“L’ardire del possibile”
Ho l’ardire di pensare
di potercela fare,
oltre i sussurri stanchi del cuore,
oltre il peso muto dei giorni
che mi piegano senza spezzarmi.
Navigo in me stessa
come mare in tempesta,
tra le scogliere dei “non basta”
e i fondali dei “non sei”.
Ma ho imparato a nuotare
nella paura del non sapermi salvare,
e a fare nido nelle crepe del cuore.
Ho l’ardire di pensare
di potercela ancora fare,
a cullare i miei sogni
e dar loro un nome,
a intrecciare l’attesa
con fili di speranza sottile,
a credere che anche l’incerto
possa diventare casa.
Domani.
Sono fatta di cicatrici
che brillano al sole,
di attese che cantano
sottovoce, nella notte.
E in ogni frana
cerco un germoglio,
in ogni fine,
una sillaba di inizio.
Ho l’ardire di sperare
che anche il buio
abbia memoria della luce,
e che il mio passo incerto
sia già poesia
che osa,
che resta,
che resiste.
Ilaria Ferraro ~ #Sogniin_versi (25/5/25)
Nota autrice:
Ho scritto questi versi in uno di quei momenti in cui ci si sente sospesi: tra la voglia di andare avanti e la paura di non esserne capaci davvero. Credo che, almeno una volta, tutti abbiamo avuto a che fare con quella voce interiore che ci fa sentire “non abbastanza”, che ci mette davanti ai limiti, alle cadute, alle cose che non siamo riusciti a salvare.
“L’ardire del possibile” nasce proprio lì: in quel punto fragile in cui, nonostante tutto, rimane accesa una piccola ostinazione. Quella che ci fa continuare a sperare anche quando siamo stanchi, anche quando non abbiamo risposte chiare.
Mentre mettevo nero su bianco le parole, pensavo a quanto sia difficile convivere con le proprie crepe senza vergognarsene. E a quanto coraggio serva per continuare a credere nei propri sogni dopo le delusioni, dopo le attese, dopo tutte le volte in cui ci si è sentiti persi. Ma forse crescere significa anche questo: imparare a restare, a non scappare da sé stessi, a fare pace perfino con le proprie paure.
Non volevo scrivere una poesia “forte” nel senso “eroico” del termine. Volevo fosse vera, capace di raccontare quella forza silenziosa che il più delle volte non si vede, ma che ci accompagna ogni giorno: il rialzarsi, il riprovarci, il cercare ancora luce anche quando il buio sembra avere più spazio.
Se queste mie parole arriveranno a qualcuno, spero che lo facciano in modo semplice, come fosse un promemoria gentile, perché non serve essere senza ferite per avere valore. A volte basta solo avere ancora il coraggio di credere che qualcosa di bello possa ancora accadere.
Ilaria
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