Rombo di Tuono: Oltre il Calcio, l’Uomo che Incantò un’Epoca e un’Isola.

Protagonista di una epoca dove i calciatori erano prima uomini, molti dicono che hanno un sentimento d’invidia per chi ha visto Rombo di Tuono giocare.

Io l’ho visto giocare, molte volte. Ne cito una su tutte: Genova, 31 Marzo 1973. Lui che fa quattro goal, io che non ho appena 12 anni. Un momento magico, anche se non era la prima volta che lo vedevo, l’avevo visto a Cagliari, a Torino, a Milano e mai perso una sola volta in televisione. Il rammarico è che la Tv non è come quella a disposizione oggi, che non ci sono mille ore di filmati riguardo le sue partite e immagini che meglio possano far capire la sua grandezza.

Ma non era solo un gran calciatore, in realtà è morto uno dei pochi uomini veri del nostro calcio, troppe volte rappresentato da mezze persone. 

Ciao Rombo di Tuono.”, titolano oggi non solo la stampa nazionale, ma è sulle prime pagine della BBC o come de Le Monde, in Germania come in Olanda o Spagna.

Un calciatore che era l’opposto di personaggi come Cristiano Ronaldo non era ” lui, lui, lui...”. ma era una cosa diversa. 

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 Un calciatore (ed un uomo), in bianco e nero.

Era il Fabrizio De Andre’ del calcio, non ho mai incontrato De Andre’, ma incontrai Gigi Riva più di una volta ed era come se avessi incontrato Faber.

Stesso mistero negli occhi, stessa magia nelle sue poche ma dirette parole. 

Gigi Riva era ed è per noi, per noi sardi, intendo, un simbolo, anche per chi odia il calcio e il suo business. Era, nel cuore e nello spirito, più sardo di tanti sardi.

Questa sua personalità colpiva anche chi non aveva nulla a che fare con la Sardegna, anche chi mai ci e’ mai stato.

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Gigi Riva è (“era” suona strano scriverlo) una leggenda del calcio italiano, nato il 7 novembre 1944 a Leggiuno, in provincia di Varese. È noto per la sua straordinaria carriera come attaccante e per essere uno dei migliori marcatori della storia della Nazionale italiana.

Riva ha giocato l’intera sua carriera calcistica con il Cagliari, dove è diventato un’icona del club. Con la maglia del Cagliari, ha vinto uno storico scudetto nella stagione 1969-1970, diventando il capocannoniere della Serie A per tre stagioni consecutive (1969-1972). La sua incredibile abilità nel segnare gol gli ha valso il soprannome di “Rombo di Tuono”.

A livello internazionale, Gigi Riva è ricordato per essere stato il leader della Nazionale italiana negli anni ’60 e ’70. Ha partecipato a tre Coppe del Mondo (1966, 1970 e 1974) e ha segnato un totale di 35 gol in 42 presenze con la maglia azzurra, un record che resiste ancora, in cui 42 partite le fa un carneade qualunque. Il suo contributo è stato fondamentale per il Cagliari, che ha portato ad essere una delle squadre più belle e forti d’Europa, in un periodo in cui esistevano persone come Pelè, come Cruijff o Beckenbauer. 

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Lui era in quell’Olimpo con loro e il Cagliari se la giocava alla pari con l’Ajax o con l’Atletico Madrid e metteva in fila, vincendo anche nei loro stadi, squadre come l’Inter, la Juventus, il Milan, le due grandi Bologna e Fiorentina di quegli anni.

Il ricordo di Gigi Riva è quindi legato si, alla sua straordinaria abilità calcistica, alla sua dedizione alla Nazionale italiana e al suo ruolo di eroe locale a Cagliari. Ma la sua carriera è stata celebrata nel corso degli anni, rendendolo uno dei grandi nomi nella storia del calcio italiano, anche per le sue scelte di vita. Ha rifiutato un trasferimento senza precedenti alla Juventus, ha detto NO alla Famiglia Agnelli, “quella famiglia Agnelli”.

Arrivato in Sardegna senza genitori, morti anni prima, con mille dubbi, ha trovato non solo una nuova famiglia, ma una Regione intera, “un popolo”, come ama definirsi, che l’ha prima amato e poi adottato e lui ha preso l’accento di Cagliari, ma anche il modo di fare di quegli uomini che passano ogni mattina ai bar di Via Roma, davanti al porto, e poi vanno al Poetto a prendere il sole, anche quello di febbraio.
Aveva nella sua pelle i segni della salsedine che scalfigge e colora il viso, rendendolo unico e inconfondibile. Quella sorta di pirati e poeti che sono una caratteristica dei cagliaritani. 
Quella idea di nobiltà e povertà, di genio e sregolatezza, di cui Gigi Riva, come Fabrizio De Andre’, faceva parte. Entrambi due figli di Sardegna, due malati dell’isola, anche se nati nel Continente.

Sono usciti libri, film, documentari, di tutto, su Gigi Riva, e nelle prossime settimane se ne vedranno a centinaia di ricordi su di lui, ma per me rimane le poche volte che l’ho incontrato, dove senza parlare tanto diceva tutto. Bastavano i suoi movimenti, le sue espressioni, il suo viso che assomigliava a quello di mio nonno, che non faceva il calciatore, ma guidava i rimorchiatori nel porto e il suo viso aveva gli stessi tagli sulla pelle di Riva.

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Addio campione, a poche ore dalla tua scomparsa posso solo dire che sei e rimarrai per sempre parte della nostra isola e del nostro cuore. Ciao Gigi

Quando Gigi Riva tornerà, Crescerà la solidarietà, Ci sarà un po’ più di umanità, E sapremo piangere davvero, Quando il sogno ci confermerà, Che non passerà più lo stranieroQuando Gigi Riva tornerà

(Canzone di Piero Marras)


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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
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In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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