Il calcio é cambiato, il tifoso no.

Il mondo conosce un’era pre e post smartphones / social media. La tecnologia ha fatto passi da gigante ed importanti negli ultimi 25 anni e marca una linea importante nella nostra vita quotidiana; ahimè l’abuso della tecnologia e dei social media creano un cocktail esplosivo che il tifoso nostalgico delle partite tutte alla 15:00, tutte alla domenica non ha saputo digerire.

Il gioco del calcio é cambiato sostanzialmente nelle sue regole di campo nel retro-passaggio al portiere e forse ora con VAR e 5 cambi anziché i classici 3 dal covid in avanti. Il commento del gioco del calcio é diventato invece soffocante, illogico, borioso ed orientato solo e solamente al risultato finale che se é diverso dalla vittoria roboante viene condannato senza lettura della partita, del momento, ma solamente esposto al voler la testa di questo o quell’altro allenatore o ad insultare e minacciare di morte i giocatori sempre e solo dietro a una tastiera e in modo anonimo.

I social media avvicinano molto i team ed i giocatori a tutti i tifosi a livello virtuale e questo converte una vita on line lontana da quella off line  arrogando al tifoso il concetto di amicizia e conoscenza di questo o quell’altro sportivo d’élite che spesso sfocia in una confidenza che nessuno ha mai dato nell’insulto a lui ed alla sua famiglia semplicemente per un goal sbagliato, un passaggio troppo corto o uno troppo lungo.

Ho difficoltà a portare i miei figli piccoli allo stadio o a vedere partite di calcio alla televisione con loro perché l’aggressività sugli spalti è furiosa e condita dal turpiloquio, bestemmie ed offese gratuite agli arbitri, giocatori avversari ed ormai anche ai giocatori della propria squadra.

Mi sono trovato nella situazione di dover essere obbligato a spiegare cos’è il razzismo per una sospensione di una partita di calcio a due bambini di 5 e 7 anni; la cosa non mi ha scosso come padre avendo chiari concetti di eguaglianza e non è stato difficile trasmetterli ai miei figli ma mi indigna che concetti profondi debbano essere forzati da uno stadio dove si gioca una partita di calcio.

Prese di posizione e punti di vista personali portati all’estremo fanno sì che la critica sia quasi sempre a distruggere e quasi mai a costruire! Si è perso ormai anche il rispetto delle opinioni altrui dove o sei contro allenatore e società oppure sei un aziendalista. 

La prossima regola da cambiare nel gioco del calcio probabilmente dovrà essere l’abolizione del pareggio per rendere contenti questi web-eti del pallone che ricordano sempre più i barbari che assistevano alle lotte al Colosseo dove aspettavano con trepidazione il pollice in sù o in giù con la differenza che tutti, oggi, si sentono imperatori e sono pronti a condannare a vita il giocatore, la squadra, la società.

Parlare di calcio é ancora possibile ? Sarà ancora possibile disquisire di gioco, di episodi senza avere verità assolute ma semplicemente analizzando in maniera non superficiale una partita che rimane comunque un gioco e non una scienza certa ?

Io spero e credo ancora di sì ma sarà sempre più importante filtrare gli interlocutori ed evitare di entrare in conversazioni non-sense dove non si riesce a capire che anche gli infortuni, la sorte, le decisioni di un essere umano possono far si che le partite si vincano, si perdano o .. si pareggino.

Manuale Creativo per Fotografi Ribelli
Consigliato dalla redazione

Manuale Creativo per Fotografi Ribelli

40 idee per riscattare il tuo sguardo fotografico. Un libro di Massimo Usai per chi vuole guardare il mondo con occhi nuovi.

Acquista su Amazon In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.

Scopri di più da Urban Mood Magazine

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

You May Also Like

More From Author

Leave a Reply