“Psicovitamine” di Tiziana Cumbo: intervista all’autrice sul benessere interiore e la cura di sé

Con Psicovitamine, Tiziana Cumbo propone un percorso delicato e concreto dedicato alla riscoperta di sé. Il libro accompagna il lettore attraverso dieci consapevolezze brevi e pratiche, pensate per aiutare a osservare pensieri, emozioni e meccanismi interiori senza giudizio. Tra psicologia, approcci olistici ed esercizi quotidiani, l’autrice invita a trasformare il dialogo interiore in uno spazio di ascolto, cura e cambiamento possibile. In questa intervista approfondiamo con lei la nascita del libro, il valore delle “psicovitamine” e il bisogno, oggi più che mai, di imparare a prendersi cura della propria interiorità.

Tiziana Cumbo, partiamo dal titolo: perché ha scelto di chiamare il libro Psicovitamine? Che cosa rappresenta per lei questa parola?


Ho scelto il termine “Psicovitamine perché le considero dei principi attivi interiori: dieci consapevolezze essenziali che, proprio come vitamine per il corpo, nutrono la nostra parte psicologica ed emotiva. Sono piccole e potenti dosi da assumere ogni giorno, perché la felicità non è un evento straordinario ma una scelta quotidiana di cura verso se stessi e verso le persone che amiamo.
Le Psicovitamine sono un vero e proprio ricostituente dell’anima: portano luce su risorse interiori spesso sconosciute o sottovalutate, e ci aiutano a riorientare l’attenzione dal rumore del mondo esterno al nostro spazio più intimo, quello dove nascono il benessere, la forza e la possibilità di cambiare.
In un tempo veloce e dispersivo, queste dieci consapevolezze diventano un invito a rallentare, ascoltarsi e ricordare che prendersi cura di sé non è un lusso, ma un atto d’amore necessario. Per questo le Psicovitamine dovrebbero essere patrimonio di tutti.

Il libro si presenta come un invito gentile a fermarsi e ad ascoltarsi davvero. Da quale esigenza personale o professionale nasce questo progetto?


Questo progetto nasce da un’esigenza che ho incontrato prima come professionista e poi come donna: la difficoltà, sempre più diffusa, di riconoscere la propria ricchezza interiore. Qualche anno fa ho condotto un percorso formativo intitolato Le tue infinite risorse interiori e lì ho visto con chiarezza quanto le persone facciano fatica a credere di possedere risorse potenti, profondamente umane, sottovalutate o ignorate.
Viviamo in un tempo che ci spinge costantemente verso l’esterno, mentre molte discipline — quelle che oggi raccogliamo sotto il nome di medicina non convenzionale — ci ricordano che la nostra forza nasce dentro di noi. Un tempo questo era un sapere naturale, quasi ovvio; oggi è diventato un territorio da riscoprire.
Il libro è nato proprio da qui: dal desiderio di offrire un invito gentile a fermarsi, ascoltarsi e imparare a conoscere queste risorse interiori. Perché il primo passo per farne tesoro è conoscerle per poi portare l’attenzione dentro di sé, usando strumenti adeguati o chiedendo aiuto quando serve. Psicovitamine è il mio modo di restituire alle persone la consapevolezza che ciò che cercano spesso è già lì, in attesa di essere riconosciuto.
Inoltre il nostro

In Psicovitamine lei parla di dieci consapevolezze brevi e pratiche. Come ha scelto proprio queste dieci tappe del percorso?


Nel mio lavoro ho osservato che il nostro mondo interiore è costellato non solo di risorse, ma anche di ostacoli che, se non riconosciuti, possono condizionare profondamente la nostra vita. I pensieri, le emozioni, il modo in cui interpretiamo la realtà possono diventare risorse potenti oppure veri e propri ostacoli invisibili. È per questo che, nei percorsi formativi che ho condotto, ho iniziato a individuare quali fossero le consapevolezze di base su cui costruire le fondamenta della cura di sé.
Parlando di rappresentazione della realtà, ad esempio, ho visto quanto sia difficile riconoscere che ciò che percepiamo non è la realtà “così com’è”, ma la realtà filtrata attraverso i nostri occhiali interiori: esperienze, personalità, conoscenze, ferite emotive, narrazioni inconsce. È come se ognuno avesse un paio di lenti colorate che tingono il mondo dei propri significati.
E qui torna alla mente una frase di Jung che sento profondamente vera: “Rendi conscio l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.”
Questa frase racchiude l’essenza del mio lavoro: aiutare le persone a vedere ciò che non vedono, a riconoscere ciò che le guida senza che se ne accorgano, a trasformare automatismi in scelte consapevoli.
Le dieci consapevolezze di Psicovitamine sono nate proprio da questo: dal desiderio di offrire strumenti semplici, brevi e pratici per illuminare il proprio mondo interiore, trasformando ciò che ostacola in ciò che sostiene, e restituendo a ciascuno la possibilità di essere autore della propria vita

Il testo invita il lettore a guardare il proprio paesaggio interiore senza giudizio. Quanto è difficile, oggi, imparare ad ascoltarsi senza criticarsi?


