“Weird Fishes / Arpeggi”: immersione e metamorfosi nel profondo dei Radiohead


Un viaggio nell’abisso emotivo e musicale del brano-chiave di In Rainbows, tra arpeggi ipnotici, simboli subacquei e la ricerca della fuga.


Sul settimo album dei Radiohead, In Rainbows (2007), emerge uno dei brani più evocativi del gruppo: Weird Fishes / Arpeggi.

E’ una delle loro canzoni piu’ popolari e mi sono spesso chiesto il perche’. Non e’ rivoluzionaria come quelle di Kid A e non e’ epica come altre loro, come lo sono molte da Ok! Computer, eppure gode di una popolarita’ innegabile ed e’ impossibile non vederla nominata sempre nelle loro top 5 canzoni di sempre.

Perche’? Proviamo ad andarci in profondita’ e provare e vederne il motivo.


Con il suo titolo che già richiama “arpeggi”, e “pesci strani” e un sottotesto inafferrabile, il pezzo invita all’ascolto attento: non solo musicale, ma anche emotivo, simbolico. Lascia curiosita’ e la voglia di esplorare come una canzone unisca una struttura sonora particolare, immagini di immersione e abbandono, e un percorso interiore di caduta e possibile rinascita.


1. Struttura musicale e atmosfera

Il brano si distingue per un ritmo ipnotico basato su arpeggi tra le chitarre, un pattern che si ripete e si stratifica, creando la sensazione di flusso, di immersione in un ambiente quasi liquido.
Secondo un’analisi tecnica che lessi da qualche parte “la scelta di non usare variazioni nette sul groove delle percussioni — ma aumentare la densità tramite sovrapposizione timbrica — contribuisce a questa sensazione di “essere immersi” piuttosto che “muoversi”. 
Inoltre, l’accumulo di livello sonoro nel brano dà una sensazione di crescente intensità emotiva, quasi come una discesa o un viaggio verso qualcosa di sconosciuto.


2. Immagini, temi e simboli

La canzone apre con:

“In the deepest ocean, the bottom of the sea”
Questa immagine ci porta subito nel metaforico abisso, nel profondo dell’anima, dell’inconscio. 
L’invocazione – “Your eyes, they turn me” – indica una forza esterna, uno sguardo che cambia lo stato interiore del protagonista: amore, ossessione, trasformazione. E’ una frase potente, che colpisce e rimane. Una di quelle che puoi mettere in un poster o in una maglietta.
Poi:
“I’ll hit the bottom, hit the bottom and escape”
Qui appare il paradosso: per evadere bisogna prima toccare il fondo. La caduta diventa condizione di possibilità. Una cosa che molti hanno provato nella propria vita
Nel verso:
“I get eaten by the worms and weird fishes”
I “vermi” e i “pesci strani” sono simboli forti di decomposizione e straniamento, forse di consapevolezza dolorosa, forse di morte emotiva. Molti interpretano il tutto come metafora di depressione, perdita, oppure di un amore che consuma.

Una vera analisi di problemi mentali, come anche letto ed analizzato bene in questo post di Robert T. Muller


Infine:
“Everybody leaves if they get the chance”
Il senso di abbandono è universale: tutti, prima o poi, lasciano. E questa consapevolezza provoca una sorta di slancio finale, la possibilità di fuga, ma forse anche di resa.


3. Interpretazione complessiva

Il brano può essere visto come il racconto di un essere umano che decide di seguire qualcosa (o qualcuno)“I follow to the edge of the earth / And fall off” — e arriva ad un punto di rottura. La musica (gli arpeggi che si moltiplicano) suggerisce lo smarrimento, la mancanza di punto fermo.
La caduta (“hit the bottom”) non è necessariamente fallimento, ma condizione necessaria per poter “escape” — uscire da ciò che è opprimente.
Nel frattempo, i “weird fishes” e i “worms” subacquei rappresentano la parte di noi che viene messa a nudo, consumata, che deve essere attraversata.
Alla fine, non è tanto un trionfo netto quanto un passaggio: la resa, la dissoluzione, la trasformazione.


4. Collegamento con il contesto dell’album

L’album In Rainbows esplora temi come la transitorietà, la vulnerabilità, la fisicità dell’essere umano.
In questo contesto, Weird Fishes è senza dubbio una delle tracce che più emblematicamente incarnano quel senso di immersione emotiva e di tensione verso l’ignoto.
La scelta sonora (arpeggi, stratificazioni, groove costante) rispecchia l’idea di un flusso che non si arresta — così come la vita non si arresta — e che ci conduce in direzioni inaspettate.


EdWeird Fishes / Arpeggi è più di una canzone: è un’esperienza sonora e psicologica.
Ci invita a entrare nel profondo, a confrontarci con le nostre paure, a lasciarci “mangiare” da ciò che non comprendiamo per poter, forse, emergere trasformati.
Nell’oceano della coscienza, tra vermi, pesci strani e il richiamo dello sguardo altrui, la musica dei Radiohead genera una sospensione: tra caduta e fuga, tra distruzione e rinascita.


E quando l’ultima nota si spegne, resta la sensazione di aver attraversato qualcosa di vero, e di essere tornati, forse, in superficie.



Discover more from Urban Mood Magazine

Subscribe to get the latest posts sent to your email.

Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

You May Also Like

More From Author

Leave a Reply