Braille e Tecnologia: Autonomia e Inclusione per il Futuro – Intervista a Roberto Pili

Roberto Pili: “Il Braille è indipendenza, non un retaggio del passato”

Durante la Giornata Nazionale del Braille, celebrata a Cagliari, Roberto Pili, Presidente Nazionale di IERFOP, ha ribadito con fermezza l’importanza del Braille nella formazione delle persone non vedenti. Nel suo intervento, ha messo in guardia contro la crescente tendenza ad abbandonare questo sistema in favore di strumenti digitali che, pur promettendo semplificazione, rischiano di compromettere l’autonomia di ciechi e ipovedenti.

“Se affidiamo tutto alla tecnologia e smettiamo di insegnare il Braille, creeremo persone non vedenti dipendenti da strumenti esterni. Il vero obiettivo è l’indipendenza, non la dipendenza da uno schermo o da una voce sintetica.”

Pili ha evidenziato come viviamo in un’epoca in cui tutto deve essere facile, immediato e privo di sforzo, ma imparare non è mai un processo semplice e richiede dedizione. Il Braille non fa eccezione: padroneggiarlo richiede impegno, ma questa fatica è essenziale per garantire un reale livello di autonomia.

Il suo discorso si è inserito in una riflessione più ampia sul valore dell’istruzione. Oggi si tende a considerare lo studio come un percorso che deve essere il più rapido e semplice possibile, ma applicare questa logica all’educazione delle persone con disabilità visiva rischia di trasformarsi in un limite anziché in un’opportunità.

Persone non vedenti che imparano il Braille in un corso di formazione IERFOP
Roberto Pili durante il convegno a Cagliari

“L’accessibilità non significa eliminare lo sforzo, ma fornire strumenti adeguati affinché tutti possano raggiungere i propri obiettivi. Abbandonare l’insegnamento del Braille in favore esclusivo delle tecnologie digitali significa privare le nuove generazioni di una competenza fondamentale per la loro indipendenza.”

Pili ha sottolineato, infine, che l’integrazione tra Braille e tecnologia è la chiave per una vera inclusione. Le innovazioni digitali devono affiancare, non sostituire, il Braille, creando una sinergia che garantisca accesso all’informazione, istruzione completa e piena partecipazione alla società. Solo attraverso questo approccio equilibrato sarà possibile costruire un futuro in cui le persone non vedenti possano vivere con piena autonomia e dignità.


IERFOP: un impegno concreto per il Braille

Nel corso dell’intervento, Pili ha parlato anche del lavoro svolto da IERFOP, che negli anni ha promosso centinaia di corsi di formazione per diffondere e rafforzare la conoscenza del Braille. Con oltre 8.000 ore di formazione dedicate a docenti e utenti con disabilità visiva, l’ente si è distinto per il suo approccio innovativo alla didattica.

L’impegno dell’IERFOP non si ferma ai confini nazionali: attualmente sono in corso sette progetti europei che coinvolgono numerosi Paesi e associazioni, con l’obiettivo di garantire alle persone non vedenti strumenti sempre più efficaci per la loro istruzione e autonomia.

Durante l’evento, Pili ha anche letto un messaggio della ministra Alessandra Locatelli, che ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa, ribadendo l’importanza di tutelare e promuovere il diritto all’istruzione e alla cultura per le persone cieche e ipovedenti.

“Il sostegno delle istituzioni è fondamentale, ma non basta. Serve un impegno concreto da parte di tutti per diffondere la consapevolezza che il Braille non è un retaggio del passato, ma una competenza essenziale per il presente e il futuro.”


Tecnologia e Braille: un connubio possibile

Nel corso dell’evento è stato presentato un software innovativo che permetterà di digitalizzare testi non ancora disponibili in Braille, facilitando così l’accesso alla cultura per le persone non vedenti.

Pili ha ribadito che tecnologia e Braille non devono essere in competizione, ma integrarsi. Il rischio, ha spiegato, è considerare le nuove tecnologie come un sostituto del Braille, invece di vederle come strumenti complementari.

“Grazie alla digitalizzazione, possiamo rendere accessibili migliaia di testi. Ma questo non significa che il Braille debba scomparire. Al contrario, dobbiamo usarlo come base per costruire una società realmente inclusiva.”


Persone non vedenti che imparano il Braille in un corso di formazione IERFOP
La presentazione di Camilla e il Bruco, con Camilla che ha letto le prime strofe della fiaba scritta da Roberto Pili

La fiaba di Camilla e il valore dell’accudimento

Oltre ai temi istituzionali, Roberto Pili ha voluto condividere un progetto personale: la fiaba Camilla e il Bruco, scritta in occasione della nascita di sua nipote.

Il racconto, semplice ma ricco di significati, narra di una bambina che, invece di spaventarsi alla vista di un bruco nella sua mela, decide di prendersene cura.

“Volevo raccontare ai più piccoli il valore dell’accudimento e dell’attenzione verso chi è più fragile. Spesso siamo portati a reagire con paura o rifiuto di fronte a ciò che non conosciamo. Ma se impariamo a prendercene cura, possiamo trasformare le difficoltà in opportunità.”

La fiaba è stata trascritta in Braille, affinché anche i bambini non vedenti possano leggerla, e ha ispirato una composizione musicale originale, eseguita durante l’evento.


Un futuro di inclusione e consapevolezza

Il messaggio finale di Roberto Pili è stato chiaro: il Braille è uno strumento di libertà e deve essere preservato e promosso con forza.

“L’accessibilità non è un lusso, ma un diritto. Il Braille, la tecnologia e l’educazione devono andare di pari passo per garantire a ogni persona non vedente la possibilità di leggere, studiare e partecipare attivamente alla società. Continueremo a lavorare per un futuro più inclusivo per tutti.”


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