Terrasini, Palermo – Si è concluso il XXVI Congresso Nazionale dell’UICI: 105 anni di storia e uno sguardo al futuro

Si è chiuso ieri, domenica 26 ottobre, al Villaggio Città del Mare di Terrasini (Palermo), il XXVI Congresso Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), che ha riunito delegati e rappresentanti da tutta Italia per celebrare i 105 anni di attività dell’associazione e definire le priorità per il prossimo quinquennio.

L’evento, dal titolo “UICI – Un futuro con la persona al centro”, si è svolto dal 24 al 26 ottobre sia in presenza che online, offrendo un importante momento di confronto sul futuro dell’inclusione e dei diritti delle persone con disabilità visiva.

Un congresso di visione e responsabilità

Durante le tre giornate si sono tenute le elezioni degli Organi Associativi, la costituzione delle Commissioni e delle Sezioni di lavoro, la votazione sulla Relazione di quinquennio 2020-2025, e infine l’elezione del Presidente Nazionale e dei ventiquattro componenti del Consiglio Nazionale.

«Semplificazione amministrativa, certezza delle risorse pubbliche, gestione efficace del patrimonio sociale e potenziamento delle capacità progettuali a ogni livello – ha dichiarato il presidente uscente Mario Barbutosaranno le gambe robuste per sostenere la marcia dell’Unione nei prossimi anni. Diritti e risultati non vanno mai dati per scontati: richiedono autorevolezza e capacità di vigilanza sugli interessi materiali e morali dei ciechi e degli ipovedenti italiani».


Le voci dalla Sicilia e dalla Sardegna

A introdurre i lavori, Maria Francesca Oliveri, presidente del Consiglio regionale UICI della Sicilia, che ha sottolineato come «non si sia parlato solo di Statuto e programmi, ma di persone, di vita, di futuro. Da oltre cento anni la nostra associazione garantisce dignità e diritti a non vedenti e ipovedenti. Oggi più che mai deve continuare a essere una casa accogliente, una voce viva, una speranza aperta per tutte le persone con disabilità visiva».

Dal fronte sardo, il presidente regionale Bachisio Zolo ha ricordato:
«La coesione e l’unità associativa interna non devono mai venire meno e vanno custodite come il tesoro più prezioso donatoci in eredità dai nostri padri fondatori».

L’intervento di Roberto Pili, Presidente di Ierfop Onlus

Tra gli ospiti intervenuti, anche Roberto PiliPresidente di Ierfop Onlus, che ha voluto rendere omaggio alla lunga storia dell’Unione e al suo ruolo fondamentale nella difesa dei diritti delle persone con disabilità visiva:

Nonostante parole, convegni e anche buone leggi, non ci siamo ancora. Ci sono ostacoli concreti: la frammentazione dei servizi, che trasforma il diritto in un percorso a ostacoli; il digital divide, che rischia di convertire l’innovazione in una nuova disuguaglianza; e istituzioni che, talvolta, indulgono ancora nell’assistenzialismo invece di promuovere una cittadinanza attiva.” Sottolinea Roberto Pili nel suo intervento. “Su questi nodi non bastano le intenzioni: servono scelte politiche coraggiose, governance integrata e strumenti che rendano i diritti davvero esigibili.”

Pili ha poi evidenziato il valore simbolico della longevità dell’UICI come testimonianza di resilienza e innovazione sociale, sottolineando come il lavoro congiunto tra le associazioni nazionali e gli enti di formazione come IERFOP rappresenti “Questo Congresso può e deve rinnovare unità e dialogo con le Istituzioni, con la forza di chi propone soluzioni e misura i risultati. IERFOP è al vostro fianco, in piena collaborazione—grazie all’impegno delle nostre rispettive dirigenze—perché salute e autonomia non restino promesse, ma diventino pratica quotidiana e traguardi misurabili. Mettere la persona al centro non è solo il titolo del nostro incontro: è il metodo con cui rendiamo più forte l’intera comunità nazionale.” Ha chiuso Pili con il suo intervento

Premio Braille e celebrazione dei 105 anni

La cerimonia di chiusura, trasmessa in diretta su Slash Radio Web, è stata seguita dalla consegna del Premio Braille 2025 e da una celebrazione per il 105° anniversario dell’UICI, che ha coinvolto soci, dirigenti e rappresentanti delle istituzioni in un momento di forte emozione e riconoscenza.

Dal Congresso di Terrasini parte un messaggio chiaro: solo unendo esperienza, innovazione e solidarietà si potrà costruire un futuro più accessibile e dignitoso per tutti.



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