DEAP: l’Europa dell’inclusione si racconta con l’arte. E in prima linea c’è la visione di Claudia Serra

Ci sono progetti che uniscono territori, altri che uniscono persone. DEAP – Disability, Education, Art and Participation, coordinato da IERFOP Onlus, fa entrambe le cose. Lo fa attraverso l’arte, trasformata in linguaggio comune fra cinque Paesi europei, e lo fa attraverso professionisti che credono profondamente nella dimensione educativa della creatività. Tra questi, una figura emerge con forza: la Dott.ssa Claudia Serra, Coordinatrice e European Project Manager di IERFOP.

L’ultima tappa del progetto si è svolta in Polonia, tra Łódź e Cracovia, con una settimana interamente dedicata al teatro sensoriale. Un percorso che arriva dopo mesi di formazione su danza e ceramica, culminando in un modello europeo di inclusione artistica che Urban Mood Magazine ha scelto di raccontare proprio attraverso le parole di chi lo ha guidato sul campo.


L’Arte come Strumento di Supporto Universale

Claudia Serra descrive l’esperienza polacca come un punto di svolta:

“Sono stata estremamente entusiasta di concludere il periodo di formazione con il training teatrale in Polonia. Questo evento ha consolidato la nostra convinzione che l’arte — in tutte le sue forme, dalla danza alla ceramica, fino al teatro — sia uno strumento di supporto cruciale e universale.
L’arte non solo offre una via di espressione, ma dimostra anche come la creatività possa essere un ponte potente, facilitando l’inclusione attiva e annullando le barriere tra persone con e senza disabilità.”

In un’epoca in cui la parola “inclusione” rischia talvolta di diventare una formula vuota, Serra la riporta nella sua dimensione originaria: un atto pratico, misurabile, quotidiano.


Inclusione come Impatto Sociale e Scoperta del Talento

Ogni training DEAP ha risvegliato talenti inattesi, ha aperto canali espressivi mai esplorati dai partecipanti con disabilità visiva, e ha trasformato anche chi guidava la formazione.

“Il vero successo di questo ciclo di training risiede nell’impatto sociale multidimensionale che abbiamo osservato.
Le nostre sessioni hanno promosso l’indipendenza dei partecipanti e hanno offerto loro una piattaforma sicura per esprimere un talento inesplorato.
Vedere l’arte generare fiducia e auto-efficacia è la prova che abbiamo raggiunto lo scopo cruciale del nostro Work Package.”

Nelle foto scattate durante il training polacco, colpiscono i dettagli: mani che esplorano lo spazio, sorrisi appena accennati ma intensi, corpi che imparano a raccontare ciò che gli occhi non possono vedere.

Una sessione di formazione del progetto DEAP, con partecipanti seduti in una sala e una relatrice in piedi che presenta informazioni su un monitor, durante un incontro dedicato al teatro sensoriale in Polonia.

La Condivisione di Conoscenza come Crescita Professionale e Umana

Claudia Serra sottolinea un altro elemento decisivo:

“Questo periodo di training è stato un momento intenso di condivisione di conoscenza su piani personali e professionali.
Abbiamo scambiato metodologie innovative e, parallelamente, rafforzato le nostre competenze collaborative.
Questo percorso comune ha arricchito i nostri youth workers e ha fornito al team di Project Management un’esperienza emotiva tangibile, essenziale per una gestione del progetto olistica.”

Un progetto europeo non è solo ciò che produce, ma anche ciò che lascia nelle persone che lo costruiscono.


Dalla Polonia alla Sardegna: ora l’arte arriva nei territori

Con la conclusione della mobilità polacca, DEAP entra nella fase più attesa: i laboratori locali, che coinvolgeranno giovani con disabilità visiva anche in Sardegna.

Il teatro, la danza e la ceramica diventano strumenti per riscrivere il modo in cui percepiamo l’inclusione: non come assistenzialismo, ma come co-creazione di bellezza e competenze.

Non dimentichiamo che Ierfop e’ anche impegnata in Sardegna nella promozione di Pythika, la manifestazione nazionale che chiude le iscrizioni proprio poco prima di Natale.



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