Un Giorno o L’altro Me Ne Vado. Dove Ancora Non Lo So. Ma Un Luogo Dove Essere Happy

Nella Scozia orientale, appena si separano dalla Gran Bretagna. 

Oppure me ne vado nel centro della Svizzera, appena si liberano dall’ipocrisia eterna di Paese neutrale ma che accetta tutti i soldi sporchi del Mondo.

Ma forse me ne vado anche solo in un’anonima cittadina a metà strada tra le montagne, le colline e il mare.

Se potessi vivrei in un alloggio rustico, in mattoni, malta e tanto legno. Che abbia un’acustica perfetta, così non devo alzare troppo il volume per sentire tutti i suoni dei mie dischi preferiti.

Mi comprerei un tavolo che possa ospitare massimo sei persone, che per me sono già una folla enorme, per mangiare insieme.

me ne vado

Vorrei comunque una casa che offra tutti i comfort di una casa molto ben arredata – collezione di vinili, ben in vista, coltelli da cucina giapponesi per finalmente lavorare con gioia i cibi durante la preparazione della cena, legna da ardere illimitata, una biblioteca di libri – e se gli ospiti sentono il richiamo della natura selvaggia, possono avventurarsi tra gli alberi fino alla cabina del fiume, che abbia una vasca idromassaggio a legna e barbecue.

Nozioni di buona vita“, sarebbe il libro che scriverei, un libro per insegnare a stare meglio in questo passaggio temporaneo su questa terra.

Per buona vita, intendo cibo, arte, buoni amici, qualità dei rapporti umani, natura, tutte cose ben fatte – tutte cose che sono semplici e meno complicate di una vita da jet set internazionale.

Non andrei mai al ristorante, ma cucinerei sempre e solo in casa.

Mi rendo conto che queste cose che vorrei nella mia casa ideale non sono facili da avere ben bilanciate ma voglio che chi venga a trovarmi a casa non voglia più andare via, che si addormenti sul divano senza accorgersene e io tanto poi la mattina preparerò il caffe con della marmellata d’arance fatta da me.

Me ne vado

Nella mia casa, gli ospiti possono passeggiare nei boschi vicini, nuotare nei fiumi incontaminati o persino cimentarsi nell’artigianato o nell’arte che preferiscono – ma poi penso, in realtà, che le persone vogliano essere veramente completamente fuori dal Mondo, perché’ continuamente scopro, che anche le persone che mi dicono vorrebbero stare dentro questa esperienza, alla fin fine, anche queste persone vogliono il WiFi.

Ed alla fine non sono certo che neppure io riesca a rinunciarci.


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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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