongono un’interazione passiva e rapidissima, il libro interattivo cartaceo ha un ruolo rivoluzionario. Stimola la stimolazione neuro-motoria, allena la coordinazione occhio-mano e invita alla produzione verbale. È una palestra di comunicazione per lo sviluppo: si impara a parlare parlando con qualcuno, e il libro interattivo fa proprio questo, stimola il dialogo reale.

 Se dovesse descrivere Un Tako per Amico in tre parole, quali sceglierebbe e perché?

 Autonomia:Perché la chiarezza delle immagini permette ai bambini, crescendo, di appropriarsi del libro e “leggerlo” da soli in totale indipendenza.

Apprendimento:Perché attraverso l’interazione e il superamento delle piccole sfide di Tako, i bambini interiorizzano concetti complessi in modo naturale e immediato.

 Divertimento: Perché il gioco resta il motore principale di ogni scoperta: si impara davvero solo quando ci si diverte e si prova gioia.

 Cosa vorrebbe che restasse nel cuore dei bambini e degli adulti dopo aver letto il libro insieme?

Spero che gli adulti riscoprano la bellezza di rallentare il ritmo frenetico della vita e ricordarsi di guardare il mondo ad altezza di bambino, e che i piccoli conservino la sensazione che i libri sono amici sinceri, capaci di farti viaggiare, giocare e sentire amato.

 Sta già lavorando a nuovi progetti dedicati ai più piccoli?

La mente è sempre in movimento e non si ferma mai! Senza fare troppi spoiler, posso dire che ho decisamente in mente altre cose e nuovi progetti. Per il momento si tratta ancora di piccole idee embrionali che devo far maturare e chiarire bene nella mia testa… ma, come si suol dire in questi casi, non si sa mai cosa riserva il futuro!

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