Imparare ad ascoltarsi senza giudicarsi, oggi, è piuttosto difficile. Viviamo in un contesto sociale, storico e culturale votato alla competizione e al confronto continuo: siamo immersi in un sistema che ci spinge a misurarci, a performare, a dimostrare di valere. E questo condizionamento inizia molto presto. Nei primi anni di vita impariamo a giudicarci per assicurarci che il nostro bisogno di essere visti, amati e capiti venga soddisfatto. Così iniziamo ad abbandonare pezzi della nostra autenticità, li releghiamo nell’inconscio e perdiamo la connessione con ciò che siamo davvero.
Non giudicarsi significa tornare ad amarsi. Perché amore è accoglienza, ascolto, comprensione, astensione dal giudizio e dalle aspettative. La buona notizia è che possiamo allenarci ogni giorno ad accoglierci: portare gentilezza e presenza alle parti profonde e vere di noi che, in passato, si sono sentite minacciate o non abbastanza. È un percorso di ritorno a casa, un atto quotidiano di cura di sé che restituisce dignità e voce alla nostra autenticità.

Nel libro emerge l’idea che molte risorse interiori siano già presenti in noi, ma spesso dimenticate. Quali sono, secondo lei, le risorse che le persone tendono a sottovalutare di più?


Le risorse che le persone tendono a sottovalutare di più sono proprio quelle che abitano il quotidiano: i pensieri, le emozioni e le parole. Sono strumenti potentissimi, ma spesso invisibili, perché fanno parte del nostro funzionamento automatico. Eppure determinano il modo in cui ci sentiamo, come reagiamo, quali scelte compiamo e quale direzione diamo alla nostra vita.
Il potere dei pensieri, ad esempio, è enorme: possono sostenerci o sabotarci, aprire possibilità o chiuderle. Le emozioni sono bussola e linguaggio dell’anima, ma spesso vengono ignorate o giudicate un disturbo. E le parole — quelle che diciamo agli altri e soprattutto quelle che diciamo a noi stessi — sono veri e propri atti creativi: possono ferire o guarire, indebolire o restituire forza, possono, cioè, essere potenzianti o depotenzianti.
Nel mio lavoro ho visto quanto queste risorse interiori siano presenti in tutti, ma spesso dimenticate o date per scontate. Psicovitamine nasce proprio per riportarle alla luce: per ricordare che ciò che cerchiamo fuori, molto spesso, è già dentro di noi. L’Amore che cerchiamo fuori, va trovato dentro, la nostra guida più saggia è nel profondo del nostro monto interiore.

Lei intreccia psicologia e approcci olistici. Come si incontrano questi due mondi nel percorso proposto da Psicovitamine?


Nel mio lavoro ho sempre sentito che psicologia e approcci olistici non sono mondi separati, ma due strade che possono incontrarsi armoniosamente. In Psicovitamine ho integrato le conoscenze delle scienze psicologiche con i saperi più antichi — dalla medicina tradizionale cinese agli approcci energetici — perché, pur con linguaggi diversi, condividono un intento comune: far leva sulle risorse interiori.
La psicologia ci offre strumenti per comprendere pensieri, emozioni e comportamenti; le tradizioni antiche ci ricordano che siamo anche energia, movimento, equilibrio. Entrambe le prospettive ci invitano a guardare dentro, a riconoscere ciò che ci abita, a prenderci cura di noi in modo integrato.
Nel percorso proposto da Psicovitamine questi due mondi si incontrano proprio qui: nell’idea che le nostre risorse interiori sono molto più potenti di quanto crediamo e che, quando impariamo ad attivarle consapevolmente, possiamo favorire il nostro benessere quotidiano. È un approccio che unisce rigore e intuizione, scienza e saggezza antica.

Un tema centrale del libro è il dialogo interiore. Quanto influisce il modo in cui parliamo a noi stessi sul nostro benessere quotidiano?


Il modo in cui parliamo a noi stessi influisce profondamente sul nostro benessere quotidiano. Il dialogo interiore è il luogo in cui si forma la nostra autostima, dove impariamo a relazionarci con quelle parti di noi che chiedono di essere ascoltate, accolte, comprese. È un dialogo che orienta le nostre scelte, il nostro coraggio, la nostra capacità di stare nel mondo.
Esiste però anche un dialogo interiore inconsapevole, fatto di frasi che ripetiamo senza accorgercene e che finiscono per creare un vero e proprio autocondizionamento. Quando ci diciamo “sono sfortunato”, “capitano tutte a me”, “non ce la farò mai”, stiamo costruendo profezie che si autoavverano, come racconto nel libro. È come se mettessimo ostacoli sul nostro cammino con le nostre stesse mani.
La buona notizia è che questo dialogo può essere trasformato. Portando luce su ciò che ci diciamo ogni giorno, possiamo convertire quelle frasi limitanti in profezie benefiche, capaci di sostenerci e di accompagnarci verso i nostri obiettivi. Il dialogo interiore diventa così una risorsa: un alleato che ci ricorda chi siamo e chi possiamo diventare

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